LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1, comma 318, legge 29 dicembre 2022, n. 197

Pagina 2 di 2

37 provvedimenti

Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per il reato di false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. L'imputato aveva omesso di dichiarare beni immobiliari, sostenendo in sua difesa che l'omissione non fosse rilevante e che la norma incriminatrice fosse stata abrogata. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la successione di leggi nel tempo non aveva cancellato il reato per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023 e che il motivo relativo alla non rilevanza dell'omissione non era stato correttamente presentato nei precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Sanzioni reddito di cittadinanza: reato non abrogato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per indebita percezione del reddito di cittadinanza. I giudici hanno chiarito che, nonostante l'abrogazione della misura dal 1° gennaio 2024, le sanzioni reddito di cittadinanza restano applicabili per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023. Una norma transitoria ha infatti impedito l'effetto della cosiddetta abolitio criminis, garantendo la continuità della tutela penale.
Continua »
Reato reddito di cittadinanza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44035/2024, ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che, nonostante la programmata abrogazione della misura, una specifica norma transitoria ha garantito la continuità della punibilità per le condotte illecite commesse fino al 31 dicembre 2023, escludendo l'applicazione del principio della legge più favorevole.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna annullata per legge
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La decisione si fonda sul principio del 'tempus regit actum': al momento della prima domanda, la legge non prevedeva ancora l'obbligo di dichiarare la specifica condanna penale che l'imputato aveva omesso. Di conseguenza, per quella condotta, il fatto non costituiva reato. La condanna per una successiva domanda, avvenuta dopo la modifica della legge, è stata invece rideterminata.
Continua »
Abrogazione reato: reddito di cittadinanza non retroattivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato connesso al reddito di cittadinanza. Il ricorrente sosteneva che la norma fosse stata cancellata, ma la Corte ha chiarito che l'abrogazione del reato, efficace dal 1° gennaio 2024, non ha effetto retroattivo. Pertanto, chi ha commesso il fatto prima di tale data resta punibile.
Continua »
Omessa comunicazione reddito cittadinanza: il reato resta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione della norma sul reddito di cittadinanza non estingue il reato di omessa comunicazione per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. La Corte ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato per non aver comunicato di essere sottoposto a misure cautelari, sostenendo che il legislatore ha volutamente derogato al principio della legge più favorevole per garantire continuità nella tutela penale contro l'indebita erogazione del beneficio.
Continua »
Vincite al gioco: vanno dichiarate per il sussidio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver omesso di comunicare le proprie vincite al gioco al fine di percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che tali vincite costituiscono reddito rilevante per il beneficio, indipendentemente dal fatto che l'individuo abbia subito perdite complessive o che le vincite siano già tassate alla fonte. L'obbligo di dichiarazione sussiste per determinare correttamente il diritto al sussidio.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna e revoca del sussidio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza a un soggetto che aveva omesso di dichiarare una condanna definitiva per reati di stampo mafioso. La Corte ribadisce la legittimità dei requisiti morali, come l'assenza di condanne per reati ostativi negli ultimi dieci anni, quale presupposto inderogabile per l'accesso al beneficio.
Continua »
Reddito di cittadinanza: la condanna resta valida
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. Nonostante l'abrogazione della legge, i giudici hanno stabilito che le sanzioni penali restano valide per i reati commessi prima del 2024, respingendo il ricorso dell'imputato e dichiarandolo inammissibile.
Continua »
Reddito di cittadinanza: Cassazione, no abolitio criminis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma incriminatrice non comporta l'applicazione della legge più favorevole (lex mitior), in virtù di una specifica deroga legislativa volta a garantire la tutela penale fino all'esaurimento del beneficio. È stata inoltre confermata la specialità del reato rispetto alla fattispecie generale di cui all'art. 316-ter c.p.
Continua »
Reddito di cittadinanza: sanzioni penali e abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma non cancella le sanzioni penali per i fatti commessi in precedenza e ha negato la non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della condotta abituale degli imputati.
Continua »
Reddito di cittadinanza: reato anche dopo l’abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per l'indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Suprema Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma incriminatrice, efficace dal 1° gennaio 2024, non estingue il reato per le condotte precedenti, poiché il legislatore ha previsto una deroga legittima al principio della legge più favorevole (lex mitior).
Continua »
Reddito di cittadinanza: il reato non è abolito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione del reddito di cittadinanza non estingue il reato per chi lo ha percepito indebitamente in passato. La legge che ha soppresso il beneficio ha espressamente mantenuto in vigore le sanzioni penali per i fatti pregressi, derogando al principio della legge più favorevole. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che aveva omesso di dichiarare cospicue movimentazioni su conti gioco, confermando la sua condanna.
Continua »
Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8063/2025, ha stabilito che le false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza restano un reato anche dopo l'abrogazione della normativa specifica. Il caso riguardava una ricorrente condannata per aver falsamente attestato l'assenza di condanne penali. La Corte ha rigettato il ricorso, spiegando che non si tratta di 'abolitio criminis', ma di una successione di leggi penali, poiché la condotta è ora punita dalla nuova normativa sull'assegno di inclusione.
Continua »
Reddito di cittadinanza: reato anche dopo l’abrogazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza, omettendo di dichiarare la presenza di un figlio detenuto nel nucleo familiare. La Corte ha stabilito che l'abrogazione della norma non cancella i reati commessi in precedenza, poiché la legge stessa ha previsto una deroga al principio della retroattività della legge più favorevole. Inoltre, è stato confermato il diniego delle attenuanti generiche, poiché non erano presenti elementi positivi a favore dell'imputato.
Continua »
Abrogazione reddito di cittadinanza: reati passati
Un soggetto condannato per omessa comunicazione di redditi da gioco mentre percepiva il reddito di cittadinanza ha impugnato la sentenza, sostenendo l'intervenuta abrogazione del reddito di cittadinanza e della relativa norma incriminatrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che la legge di abrogazione ha escluso l'applicazione retroattiva della norma più favorevole per i fatti commessi fino all'esaurimento del beneficio, per garantire continuità nella tutela penale.
Continua »
Successione leggi penali e reddito di cittadinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La difesa sosteneva l'abolizione del reato, ma la Corte ha stabilito che si tratta di una successione leggi penali, poiché la condotta è ancora punita dalla nuova normativa sul reddito di inclusione, confermando la condanna.
Continua »