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Volturazione

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La procedura amministrativa per cambiare l'intestatario di un atto o di una pratica, in questo caso una richiesta di permesso di costruire.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Permuta di cosa futura: il costruttore inerte perde il terreno
Un'impresa edile e due proprietari terrieri stipulano un contratto di permuta di cosa futura: i proprietari cedono due suoli edificabili in cambio di alcune porzioni degli edifici da costruire. L'impresa, tuttavia, non si attiva per volturare la pratica edilizia e non realizza le opere. I proprietari ottengono la risoluzione del contratto per inadempimento. L'impresa ricorre in Cassazione eccependo la nullità dell'accordo per impossibilità dell'oggetto, data l'assenza iniziale del permesso di costruire. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che la permuta di cosa futura è valida anche senza titolo abilitativo immediato, se il trasferimento è condizionato al futuro rilascio del permesso. L'impresa perde la causa e deve pagare il doppio del contributo unificato.
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Risarcimento danno da perdita di chance: servono prove concrete
Un Designer e il suo Studio hanno fatto causa a un'Azienda produttrice per l'illecita registrazione a proprio nome di alcuni modelli di maniglie. I ricorrenti chiedevano il risarcimento dei danni per non aver potuto sfruttare commercialmente le proprie creazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il risarcimento danno da perdita di chance richiede una prova rigorosa. Il Designer non ha dimostrato la reale probabilità di successo commerciale dei modelli non prodotti, ad esempio tramite studi di marketing. Di conseguenza, il danno non può essere considerato automatico né liquidato in via equitativa senza elementi concreti. L'Azienda vince la causa e il Designer deve pagare le spese legali.
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Vincolo pertinenziale e IVA: il catasto batte l’uso commerciale
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società di Gestione l'indebita detrazione dell'IVA sull'acquisto di un complesso immobiliare. La Società sosteneva che anche le unità catastalmente abitative dovessero beneficiare del regime commerciale, invocando un vincolo pertinenziale con le porzioni strumentali dell'edificio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Società, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha chiarito che la classificazione catastale abitativa esclude la detrazione IVA, a meno che il contribuente non fornisca prove rigorose, sia oggettive che soggettive, dell'esistenza di un reale vincolo pertinenziale. Nel caso specifico, la rilevante estensione degli appartamenti, pari a un terzo del complesso, e la mancanza di prove concrete hanno escluso tale legame, rendendo le cessioni esenti da IVA e riducendo la percentuale di detrazione spettante alla Società.
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Accettazione tacita eredità e voltura catastale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo a una divisione ereditaria complessa. La ricorrente sosteneva che il processo fosse nullo per la mancata partecipazione di alcuni nipoti (litisconsorti necessari) e che la rinuncia all'eredità del padre fosse inefficace a causa di una precedente **accettazione tacita eredità**. La Suprema Corte ha stabilito che non è possibile produrre nuovi documenti in sede di legittimità per dimostrare il difetto di integrità del contraddittorio se questo non emerge già dagli atti di merito. Inoltre, ha chiarito che la volturazione catastale ha valenza prevalentemente fiscale e non implica automaticamente l'accettazione dell'eredità se non è riconducibile a una specifica volontà del chiamato.
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Esecuzione in forma specifica e beni mutati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**esecuzione in forma specifica** per un terreno su cui era stato realizzato un impianto fotovoltaico dopo la firma del preliminare. I venditori contestavano il trasferimento coattivo a causa del mutamento della natura del bene, passato da agricolo a industriale. La Corte ha stabilito che, se la trasformazione era prevista dal programma negoziale e autorizzata dai venditori, il trasferimento della proprietà include per accessione anche le opere realizzate e le relative autorizzazioni amministrative.
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Impossibilità sopravvenuta: quando si risolve un contratto
Una società fornitrice di energia ha richiesto il pagamento per le forniture a un'azienda fallita. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto a partire dalla data in cui l'azienda fallita non ha più potuto utilizzare il servizio, a causa del trasferimento dei suoi impianti a terzi. Questo evento ha configurato una impossibilità sopravvenuta di utilizzare la prestazione, giustificando la cessazione dell'obbligo di pagamento da quel momento in poi.
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