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Uso Cosa Comune

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso cosa comune: modifiche per il singolo proprietario
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dei lavori eseguiti da un comproprietario su un'area cortilizia per eliminare un dislivello e agevolare l'accesso al proprio garage. La decisione ribadisce che l'**uso cosa comune** ai sensi dell'art. 1102 c.c. consente modifiche a vantaggio del singolo, purché non venga alterata la destinazione del bene e non sia impedito il pari uso agli altri partecipanti. La Corte ha stabilito che il miglioramento del godimento può riguardare anche un solo comproprietario, senza necessità di un vantaggio collettivo.
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Uso cosa comune: stop al parcheggio sulla rampa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del parcheggio sistematico di autovetture su una rampa di accesso ai garage condominiali. Tale condotta configura una violazione dell'uso cosa comune ai sensi dell'art. 1102 c.c., poiché altera la destinazione dell'area e ostacola il transito degli altri condomini. La Corte ha inoltre stabilito che il danno derivante dalla privazione del godimento del bene è risarcibile in via equitativa, configurandosi come danno in re ipsa.
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Uso cosa comune: quando è illegittimo in condominio?
I proprietari di un appartamento hanno citato in giudizio una società costruttrice per aver allacciato un nuovo edificio alla fognatura comune, causando allagamenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per contestare l'uso della cosa comune non basta provare episodi sporadici di disagio, ma è necessario dimostrare che l'utilizzo più intenso da parte di un condomino impedisca totalmente agli altri di usufruire del bene. La semplice lamentela di un utilizzo più intenso, senza la prova di una effettiva compromissione del proprio diritto, non è sufficiente.
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Uso cosa comune: limiti alla modifica della domanda
Un'ordinanza della Cassazione affronta il caso di una lite tra fratelli per un muretto su area comune. La Corte chiarisce i limiti alla modifica della domanda in appello, dichiarando inammissibile il passaggio da una richiesta di tutela di una servitù di passaggio a una basata sulla violazione delle norme sull'uso cosa comune (art. 1102 c.c.). Inoltre, ribadisce che per il risarcimento danni da infiltrazioni è onere di chi agisce provare la situazione dei luoghi prima della modifica contestata.
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Uso cosa comune: no a cancelli che escludono altri
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ordinava la rimozione di un cancello installato da un comproprietario su un'area comune. L'ordinanza ribadisce che l'uso cosa comune, tutelato dall'art. 1102 c.c., non può essere impedito nemmeno se gli altri titolari non utilizzano di fatto l'area, in quanto viene leso il loro diritto potenziale. L'apposizione di una chiusura che esclude gli altri costituisce un'illegittima appropriazione del bene.
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