Il caso riguarda un uomo condannato per la violazione del foglio di via, sorpreso a Firenze nonostante il divieto triennale di ritorno emesso dal Questore. L'imputato era anche accusato di truffe dello specchietto. La Corte d'Appello ha ridotto la pena a tre mesi di arresto, negando le attenuanti generiche e la sospensione condizionale a causa della gravità della condotta. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo l'invalidità del provvedimento e l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il foglio di via conteneva regolarmente l'ordine di rientro alla residenza e la gravità del comportamento giustifica il diniego dei benefici, a nulla rilevando il perdono delle vittime delle truffe collegate.
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