La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30246/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una coerede che chiedeva l'usucapione di un immobile ereditario. La Corte ha ribadito che, nel caso di usucapione coerede, non è sufficiente dimostrare il semplice utilizzo del bene, ma è necessaria la prova rigorosa di un possesso esclusivo, 'uti dominus', che escluda palesemente gli altri comproprietari. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti e delle prove, attività preclusa al giudice di legittimità.
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