Due figli sono stati condannati per l'uso indebito di carta di pagamento appartenente al padre anziano, utilizzata per prelevare senza consenso oltre 13.000 euro. I figli si sono difesi sostenendo che il padre avesse consegnato spontaneamente la carta e hanno presentato una successiva remissione della querela da parte del genitore. La Corte di Cassazione ha però dichiarato inammissibile il ricorso: il padre aveva inizialmente denunciato il furto contro ignoti, smentendo la consegna volontaria. Inoltre, trattandosi di un reato procedibile d'ufficio, il perdono tardivo della vittima non cancella l'illecito penale. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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