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Art. 1, comma 64, l. n. 103 del 2017

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87 provvedimenti

Ricorso inammissibile: motivi nuovi non ammessi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un sequestro preventivo in un caso di frode fiscale su prodotti petroliferi. La decisione si fonda sul principio che non è possibile presentare in Cassazione motivi di ricorso che non erano stati sollevati nel precedente grado di giudizio (riesame), ribadendo il divieto di 'novum' nel processo di legittimità.
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Reato continuato: calcolo pena e pene sostitutive
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8887/2025, interviene su un caso di reato continuato in materia di stupefacenti, stabilendo due principi fondamentali. Primo: l'aumento di pena per i reati satellite deve essere calcolato e motivato singolarmente per ciascun reato, non in modo cumulativo. Secondo: per l'applicazione delle pene sostitutive, si deve considerare la pena complessiva finale, risultante anche dall'aumento per la continuazione, e non solo la parte di pena aggiunta. La Corte ha quindi annullato con rinvio la sentenza per gli imputati la cui pena era stata calcolata in modo errato, mentre ha dichiarato inammissibili i ricorsi di chi chiedeva le pene sostitutive avendo una pena totale superiore ai limiti di legge.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e il periculum
Un imprenditore contesta un sequestro preventivo per frode IVA, negando il 'periculum in mora'. La Cassazione conferma il sequestro, ritenendo sufficienti a provarlo sia l'entità del profitto illecito (€58.834,86) sia la condotta passata dell'indagato, e dichiara il ricorso inammissibile.
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Interesse ad impugnare: no se l’immobile è del Comune
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione. La ricorrente, avendo perso la proprietà dell'immobile abusivo a seguito dell'acquisizione al patrimonio comunale, è priva dell'interesse ad impugnare, requisito essenziale per contestare un provvedimento. La perdita della proprietà è avvenuta a causa del mancato ripristino dei luoghi e del rigetto dell'istanza di condono.
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Fatture inesistenti: Cassazione su indeducibilità costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per frode fiscale. Il caso riguardava l'utilizzo di fatture inesistenti per aumentare fittiziamente i costi aziendali e ottenere finanziamenti pubblici. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: i costi derivanti da fatture soggettivamente inesistenti, cioè relative a operazioni reali ma con intermediari fittizi e prezzi gonfiati (sovrafatturazione), non sono mai deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA.
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Violazione di sigilli: quando l’accesso è reato?
Un imprenditore è stato condannato per aver realizzato una pista forestale abusiva e per violazione di sigilli, avendo continuato a tagliare alberi in un'area demaniale sequestrata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, specificando che il reato si configura non solo con la manomissione fisica, ma con qualsiasi atto che frustri lo scopo del sequestro, come il taglio di legname nell'area vincolata.
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Abuso edilizio: ampliamento o nuova costruzione?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra ampliamento e nuova costruzione in un caso di abuso edilizio. La sentenza conferma che, in caso di espansione di un immobile preesistente, il parametro da considerare è l'aumento percentuale della volumetria (superiore al 30%) e non il limite assoluto di 1000 metri cubi previsto per le nuove opere. L'impugnazione della condannata, che mirava a far dichiarare il reato prescritto riqualificandolo come nuova costruzione, è stata dichiarata inammissibile.
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