La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34828/2024, ha rigettato il ricorso di una società fallita che contestava la mancata concessione di un rinvio per presentare modifiche al piano concordatario. La Corte ha stabilito che le richieste di modifica devono essere tempestive e che una semplice memoria integrativa non costituisce un 'nuovo piano' tale da giustificare un differimento. Viene così riaffermata la rigidità dei termini procedurali anche alla luce della normativa emergenziale Covid-19.
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