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Art. 10 Costituzione

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257 provvedimenti

Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione percepita tra il 1991 e il 2005. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano aveva adempiuto ai suoi obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991 e che i successivi blocchi degli adeguamenti economici erano frutto di legittime scelte discrezionali del legislatore, escludendo quindi il diritto a ulteriori somme.
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Interesse ad agire: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse ad agire, dato che il ricorrente aveva nel frattempo ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. La Corte ha inoltre sottolineato che, quando una sentenza si basa su più ragioni autonome, il ricorrente deve contestarle tutte, pena l'inammissibilità del ricorso.
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Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11318/2025, si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata attuazione di direttive europee relative alla loro retribuzione. La questione centrale era la decorrenza del termine di prescrizione decennale. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il dies a quo (giorno iniziale) per la prescrizione è il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, riconoscendo il diritto solo ad alcuni medici, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, rendendo il loro diritto al risarcimento certo ed esigibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibili o ha rigettato la maggior parte dei ricorsi. Ha accolto un solo ricorso, non per la questione della decorrenza, ma per il mancato esame da parte della corte di merito di un atto potenzialmente interruttivo della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un gruppo di medici, affermando il loro diritto al risarcimento del danno per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione. La decisione si basa sul tardivo recepimento da parte dell'Italia di direttive comunitarie. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il diritto al risarcimento spetta anche a chi si è iscritto ai corsi in anni accademici antecedenti al 1982-1983, ma a partire dal 1° gennaio 1983 e fino alla fine del corso. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato tale diritto, è stata annullata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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Borsa di studio specializzandi: no agli adeguamenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un gruppo di medici che richiedevano l'adeguamento della loro borsa di studio specializzandi per il periodo 1992-2006. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano aveva già recepito correttamente le direttive UE con il D.Lgs. 257/1991 e che il successivo blocco degli adeguamenti, disposto da varie leggi finanziarie, era pienamente legittimo. È stato inoltre ribadito che il rapporto degli specializzandi non è di lavoro subordinato, escludendo così l'applicazione del principio di equa retribuzione previsto dalla Costituzione.
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Revoca giudizio abbreviato: scelta irrevocabile?
Un imputato, condannato all'ergastolo, ha richiesto in fase esecutiva la conversione della pena in trent'anni di reclusione. Sosteneva che la sua precedente decisione di revoca del giudizio abbreviato era stata viziata da una norma poi dichiarata incostituzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la revoca del giudizio abbreviato è una scelta processuale consapevole e definitiva. Tale scelta genera una preclusione che impedisce di tornare sui propri passi, poiché gli atti processuali sono regolati dal principio del 'tempus regit actum' e non dalla retroattività della legge più favorevole.
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Esenzione IVA basi NATO: no per servizi non essenziali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IVA nelle basi NATO non si applica a servizi come la vendita di gelati, poiché non sono direttamente legati alle funzioni istituzionali di difesa. L'Agenzia delle Entrate ha quindi legittimamente contestato a una società la non imponibilità IVA per l'attività svolta in una caserma. La Corte ha chiarito che il beneficio fiscale è riservato solo a prestazioni indispensabili allo sforzo difensivo comune, escludendo quelle che soddisfano esigenze meramente personali dei militari.
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Decreto di espulsione: nullo per vizi di forma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione, stabilendo che il giudice di merito aveva omesso di pronunciarsi su vizi formali decisivi sollevati dal ricorrente: la mancanza di firma da parte di un soggetto autorizzato e la notifica dell'atto in copia semplice. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione di questi aspetti procedurali fondamentali.
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Esenzione IMU Consorzi Bonifica: la Cassazione decide
Un consorzio di bonifica ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI/IMU, sostenendo di aver diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, ai fini fiscali, è determinante il classamento catastale dell'immobile al 1° gennaio dell'anno di imposta. Una successiva variazione non ha efficacia retroattiva. La natura di ente pubblico e la concessione demaniale non sono sufficienti, da sole, a garantire l'esenzione IMU per i consorzi di bonifica se gli immobili non sono classificati nelle apposite categorie esenti.
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Risarcimento Specializzandi Medici: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzatisi dopo il 1991 ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la borsa di studio ricevuta non costituisse l'"adeguata remunerazione" prevista dalle direttive comunitarie. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando i ricorsi inammissibili. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui le direttive UE non imponevano un importo minimo specifico per la borsa di studio, e che la disciplina applicabile restava quella nazionale, respingendo così le pretese al risarcimento specializzandi medici.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione su prescrizione
Alcuni medici che frequentarono scuole di specializzazione tra il 1983 e il 1991 senza ricevere compenso hanno citato in giudizio lo Stato italiano per i danni derivanti dalla tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, confermando l'estinzione del diritto al risarcimento specializzandi per prescrizione. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Poiché l'azione legale è stata avviata solo nel 2011, la richiesta è stata considerata tardiva.
