Un uomo, condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, si è visto negare la riabilitazione penale. Il motivo? Non aver mai tentato di risarcire i danni causati non solo alle persone offese, ma anche agli enti pubblici del territorio (Comune, Provincia e Regione), considerati anch'essi vittime del reato. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo un principio chiaro: per ottenere la riabilitazione, il condannato deve dimostrare un reale pentimento. Questo include l'obbligo di attivarsi spontaneamente per offrire un risarcimento, anche simbolico, a tutte le vittime. La semplice assenza di una richiesta formale da parte dei danneggiati non è una scusa sufficiente.
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