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Violazione Di Legge

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1215 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Proroga 41-bis: quando è legittima secondo la Cassazione
Un detenuto, sottoposto da oltre venticinque anni al regime speciale, ha impugnato l'ordinanza di proroga del 41-bis, sostenendo l'assenza di pericolosità attuale data la lunga detenzione e la buona condotta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudizio sulla proroga 41-bis si fonda sulla potenziale capacità del soggetto di mantenere legami con l'associazione criminale, e che il ricorso in sede di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla violazione di legge e sulla manifesta illogicità della motivazione.
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Proroga 41-bis: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime detentivo speciale ex art. 41-bis. La Corte ha ribadito che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi a una nuova valutazione nel merito della pericolosità sociale del soggetto, già adeguatamente motivata dal Tribunale di Sorveglianza sulla base della persistenza dei legami con l'associazione criminale e del ruolo apicale ricoperto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito. Il caso verteva sulla presunta violazione degli obblighi informativi da parte della banca nella vendita di quote di un fondo. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", secondo cui, se le sentenze di primo e secondo grado concordano sulla ricostruzione dei fatti, il ricorso in Cassazione per omesso esame di un fatto decisivo è inammissibile. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma giudicare la corretta applicazione della legge, sancendo così l'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Ricorso in Cassazione: quando è inammissibile?
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio la società conduttrice per la risoluzione di un contratto di locazione a causa di opere abusive su un immobile storico. Dopo due sentenze sfavorevoli, il proprietario ha presentato appello. Il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte per motivi procedurali. La Corte ha stabilito che l'appello mancava dei requisiti di autosufficienza e specificità, poiché il ricorrente non aveva indicato la localizzazione degli atti essenziali e aveva formulato le sue censure in modo troppo generico, limitandosi a contrapporre la propria interpretazione dei fatti a quella dei giudici di merito.
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Controllo giudiziario: no se l’infiltrazione è cronica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa che chiedeva di essere ammessa al controllo giudiziario ex art. 34-bis D.Lgs. 159/2011. La richiesta era stata respinta in primo e secondo grado a causa della natura cronica e non occasionale dei tentativi di infiltrazione mafiosa, legati a una figura chiave collegata alla gestione societaria. La Corte ha confermato che il controllo giudiziario è possibile solo in caso di agevolazione occasionale, escludendolo quando i rapporti con ambienti pericolosi sono sistemici e radicati, rendendo l'impresa non 'bonificabile' con questa misura.
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Regime 41-bis: quando la proroga è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto ritenuto figura di spicco di un'associazione criminale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le censure del ricorrente miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, e la motivazione del Tribunale di Sorveglianza non è stata ritenuta 'apparente' ma fondata su una valutazione logica del pericolo di collegamenti con l'esterno.
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Regime 41-bis: quando è legittima la proroga?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto, esponente di spicco della 'ndrangheta, contro la proroga del regime 41-bis. La sentenza stabilisce che per la proroga non è necessaria la prova di contatti attuali con l'esterno, ma è sufficiente la persistente capacità di mantenere legami con l'associazione criminale, valutata in base al ruolo ricoperto e alla perdurante operatività del clan. Il controllo della Cassazione è limitato alla violazione di legge e non può entrare nel merito della valutazione sulla pericolosità.
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Regime 41-bis: quando è legittima la proroga?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto ritenuto esponente di spicco di un clan camorristico. La decisione si basa sulla persistente pericolosità sociale e sul rischio di collegamenti con l'organizzazione, anche in assenza di prove di contatti recenti, ritenendo sufficiente la potenziale capacità di ristabilire i legami.
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Proroga 41-bis: quando è legittima? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga 41-bis per un detenuto di spicco di un'organizzazione mafiosa, condannato per strage. La Corte ha ritenuto che la pericolosità sociale e la potenziale capacità di mantenere legami con il clan, ancora operativo, giustificano il regime speciale, nonostante la lunga detenzione e il percorso di studi intrapreso.
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Confisca di prevenzione: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un provvedimento di confisca di prevenzione. Il decreto, emesso dalla Corte d'Appello, aveva confermato la confisca di beni (terreni, conti correnti) ritenuti di valore sproporzionato rispetto ai redditi leciti del proposto. La Cassazione ha stabilito che le critiche del ricorrente alla valutazione patrimoniale erano generiche e non dimostravano una violazione di legge o una motivazione inesistente, unici motivi validi per l'impugnazione in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per frode fiscale su carburanti. La sentenza ribadisce che il ricorso può basarsi solo su violazioni di legge, non su una diversa interpretazione dei fatti rispetto a quella del Tribunale del Riesame. La Corte ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per associazione a delinquere e reati tributari, basati sulla vendita fittizia di gasolio agricolo.
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Ricorso inammissibile: limiti alla contestazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che lamentava le condizioni della sua cella. La Corte ha stabilito che, in materia di rimedi risarcitori per le condizioni detentive, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti o la logica della motivazione del giudice di merito. Poiché la motivazione del tribunale era completa e coerente, il ricorso è stato giudicato un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, e quindi respinto come ricorso inammissibile.
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Sequestro probatorio: quando la motivazione è valida?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio per abusi edilizi. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione del PM, che indicava la necessità di compiere ulteriori accertamenti tecnici sull'immobile, anche se l'abuso era già stato descritto dalla polizia locale.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: quale reddito?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la revoca del patrocinio a spese dello Stato. La decisione si fonda sul corretto anno di reddito da considerare: quello relativo all'ultima dichiarazione per cui sia scaduto il termine di presentazione al momento della domanda. Nel caso specifico, essendo la domanda del marzo 2024, il reddito di riferimento era quello del 2022 e non del 2023. Superando i limiti di legge, la revoca è stata confermata.
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Ricorso cassazione sequestro: limiti e motivi validi
Una terza parte estranea ai reati ha presentato un ricorso per cassazione sequestro dopo il diniego di restituzione di una somma di denaro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la sua valutazione è limitata alla violazione di legge e non può riesaminare nel merito le prove o la logicità della motivazione del tribunale, se non in casi di vizi macroscopici. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Sequestro preventivo: quando il denaro è profitto reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni imprenditori contro il sequestro preventivo di una cospicua somma in contanti, ritenuta profitto di reati fiscali. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi logici della motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Sequestro probatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice contro un sequestro probatorio di migliaia di prodotti industriali. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione contro tali misure è consentito solo per violazione di legge, che include la mancanza totale o apparente di motivazione, ma non per contestare la valutazione delle prove o l'illogicità non manifesta del provvedimento del Tribunale del Riesame. Il caso verteva su accuse di ricettazione e commercio di prodotti contraffatti.
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Ricorso per cassazione: limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di ricettazione. La sentenza ribadisce che il sindacato di legittimità è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi a una nuova valutazione dei fatti o delle prove, compito che spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Ricorso cassazione misure prevenzione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione misure di prevenzione contro un'ordinanza di sorveglianza speciale. La sentenza chiarisce che, in materia di prevenzione, l'appello in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge, escludendo la possibilità di riesaminare nel merito la valutazione sulla pericolosità del soggetto. Un vizio di motivazione rileva solo se la stessa è totalmente assente o meramente apparente.
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Ricorso Cassazione inammissibile: quando è solo merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una misura di prevenzione. La sentenza chiarisce che il ricorso per Cassazione in questo ambito è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti (vizio di motivazione), considerata una questione di merito. Il ricorrente, condannato a pagare le spese e una sanzione, aveva criticato la valutazione della sua pericolosità sociale, ma i suoi motivi sono stati giudicati come una richiesta di riesame del merito, non consentita in sede di legittimità.
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