La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33155/2024, ha stabilito che l'abrogazione del cosiddetto 'reddito di cittadinanza reato' non ha effetto retroattivo. Un soggetto condannato per aver percepito indebitamente il sussidio tra il 2019 e il 2022 aveva fatto ricorso sostenendo l'applicazione della legge più favorevole. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la normativa transitoria ha mantenuto in vigore le sanzioni penali per tutti i fatti illeciti commessi fino al 31 dicembre 2023, giustificando tale deroga al principio di retroattività.
Continua »