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Impignorabilità conti stato estero: i criteri della Corte
La Cassazione ha annullato una decisione d'appello sull'impignorabilità dei conti di uno Stato estero, stabilendo che la sola intestazione del conto a scopi pubblici non è sufficiente. È necessaria la prova concreta della destinazione dei fondi a funzioni sovrane, con onere a carico dello Stato estero. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Estradizione e ne bis in idem: i limiti del principio
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di concedere l'estradizione di un cittadino verso gli Stati Uniti per reati per i quali era già stato condannato e aveva scontato la pena in Svizzera. La Corte ha stabilito che il principio del 'ne bis in idem' (divieto di doppio processo), secondo il trattato bilaterale Italia-USA, impedisce l'estradizione solo se la condanna precedente è stata emessa dallo Stato richiesto (l'Italia), e non da uno Stato terzo come la Svizzera. La non appartenenza della Svizzera all'Unione Europea è risultata decisiva per escludere l'applicazione delle più ampie garanzie previste dal diritto comunitario.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi, confermando l'orientamento consolidato sulla prescrizione dei loro crediti. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per il risarcimento del danno, dovuto per la mancata remunerazione dei corsi di specializzazione frequentati tra il 1983 e il 1991, decorre dal 27 ottobre 1999. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati per lite temeraria, avendo insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza.
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Immunità giurisdizionale stato estero: no reintegra
Un dipendente di un'ambasciata estera in Italia impugna il licenziamento, chiedendo la reintegra nel posto di lavoro e il risarcimento per mobbing. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, negando la giurisdizione italiana sulla domanda di reintegra in base al principio dell'immunità giurisdizionale stato estero. Tale richiesta, infatti, inciderebbe sui poteri sovrani di organizzazione dello Stato estero. La Corte rigetta anche le ulteriori domande risarcitorie per carenza di allegazioni specifiche.
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Rescissione del giudicato: quale legge si applica?
Un uomo, condannato in assenza nel 2014, ha chiesto la rescissione del giudicato dopo essere venuto a conoscenza della sentenza solo nel 2024. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, a causa di una specifica norma transitoria (art. 15-bis l. 67/2014), la legge applicabile è quella in vigore al momento della sentenza di primo grado. Pertanto, il rimedio della rescissione del giudicato non era disponibile, e l'interessato avrebbe dovuto utilizzare il vecchio istituto della restituzione nel termine.
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Informativa protezione internazionale: obbligo nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata e provata informativa sulla protezione internazionale costituisce una violazione fondamentale che invalida l'atto. Secondo la Corte, l'obbligo dello Stato di informare adeguatamente il migrante sulla possibilità di richiedere asilo è inderogabile e non può essere superato dalla dichiarazione dello straniero di essere entrato in Italia per motivi di lavoro.
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Danno risarcibile: niente rimborso se l’opera è demolita
Una società immobiliare ha chiesto il risarcimento per i danni subiti a un muro di confine durante lavori edili nella proprietà vicina. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha negato il diritto al risarcimento. La ragione fondamentale è che la società, dopo il danno, ha demolito completamente le vecchie strutture per costruire un nuovo complesso immobiliare. Secondo i giudici, questo ha reso irrilevante il danno iniziale, poiché le opere di ripristino sarebbero state inutili. La sentenza sottolinea che per ottenere un danno risarcibile non basta provare l'evento dannoso, ma è necessario dimostrare un pregiudizio concreto ed effettivo, che in questo caso mancava.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione nega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16298/2025, ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro borsa di studio, percepita per corsi iniziati dopo il 1991. La Corte ha stabilito che la remunerazione medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 è correttamente disciplinata dal d.lgs. 257/1991 e non è soggetta né a rivalutazione né ad adeguamento triennale, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e richiamando una recente decisione delle Sezioni Unite.
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Sovracanoni BIM: legittimità e prescrizione del debito
Una società energetica ha impugnato una richiesta di pagamento per sovracanoni BIM (Bacini Imbriferi Montani) avanzata da un Comune, sollevando diverse questioni di legittimità costituzionale della norma impositiva. Il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche ha respinto tutte le censure di incostituzionalità, confermando la natura tributaria e la piena legittimità del prelievo. Tuttavia, ha accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dalla società, dichiarando estinti per decorso del tempo i crediti maturati prima del secondo semestre 2014 e riducendo così l'importo dovuto.
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