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Violazione Del Foglio Di Via

11 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione del foglio di via tra ricorso e condanna confermata
Un cittadino ha subito una condanna a un mese di arresto per la violazione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune. L'interessato ha presentato ricorso per contestare la legittimità della misura amministrativa e la presunta assenza di motivazione sulla propria pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché le censure si limitavano a riprodurre le medesime ragioni già disattese dai giudici di appello. Il provvedimento di allontanamento conteneva una giustificazione adeguata sui requisiti di legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna penale e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Violazione del foglio di via: il giudice valuta la pericolosità
Un cittadino ha subito un processo penale per la violazione del foglio di via dopo essere rientrato in un Comune senza autorizzazione. La Corte di Appello ha confermato la condanna, sostenendo che il giudice penale non potesse valutare la reale pericolosità del soggetto posta alla base dell'atto amministrativo del Questore. L'interessato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice penale deve verificare la rispondenza dell'atto alla legge e la consistenza della sua motivazione. Essendo il ricorso fondato e non inammissibile, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, annullando la condanna senza rinvio.
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Violazione del foglio di via: condanna confermata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a tre mesi di arresto per la violazione del foglio di via obbligatorio a carico di un'imputata. La donna era stata sorpresa in un'area turistica affollata a nascondersi con altri soggetti pregiudicati, in un contesto ideale per la commissione di borseggi. Il Questore le aveva notificato l'ordine di rimpatrio nel comune di domicilio, prescrizione rimasta inosservata. La difesa ha contestato la legittimita del provvedimento penale, lamentando difetto di motivazione. I giudici di legittimita hanno giudicato il ricorso inammissibile per la genericita delle censure e la loro tendenza a richiedere una inammissibile rivalutazione dei fatti. L'imputata e stata condannata al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Violazione del foglio di via: ricorso respinto e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per la violazione del foglio di via obbligatorio. Il Giudice di merito aveva inflitto la pena di due mesi e venti giorni di reclusione, oltre alla multa, per essere rientrato in un comune vietato per tre anni. La difesa ha contestato l'elemento soggettivo, il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e il trattamento sanzionatorio. I giudici supremi hanno respinto le doglianze perché basate sulla semplice riproposizione dei motivi di appello e sulla richiesta vietata di rivalutare i fatti. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Violazione del foglio di via: prova batte il ricorso generico
Un cittadino ha ricevuto la notifica di un provvedimento del Questore contenente il divieto di ritorno nel territorio comunale. Le forze dell'ordine hanno accertato la presenza dell'uomo sul luogo interdetto, contestando il reato di violazione del foglio di via. I giudici di merito hanno condannato l'imputato a sei mesi di arresto. La difesa ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'errata acquisizione di documenti nel fascicolo dibattimentale e il mancato esame dell'imputato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per la genericità dei motivi difensivi. La notifica formale dell'atto e la constatazione diretta dei militari costituiscono piena prova documentale. L'imputato deve pagare le spese del procedimento e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Violazione del foglio di via: ricorso inammissibile e maximulta
Un cittadino è stato condannato a due mesi di arresto per la violazione del foglio di via obbligatorio emesso dal Questore, essendosi presentato nel Comune vietato prima dello scadere dei tre anni previsti. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di motivazione sulla propria responsabilità penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione sulla responsabilità era generica e costituiva un motivo nuovo, poiché in appello l'imputato aveva richiesto soltanto una riduzione della pena. La violazione del foglio di via comporta l'inammissibilità del ricorso proposto su presupposti mai avanzati nei precedenti gradi, con conseguente condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Violazione del foglio di via: ricorso ripetitivo costa 3000 euro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato a due mesi di arresto per la violazione del foglio di via (art. 76, comma 3, D.Lgs. n. 159/2011). Il ricorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello riproponendo genericamente le stesse obiezioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio. I giudici di legittimità hanno ribadito che la semplice ripetizione dei motivi d'appello rende il ricorso inammissibile. Di conseguenza, oltre alla conferma della condanna penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Violazione del foglio di via: condanna ferma anche col perdono
Il caso riguarda un uomo condannato per la violazione del foglio di via, sorpreso a Firenze nonostante il divieto triennale di ritorno emesso dal Questore. L'imputato era anche accusato di truffe dello specchietto. La Corte d'Appello ha ridotto la pena a tre mesi di arresto, negando le attenuanti generiche e la sospensione condizionale a causa della gravità della condotta. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo l'invalidità del provvedimento e l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il foglio di via conteneva regolarmente l'ordine di rientro alla residenza e la gravità del comportamento giustifica il diniego dei benefici, a nulla rilevando il perdono delle vittime delle truffe collegate.
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Violazione del foglio di via: niente sconti per chi insiste
Un cittadino è stato condannato a due mesi di arresto per la violazione del foglio di via, avendo violato ripetutamente il divieto di ritorno in un comune nel corso del 2018. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della particolare tenuità del fatto, il diniego delle attenuanti generiche e un'errata quantificazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che la Corte d'Appello ha motivato correttamente il diniego dei benefici basandosi sulla gravità e reiterazione della condotta. Inoltre, la richiesta di attenuanti generiche non era stata nemmeno presentata in appello. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Violazione del foglio di via: telecamere incastrano il ricorrente
Il Ricorrente è stato condannato a tre mesi di arresto per la violazione del foglio di via con divieto di ritorno triennale nel comune di Udine. Le telecamere della stazione ferroviaria lo avevano ripreso mentre trasgrediva la misura di prevenzione. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'attendibilità dei testimoni e la qualità delle immagini. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il Ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Violazione del foglio di via: la Cassazione non riscrive i fatti
Il caso riguarda un cittadino condannato per la violazione del foglio di via dopo essere rientrato senza autorizzazione nel comune di Bologna, dove è stato arrestato per una rapina in un supermercato. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna a un mese e dieci giorni di arresto. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e un'errata applicazione della legge penale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che il ricorso tendeva a ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività vietata in sede di Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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