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Zona Bianca

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'area di terreno che, secondo gli strumenti urbanistici, non ha una specifica destinazione d'uso (ad esempio, residenziale, commerciale, agricola) e per la quale non è stata ancora definita una pianificazione dettagliata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Terreno Espropriato: Comune Condannato, Prevale il Valore Venale
Il Proprietario ha contestato l'indennità di espropriazione e occupazione di un suo terreno, destinato dal Comune a parcheggio pubblico. Il terreno era una "zona bianca" ma riconosciuto come edificabile. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha rideterminato l'indennità basandosi sul "valore venale terreno espropriato" e sulle potenzialità edificatorie delle aree limitrofe. Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la natura edificabile e il calcolo del valore. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la validità della notifica e il giudicato interno sulla natura edificabile del terreno. Ha così stabilito che l'indennità deve riflettere il reale valore di mercato del bene.
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Reiterazione del vincolo espropriativo: danno reale o presunto
I comproprietari di un terreno citano in giudizio il Comune chiedendo l'indennizzo per la reiterazione del vincolo espropriativo, destinato a parcheggio pubblico per decenni. La Corte d'Appello prima qualifica il vincolo come espropriativo, ma successivamente nega il risarcimento per mancata prova del danno economico. La Corte di Cassazione accoglie i ricorsi di entrambe le parti e cassa la sentenza con rinvio. La Suprema Corte chiarisce che l'indennizzo per vincoli reiterati opera in modo quasi automatico senza oneri probatori stringenti sul danno e calcola anche l'edificabilità di fatto del fondo. Tuttavia, la Corte accoglie le difese del Comune: il vincolo non è espropriativo se l'opera è realizzabile dall'iniziativa privata e non sussiste reiterazione continuativa qualora intercorrano periodi intermedi di zona bianca non coperti da vincolo formale.
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Terreno edificabile in zona bianca: la plusvalenza è tassata
Un contribuente ha venduto un appezzamento di terra dopo la decadenza di un vincolo di esproprio per una discarica. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per il recupero della tassazione sulla plusvalenza, qualificando l'area come terreno edificabile. Sebbene il giudice di secondo grado avesse dato ragione al cittadino ritenendo che il terreno fosse in una 'zona bianca' non edificabile, la Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. Secondo gli Ermellini, anche la minima potenzialità di costruzione prevista per le zone bianche (0,03 metri cubi per metro quadro) è sufficiente a far scattare la tassazione. La legge non richiede che l'edificabilità sia effettiva o massiccia, ma basta la semplice suscettibilità di trasformazione edilizia secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della vendita.
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Procedura espropriativa: illecito su zona bianca
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di procedura espropriativa per la realizzazione di un'opera pubblica. La controversia nasce dalla decadenza di un vincolo urbanistico, che ha trasformato i terreni in 'zona bianca', priva di specifica destinazione. Nonostante ciò, una società e gli enti pubblici coinvolti hanno proceduto con l'occupazione e la trasformazione dei suoli. La Corte ha confermato l'illegittimità della procedura espropriativa, in quanto non è stato seguito l'iter corretto previsto per le aree senza destinazione urbanistica. Ha inoltre stabilito la responsabilità solidale tra l'ente titolare del potere espropriativo e la società che ha materialmente realizzato l'opera, condannandoli al risarcimento dei danni in favore dei proprietari terrieri.
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Vincolo espropriativo: quando inizia a decorrere?
Una proprietaria immobiliare ha contestato l'indennità di esproprio ricevuta da un Comune, sostenendo che il vincolo espropriativo sul suo terreno fosse scaduto, rendendolo una "zona bianca" di maggior valore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la durata quinquennale del vincolo espropriativo decorre dalla data di pubblicazione del piano urbanistico sul Bollettino Ufficiale Regionale (B.U.R.), e non dalla precedente data di approvazione. Poiché nel caso di specie la dichiarazione di pubblica utilità era intervenuta entro questo termine, il vincolo era pienamente valido e il calcolo dell'indennità effettuato dalla Corte d'Appello è stato confermato.
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