La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per furto aggravato di un portafogli, dimenticato in una scuola, e per il successivo tentato uso indebito di carte di credito. L'imputata aveva cercato di acquistare un televisore in un supermercato usando la carta della vittima, venendo riconosciuta da una cassiera. La difesa ha proposto una ricostruzione alternativa dei fatti, ipotizzando la colpevolezza di un parente. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti o accogliere ricostruzioni basate su semplici congetture se la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente. La ricorrente è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali.
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