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Violazione Sorveglianza Speciale

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161 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. I giudici hanno ribadito che qualsiasi inosservanza degli obblighi imposti, anche se di modesta entità come un rientro in ritardo, costituisce reato, confermando l'orientamento giurisprudenziale consolidato. L'appello è stato respinto anche riguardo la quantificazione della pena, ritenuta congrua.
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Violazione sorveglianza speciale: contatti abituali
Un individuo sotto misura di prevenzione è stato condannato per aver violato le prescrizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, specificando che la violazione della sorveglianza speciale si configura anche quando i contatti abituali con pregiudicati avvengono per motivi lavorativi o familiari. La Corte ha ribadito che la reiterazione dei contatti è sufficiente per integrare il reato, essendo irrilevante la scusa dell'errore sulla necessità di un'autorizzazione.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per violazione sorveglianza speciale. I motivi, relativi al dolo generico e alla dosimetria della pena, sono stati giudicati generici e infondati. La Corte ha ribadito che per questo reato è sufficiente la consapevolezza di violare gli obblighi, a prescindere dalle finalità della condotta.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. L'uomo non era stato trovato in casa durante un controllo notturno. La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può consistere in una semplice richiesta di riesame dei fatti e ha confermato la condanna, inclusa la mancata concessione delle attenuanti generiche e il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
Un individuo, condannato a un anno di reclusione per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale partecipando a una manifestazione pubblica, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stata respinta sia la richiesta di riesaminare i fatti, sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa del significativo disvalore della condotta.
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Violazione sorveglianza speciale: il possesso del cellula
La Cassazione conferma la condanna per violazione sorveglianza speciale a un soggetto trovato con un cellulare. Ritenuto irrilevante che il telefono fosse del fratello e detenuto per poco tempo, confermando l'inammissibilità del ricorso per motivi generici e nuovi.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per violazione della sorveglianza speciale nei confronti di un uomo allontanatosi dalla propria abitazione durante l'orario di permanenza obbligatoria. L'imputato si era giustificato sostenendo di essere uscito per recuperare il proprio cane pericoloso scappato. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, chiarendo che la misura era ancora in vigore, che la testimonianza indiretta di un agente su quanto riferito da un familiare era ammissibile e che la negazione delle attenuanti generiche era correttamente motivata. La sentenza sottolinea il rigore nell'applicazione delle misure di prevenzione.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
Un soggetto, già sottoposto a misure di prevenzione, ha proposto ricorso in Cassazione contro una condanna per la violazione di tali misure. Le condotte contestate consistevano in insulti e molestie telefoniche aggravate nei confronti del coniuge, oltre al danneggiamento di arredi domestici, comportamenti legati a uno stato di risentimento e all'uso di sostanze stupefacenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo i fatti ampiamente dimostrati e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione ribadisce che la violazione sorveglianza speciale può concretizzarsi anche attraverso condotte aggressive e ingiuriose.
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Violazione sorveglianza speciale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per violazione sorveglianza speciale. La Corte ribadisce che per questo reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza e volontà di violare gli obblighi imposti, a prescindere dall'occasionalità della condotta. Viene inoltre confermata la correttezza della valutazione sulla recidiva, basata su un'analisi della pericolosità effettiva del soggetto.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale. L'imputato, assente dal domicilio durante un controllo notturno, aveva addotto motivi generici, come il sonno profondo e richieste di continuazione e attenuanti non argomentate. La Corte ha ribadito che un ricorso deve confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza precedente, altrimenti risulta inammissibile.
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Violazione sorveglianza speciale: condanna confermata
La Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per la violazione sorveglianza speciale, consistente nel non aver rispettato l'obbligo di rincasare entro le 21:00. L'ordinanza chiarisce che le prescrizioni accessorie integrano il reato e che la recidiva specifica impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Violazione sorveglianza speciale: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per violazione sorveglianza speciale. Il soggetto aveva lasciato il proprio comune di residenza senza autorizzazione, violando una delle prescrizioni della misura di prevenzione. La Corte ha ribadito che la trasgressione di tali obblighi 'accessori' costituisce di per sé reato, essendo sufficiente il dolo generico, e che i fatti erano stati correttamente accertati nei precedenti gradi di giudizio.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre questioni di merito già valutate dalla Corte d'Appello, senza evidenziare reali vizi di legge. La Corte ha confermato la correttezza della decisione impugnata, che aveva negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche a causa della gravità della condotta e dei precedenti penali dell'imputato.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è abituale?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale. La sentenza chiarisce che per configurare il reato non è necessaria una relazione costante con altri pregiudicati, ma sono sufficienti contatti plurimi e non occasionali che dimostrino l'abitualità del comportamento. Viene inoltre ribadito che la prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello non può essere dichiarata se il ricorso è manifestamente infondato.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
Un individuo sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno viola la misura recandosi in un comune limitrofo in bicicletta. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando che per la violazione sorveglianza speciale è sufficiente la coscienza e volontà di trasgredire (dolo generico) e che la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) può essere esclusa in presenza di precedenti che indicano una tendenza a violare la legge.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha ribadito che per questo reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di violare le prescrizioni. Inoltre, ha confermato la decisione di non applicare la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, data la gravità del comportamento e i precedenti del soggetto, che dimostravano totale indifferenza alle regole imposte.
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Violazione sorveglianza speciale: l’abitualità conta
Un individuo sotto sorveglianza speciale è stato condannato per aver frequentato persone con precedenti. La Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, chiarendo che la violazione sorveglianza speciale si configura solo con contatti abituali e non occasionali, e che il giudice d'appello non è sempre tenuto a rinnovare l'istruttoria in caso di 'reformatio in peius'.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. L'imputato si era allontanato dalla propria dimora senza autorizzazione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, focalizzati sulla mancanza di dolo e sulla richiesta di non punibilità per tenuità del fatto, costituivano un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, confermando la valutazione della Corte d'Appello sulla pericolosità sociale del soggetto e sulla sufficienza del dolo generico.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. L'imputato non era stato trovato in casa durante due controlli di polizia in orari vietati. La Corte ha ribadito che la violazione delle prescrizioni accessorie, come l'obbligo di soggiorno, integra il reato e che la difesa non ha fornito prove a sostegno delle sue giustificazioni. L'appello è stato ritenuto manifestamente infondato, confermando la condanna e la valutazione sulla recidiva.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è inammissibile
Un uomo, soggetto a sorveglianza speciale, è stato trovato fuori casa dopo l'orario consentito, adducendo come scusa la necessità di comprare medicine per il figlio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ritenendo la giustificazione per la violazione sorveglianza speciale del tutto implausibile. La decisione si fonda sulla mancanza di prove, sull'abbigliamento sospetto indossato e sui gravi precedenti penali del soggetto, elementi che hanno escluso la possibilità di considerare il fatto di lieve entità.
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