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Violazione Di Legge

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1215 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo: quando la ristrutturazione è nuova costruzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che una ristrutturazione con aumento di volumetria e modifiche sostanziali alla sagoma, come l'aggiunta di un piano e di un ascensore non previsti, si qualifica come nuova costruzione, necessitando di un permesso di costruire e non di una semplice S.C.I.A. Il ricorso per cassazione contro il sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge, non potendo riesaminare nel merito i fatti.
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Confisca di prevenzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca di prevenzione, ribadendo un principio fondamentale: in sede di legittimità non si può chiedere un nuovo esame delle prove, ma solo denunciare una violazione di legge. Nel caso specifico, le contestazioni relative alla valutazione di donazioni, prestiti e redditi d'impresa sono state considerate questioni di merito, correttamente motivate dalla Corte d'Appello e quindi non sindacabili dalla Cassazione.
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Sequestro preventivo immobile: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo immobile. Il provvedimento era stato emesso per significativi abusi edilizi, quali un aumento di volumetria e modifiche strutturali non autorizzate, qualificabili come ristrutturazione edilizia e non come semplice risanamento conservativo. La Corte ribadisce che il ricorso avverso misure cautelari reali è consentito solo per violazione di legge e non per contestare nel merito la valutazione dei fatti operata dal giudice.
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Sequestro preventivo immobile: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo immobile disposto per abusi edilizi. La sentenza sottolinea che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali può essere proposto solo per 'violazione di legge' e non per vizi di motivazione, come la manifesta illogicità, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità che non può riesaminare il merito dei fatti.
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Regime 41-bis: quando la proroga è legittima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza, basata sulla persistente operatività del clan, sul ruolo apicale del detenuto e su una recente condanna per fatti commessi in detenzione, non presentava vizi di violazione di legge, ma costituiva una corretta analisi della pericolosità sociale attuale e potenziale, giustificando così il mantenimento del regime carcerario speciale.
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Infiltrazioni da terrazzo: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1421/2024, ha stabilito che per i danni da infiltrazioni da terrazzo di proprietà esclusiva, la responsabilità ricade unicamente sul proprietario e non sul condominio. Il caso riguardava infiltrazioni provenienti da un giardino e terrazzo privato che avevano danneggiato il box sottostante. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario del terrazzo, confermando che la responsabilità per i danni da cose in custodia (art. 2051 c.c.) non si estende al condominio se la fonte del danno non è una parte comune.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha ribadito che il controllo di legittimità su tali provvedimenti è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione a meno che non sia totalmente assente o illogica. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità del soggetto e sui suoi collegamenti con l'associazione criminale, provati da recenti sviluppi giudiziari.
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Inammissibilità ricorso: la valutazione degli indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione conferma che il compendio indiziario, se grave, preciso e concordante, è sufficiente per fondare una condanna.
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Ricorso in Cassazione: i limiti per il Giudice di Pace
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso proposto dalla parte civile contro una sentenza del Tribunale. La decisione chiarisce che il ricorso in Cassazione avverso le sentenze d'appello per reati di competenza del Giudice di Pace è consentito solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, come quelli lamentati dalla ricorrente riguardo la valutazione delle prove.
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Prescrizione reato: quando il rinvio sospende i termini
La Corte di Cassazione annulla una condanna per minaccia a causa della prescrizione del reato. La sentenza chiarisce come una richiesta di rinvio per esigenze difensive sospenda i termini di prescrizione per l'intera durata, portando all'estinzione del reato pochi giorni prima della pronuncia d'appello. Vengono però confermati gli effetti civili della condanna.
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Ricorso per cassazione: limiti per sentenze GdP
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza emessa in appello su una decisione del Giudice di Pace. La Corte chiarisce che, in questi casi, l'impugnazione è limitata alla sola 'violazione di legge', escludendo la possibilità di contestare vizi di motivazione. Inoltre, viene ribadito che non possono essere introdotti motivi di ricorso non presentati nel precedente grado di giudizio.
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Onere della prova: qualifica e retribuzione dirigente
Un dirigente pubblico, a seguito di un'assoluzione in sede penale, ha richiesto un conguaglio retributivo basato sulla qualifica di 'dirigente di struttura semplice'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere della prova per dimostrare le mansioni e la qualifica rivendicata spetta al lavoratore. La decisione ribadisce che il ricorso in Cassazione non può vertere su una nuova valutazione dei fatti, ma solo su questioni di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La motivazione risiede nell'estrema genericità dell'atto, che non specificava le ragioni di diritto e di fatto a sostegno della richiesta di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Esposizione a pubblica fede: l’aggravante c’è sempre
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per danneggiamento aggravato nei confronti di un individuo che aveva colpito un'autovettura con sassi lanciati da una fionda. La Corte ha chiarito che l'aggravante dell'esposizione a pubblica fede sussiste anche se il proprietario si trova alla guida del veicolo, qualora la modalità dell'aggressione sia talmente improvvisa e imprevedibile da rendere impossibile qualsiasi forma di vigilanza o difesa efficace.
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Revoca messa alla prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33512/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la revoca della messa alla prova. La decisione si basa sul principio che il ricorso per cassazione è consentito solo per violazioni di legge e non per contestare la ricostruzione dei fatti che hanno portato alla revoca, come un nuovo presunto reato.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato contro una sentenza per reati legati agli stupefacenti. La decisione ribadisce che i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono la generica contestazione sulla determinazione della pena, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Controllo giudiziario: no se l’infiltrazione è cronica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società a cui era stato negato l'accesso al controllo giudiziario volontario. La decisione si fonda sulla valutazione dei giudici di merito, che hanno riscontrato un'infiltrazione mafiosa di natura cronica, attuale e persistente, tale da rendere impossibile un recupero dell'azienda attraverso questo strumento. La Suprema Corte ha ribadito che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge e non può riesaminare la valutazione dei fatti.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce che l'impugnazione del patteggiamento è possibile solo per violazioni di legge tassativamente indicate, escludendo censure generiche.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per diversi vizi procedurali. L'ordinanza chiarisce i requisiti di specificità dei motivi, il divieto di sollevare nuove questioni in sede di legittimità e i criteri per valutare la particolare tenuità del fatto. La decisione sottolinea come l'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i limiti alla valutazione prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione sottolinea che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione delle prove, ma deve limitarsi a denunciare vizi di legittimità. Il ricorrente, invece di evidenziare specifiche illogicità nella motivazione, aveva proposto una lettura alternativa dei fatti, uscendo dai limiti consentiti dalla legge.
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