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Art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228

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311 provvedimenti

Antieconomicità gestione: legittimo l’accertamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. L'ordinanza stabilisce che la contestazione di antieconomicità della gestione è di per sé sufficiente a fondare la pretesa fiscale e a invertire l'onere della prova, spostandolo sul contribuente, il quale deve dimostrare la logica economica delle proprie scelte commerciali.
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Estinzione giudizio tributario: accordo tra le parti
Una controversia sull'imposta comunale sulla pubblicità, giunta fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa prima di una decisione di merito. Le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio tributario. La pronuncia chiarisce che in questi casi non è dovuto il doppio del contributo unificato e le spese legali possono essere compensate.
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Esenzione imposta di registro: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ottiene due ordinanze di assegnazione somme per un valore inferiore a € 1.033,00. L'Amministrazione Finanziaria richiede il pagamento dell'imposta di registro, sostenendo che l'esenzione si applichi solo alle cause del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'ente, confermando che l'esenzione imposta di registro per valore modesto ha portata generale e si applica a tutti i procedimenti giudiziari, indipendentemente dal giudice adito, per alleggerire il carico fiscale su controversie di minima entità economica.
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Responsabilità socio accomandante: limiti e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la responsabilità del socio accomandante per i debiti tributari di una società in accomandita semplice è strettamente limitata alla quota di capitale conferita. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate non può irrogare sanzioni direttamente al socio accomandante per le violazioni fiscali della società, poiché quest'ultimo è privo di legittimazione passiva. Il Fisco non può agire direttamente nei suoi confronti, ma deve rivolgersi alla società e, eventualmente, al socio accomandatario.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione conferma
Una società di costruzioni e i suoi partner hanno contestato avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto i loro ricorsi, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La Corte ha ribadito la validità della presunzione distribuzione utili ai soci nelle società a ristretta base partecipativa, invertendo l'onere della prova a carico dei contribuenti, i quali devono dimostrare il reinvestimento degli utili. La decisione ha inoltre validato la motivazione degli atti per relationem a un verbale della Guardia di Finanza.
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Responsabilità ente: quando è corresponsabile per frana
A seguito di una frana che ha danneggiato una proprietà privata, i tribunali hanno riconosciuto la responsabilità concorrente di Comune, Regione e Città Metropolitana. Questi enti sono stati condannati per non aver adottato le misure necessarie a prevenire l'evento in un'area nota per l'alto rischio idrogeologico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso di uno degli enti. La Corte ha sottolineato che le intense precipitazioni non costituivano un caso fortuito, data la prevedibilità del rischio, e ha ribadito l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità. La sentenza chiarisce i criteri della responsabilità dell'ente e i limiti dell'appello in Cassazione.
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Disconoscimento cartelle esattoriali: ricorso inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in tema di disconoscimento cartelle esattoriali. La decisione è dovuta al mancato rispetto degli oneri di specificazione ed allegazione previsti dalla procedura civile, che non ha permesso di valutare l'errore denunciato sulla genericità del disconoscimento delle fotocopie degli avvisi di ricevimento.
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Collaborazione a progetto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex collaboratore che chiedeva il riconoscimento di crediti di lavoro, sostenendo che il suo rapporto, inizialmente configurato come *collaborazione a progetto*, avrebbe dovuto essere convertito in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte ha motivato l'inammissibilità sul fatto che le questioni sollevate erano nuove e non erano state proposte ritualmente nei gradi precedenti del giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: termini e prove
Un lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza che aveva rigettato la sua domanda di promozione. La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità ricorso Cassazione, evidenziando la tardività dello stesso rispetto ai termini procedurali e il mancato deposito dei contratti collettivi invocati come prova. Questo caso sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso delle tempistiche e delle formalità processuali, cruciali per evitare l'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Locazione immobili e contributi INPS: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice attività di locazione di immobili di proprietà di una società non costituisce attività commerciale. Di conseguenza, il socio amministratore non è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi alla gestione commercianti dell'INPS. La sentenza chiarisce che per far scattare l'obbligo contributivo, l'attività di locazione immobili e contributi INPS deve inserirsi in un contesto più ampio di prestazione di servizi, come l'intermediazione immobiliare, e non limitarsi al mero godimento del bene.
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Iscrizione Gestione Commercianti: No per mero affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20825/2019, ha stabilito che l'amministratore di una società la cui unica attività consiste nella locazione di immobili di proprietà (mero godimento) non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Commercianti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tale attività non integra i presupposti dell'attività commerciale richiesta ai fini contributivi, a meno che non sia inserita in un più ampio contesto di prestazione di servizi.
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