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Valore Soglia

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Limite quantitativo, stabilito per legge, superato il quale può scattare l'aggravante dell'ingente quantità. Tuttavia, il suo superamento non è di per sé sufficiente, richiedendo una valutazione complessiva del caso da parte del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aggravante ingente quantità: Cassazione conferma traffico di droga
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza che lo condannava per traffico di stupefacenti. Egli contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e l'applicazione dell'aggravante ingente quantità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la decisione precedente, evidenziando che la quantità di cocaina (oltre 2 milioni di milligrammi, pari a quasi 15.000 dosi) superava di oltre 2000 volte il valore-soglia stabilito. Questo fatto giustificava pienamente l'applicazione dell'aggravante ingente quantità e il diniego delle attenuanti generiche, data la gravità della condotta e l'elevata purezza della droga.
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Hashish: Aggravante Ingente Quantità Stupefacenti Confermato in Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato per aver detenuto oltre 16 kg di hashish, con un principio attivo di 3,4 kg. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, includendo l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione di tale aggravante e la mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la quantità di principio attivo superava ampiamente la soglia stabilita per l'ingente quantità e che la valutazione delle attenuanti rientra nella discrezionalità del giudice di merito. La condanna è stata quindi definitiva.
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Ingente quantità di sostanze stupefacenti: no alle attenuanti
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'aggravante dell'ingente quantità di sostanze stupefacenti e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Riguardo alla condotta, la sostanza sequestrata conteneva circa 976,67 grammi di principio attivo, quantità quasi doppia rispetto al limite di 500 grammi previsto per far scattare l'aggravante dell'ingente quantità di sostanze stupefacenti. Inoltre, i giudici hanno confermato il diniego delle attenuanti generiche: le precarie condizioni di salute invocate dalla difesa risalivano a un momento antecedente al reato e non avevano impedito la condotta illecita, affiancandosi a un precedente penale specifico. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ingente quantità: quando scatta l’aggravante?
Un soggetto condannato per detenzione di un notevole quantitativo di stupefacenti ha impugnato la sentenza, contestando l'applicazione dell'aggravante per ingente quantità a causa di presunte irregolarità nell'analisi a campione della sostanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un'analisi parziale è legittima se proporzionata. Inoltre, ha ribadito che il superamento del "valore soglia" non è automatico, ma deve essere valutato dal giudice considerando la pericolosità complessiva della condotta, come l'enorme numero di dosi ricavabili.
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Ingente quantità: Cassazione conferma i criteri Biondi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui per detenzione di stupefacenti con l'aggravante dell'ingente quantità. I ricorrenti sostenevano l'obsolescenza dei criteri giurisprudenziali, ma la Corte ha ribadito la validità del principio secondo cui si configura l'ingente quantità quando il quantitativo supera di 2.000 volte la dose massima singola, respingendo l'appello.
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Ingente quantità stupefacenti: la Cassazione decide
Un imputato ha impugnato una condanna a dieci anni per traffico di droga, contestando l'applicazione dell'aggravante per 'ingente quantità stupefacenti'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i giudici possono valutare sia la quantità massiccia che l'elevata purezza della sostanza per configurare l'aggravante. La Corte ha inoltre respinto le doglianze sulla mancata traduzione della sentenza e sul diniego delle attenuanti generiche, ribadendo principi consolidati.
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