Un Comune ha richiesto a un'Azienda il pagamento di una maggiore ICI, valutando un terreno a 34,79 €/mq. L'Azienda si è opposta, sostenendo che il valore corretto fosse il prezzo di acquisto di 14,70 €/mq, imposto da un consorzio industriale con forti vincoli (divieto di rivendita a prezzo superiore, uso vincolato). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Azienda. Ha stabilito che, in presenza di tali limiti che sottraggono il bene al libero mercato, il prezzo di acquisto rappresenta il corretto valore venale area industriale ai fini fiscali. Di conseguenza, l'accertamento del Comune è stato annullato.
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