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White List

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Elenchi, tenuti dalle Prefetture, di imprese considerate non soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa. L'iscrizione è un requisito per operare in alcuni settori economici sensibili e per avere rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appalti e Giurisdizione: Cassazione Ferma sui Limiti del Sindacato
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso riguardante i Limiti del sindacato di giurisdizione in materia di appalti pubblici. Un'azienda, terza classificata in una gara d'appalto per la gestione dei rifiuti, aveva impugnato la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa che le negava la possibilità di contestare la permanenza in graduatoria di un'altra azienda, seconda classificata, che aveva perso la certificazione "white list". L'azienda ricorrente lamentava un diniego di giurisdizione e la violazione del diritto europeo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo controllo si limita ai difetti assoluti di giurisdizione e non si estende a errori di interpretazione del diritto o a violazioni del diritto unionale da parte dei giudici speciali, né all'omesso rinvio pregiudiziale.
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Imprenditore e Associazione Mafiosa: Cassazione conferma estorsione aggravata
Un Imprenditore edile è stato accusato di partecipare a un'associazione mafiosa e di concorso in estorsione aggravata, per aver beneficiato di un sistema di spartizione illecita di lavori edili controllato da famiglie criminali. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura cautelare del carcere. L'Imprenditore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di prove sulla sua partecipazione all'associazione mafiosa e sull'estorsione, oltre a vizi di motivazione sulle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo in parte generico e in parte infondato, confermando la decisione del Tribunale.
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Incandidabilità per infiltrazione mafiosa: ex dirigente perde
Un ex dirigente comunale ha impugnato la decisione che dichiarava la sua incandidabilità per infiltrazione mafiosa, a seguito dello scioglimento del Comune per condizionamento della criminalità organizzata. L'accusa riguardava irregolarità nell'affidamento diretto di appalti d'urgenza senza le dovute verifiche antimafia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato gravi difetti formali nella redazione dell'atto, come la mancata esposizione sommaria dei fatti e la richiesta di riesaminare il merito della vicenda, attività preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha chiarito che la proposta ministeriale di incandidabilità non deve rispettare i requisiti formali ordinari degli atti giudiziari. Di conseguenza, l'ex dirigente perde definitivamente la causa ed è condannato a pagare le spese processuali.
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Informativa antimafia e limiti di giurisdizione
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società edile contro la negata iscrizione nella white list. Il diniego era basato su un'informativa antimafia emessa dalla Prefettura a causa di precedenti penali dei soci, nonostante l'assoluzione per prescrizione. Il Consiglio di Stato aveva confermato la legittimità del provvedimento, ravvisando una zona grigia di contiguità criminale. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la valutazione dei fatti e della motivazione operata dal giudice amministrativo non può essere sindacata in sede di legittimità, poiché non configura una violazione del limite esterno della giurisdizione.
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Controllo giudiziario e diniego White List
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società operante nel settore ambientale a cui era stato negato il rinnovo dell'iscrizione nella White List. Tale diniego era basato su legami familiari con un soggetto gravato da precedenti penali. I giudici di merito avevano respinto la richiesta di controllo giudiziario ritenendo che mancasse il presupposto formale dell'interdittiva antimafia. La Suprema Corte ha invece stabilito che il diniego di iscrizione nella White List è giuridicamente equivalente all'interdittiva antimafia ai fini dell'accesso al controllo giudiziario. La sentenza sottolinea che il giudice deve compiere un giudizio prognostico concreto sulla possibilità di bonifica aziendale, evitando automatismi basati esclusivamente su vincoli di parentela.
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Controllo giudiziario e annullamento interdittiva
Una società di costruzioni ha impugnato il diniego di ammissione al controllo giudiziario, misura richiesta a seguito del mancato rinnovo dell'iscrizione nella white list. Durante il contenzioso, il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento prefettizio di diniego. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'annullamento dell'atto amministrativo fa venir meno la legittimazione dell'impresa a richiedere il controllo giudiziario, poiché scompare il presupposto della limitazione operativa che giustifica la misura di prevenzione.
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Impugnazione ex art. 115 bis: la Cassazione chiarisce
Due soggetti, i cui reati erano stati dichiarati estinti per prescrizione, hanno subito un pregiudizio a causa di una sentenza che conteneva riferimenti alla loro colpevolezza, impedendo l'iscrizione in 'white list'. La loro richiesta di correzione, basata sull'art. 115 bis c.p.p., è stata rigettata. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha stabilito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione al Presidente della corte che ha emesso il provvedimento. Pertanto, ha riqualificato l'impugnazione ex art. 115 bis e trasmesso gli atti all'organo competente.
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Limiti esterni giurisdizione: no ricorso in Cassazione
Un consorzio, escluso dalla "White List" per un'informativa antimafia, si è rivolto alla giustizia amministrativa. Dopo una vittoria in primo grado (TAR), il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione. Il consorzio ha quindi fatto ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo un eccesso di potere da parte del giudice amministrativo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la sua competenza è limitata ai soli "limiti esterni giurisdizione", escludendo qualsiasi valutazione su errori di merito o procedurali.
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Contributi a fondo perduto: white list e reato
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo disposto nei confronti di un imprenditore che aveva ricevuto contributi a fondo perduto legati all'emergenza Covid-19, pur essendo destinatario di un diniego di iscrizione nella cosiddetta "white list". La Corte ha stabilito che tale diniego, essendo un provvedimento amministrativo e non una misura di prevenzione giudiziaria definitiva ai sensi dell'art. 67 D.Lgs. 159/2011, non costituisce una condizione ostativa all'ottenimento dei fondi. Di conseguenza, non sussiste il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.
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