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Vendita Senza Incanto

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Modalità di vendita forzata di un bene pignorato in cui gli interessati presentano offerte in busta chiusa. Se ci sono più offerte, si svolge una gara sull'offerta più alta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Asta da 10 milioni: l’incameramento della cauzione è definitivo
Una società si aggiudica un compendio immobiliare all'asta fallimentare per dieci milioni di euro, ma non versa il saldo del prezzo entro i termini. La società giustifica il ritardo lamentando l'incertezza sui poteri dei curatori di vendere una parte dei beni, di proprietà di terzi. Il giudice delegato dichiara la decadenza della acquirente e dispone l'incameramento della cauzione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società. I giudici chiariscono che i proprietari terzi avevano formalmente ratificato l'operato dei curatori prima della scadenza del termine di pagamento. Di conseguenza, il rifiuto di pagare il saldo costituisce un inadempimento colpevole. La Suprema Corte conferma la legittimità del provvedimento: l'incameramento della cauzione opera validamente come penale contrattuale per il mancato rispetto degli impegni assunti in sede di offerta.
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Autosufficienza del ricorso per cassazione: errore fatale
Un debitore ha proposto opposizione contro l'aggiudicazione di un immobile pignorato, sostenendo che la vendita fosse avvenuta senza incanto nonostante l'ordinanza del giudice disponesse la vendita con incanto. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione, interpretando l'ordinanza come vendita senza incanto. Il debitore ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione. Il ricorrente, infatti, non ha riportato nel ricorso i dati essenziali della procedura esecutiva (nomi delle parti, estremi del pignoramento) né ha trascritto i documenti chiave, come l'ordinanza di vendita. Di conseguenza, il debitore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali e il doppio del contributo unificato.
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Vendita senza incanto: l’offerta tardiva non blocca l’asta
Una società agricola subisce l'espropriazione dei propri immobili. Durante una vendita senza incanto, due lotti vengono aggiudicati a due acquirenti che presentano l'offerta minima. Successivamente all'aggiudicazione, un terzo soggetto deposita un'offerta in aumento, sostenendo di non aver potuto partecipare. Il giudice dell'esecuzione rigetta l'istanza del terzo ed emette il decreto di trasferimento. La società debitrice si oppone, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La Corte stabilisce che il potere del giudice di non procedere alla vendita in caso di offerta minima, valutando la possibilità di ottenere un prezzo maggiore, deve essere esercitato prima dell'aggiudicazione definitiva. Le offerte migliorative tardive, presentate fuori dai termini di legge, non possono bloccare il trasferimento del bene all'aggiudicatario.
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Offerta migliorativa liquidazione: regole e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella procedura di liquidazione del patrimonio non è ammessa un'offerta migliorativa liquidazione dopo l'aggiudicazione, a meno che non sia espressamente prevista dal bando di gara. Il caso riguardava la vendita di immobili in cui il giudice aveva riaperto l'asta per un rilancio del 10%, applicando erroneamente le norme fallimentari per analogia.
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Turbativa d’asta: si applica alla vendita senza incanto
Tre individui sono stati condannati per turbativa d'asta per aver minacciato diversi offerenti durante una procedura di vendita immobiliare senza incanto. La Cassazione ha respinto i ricorsi, confermando che il reato di turbativa d'asta si applica anche a questa modalità di vendita. Ha inoltre ritenuto le minacce, come evocare la mafia o minacciare la vita familiare, sufficientemente gravi da integrare il reato. La pena di uno degli imputati è stata ridotta per un errore di calcolo.
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Vendita senza incanto: quando l’aggiudicazione è?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella vendita senza incanto, l'aggiudicazione del bene è immediatamente definitiva e non 'provvisoria'. Di conseguenza, il termine per il pagamento del saldo prezzo decorre dal momento dell'aggiudicazione stessa. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, ritenendo l'aggiudicazione non definitiva, non aveva versato il saldo, incorrendo così nella decadenza e nella perdita della cauzione.
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