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Ultra Petizione

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esenzione IMU: prova dell’uso effettivo è decisiva
Un fondo previdenziale ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, sostenendo la loro destinazione a finalità assistenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per beneficiare dell'esenzione IMU, non è sufficiente la previsione statutaria o la destinazione catastale. Il contribuente ha l'onere di dimostrare in modo concreto e fattuale l'utilizzo diretto ed esclusivo dell'immobile per le attività non commerciali previste dalla legge. La semplice destinazione potenziale o l'uso come uffici amministrativi non sono sufficienti per ottenere l'agevolazione fiscale.
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Esenzione IMU immobile locato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU per un immobile locato a un ente non commerciale non è applicabile. Se il proprietario percepisce un canone di locazione, l'uso a fini di lucro dell'immobile fa decadere il beneficio, indipendentemente dall'attività svolta dall'inquilino. La sentenza ribalta la decisione di merito, accogliendo il ricorso dell'agente di riscossione.
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Iscrizione ipotecaria senza avviso: come difendersi
Una contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria sul proprio immobile, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32936/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agente della Riscossione, confermando la decisione di merito favorevole alla cittadina. La Corte ha stabilito che la mancata indicazione del numero identificativo dell'iscrizione ipotecaria nel ricorso iniziale costituisce una mera irregolarità e non rende l'azione inammissibile, ribadendo l'importanza del diritto del contribuente a essere informato prima di subire un'azione esecutiva.
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Responsabilità del conduttore: presunzione buono stato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di danni a un immobile concesso prima in comodato a un'associazione e poi in locazione a privati. L'ordinanza chiarisce la presunzione di buono stato dell'immobile all'inizio della locazione in assenza di descrizione, addossando la piena responsabilità del conduttore per i danni riscontrati. La Corte ha inoltre cassato la sentenza d'appello sulla compensazione delle spese legali, ritenendo insufficiente la motivazione addotta dal giudice di merito.
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Responsabilità da custodia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33147/2024, ha rigettato il ricorso dei proprietari di un appartamento ritenuti responsabili per danni da infiltrazioni all'immobile sottostante. La Corte ha confermato la loro responsabilità da custodia, chiarendo che l'accertamento della proprietà del tubo che ha causato la perdita è una valutazione di fatto insindacabile in sede di legittimità. Inoltre, ha stabilito che la mediazione non era obbligatoria per la domanda iniziale tra privati e che la successiva chiamata in causa del condominio non ha reso la domanda improcedibile.
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Compenso Avvocato: come si calcola? La Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nella liquidazione del compenso avvocato. In un caso di onorari contestati dopo un divorzio, la Corte ha stabilito che il giudice può riconoscere voci di compenso per tutte le attività effettivamente svolte e provate, anche se non esplicitamente dettagliate nella notula, purché l'importo totale non superi la richiesta complessiva. È stato confermato che il giudice può riqualificare le attività del legale e applicare le maggiorazioni previste dalla legge, come quella per la conciliazione, rientrando ciò nel suo potere discrezionale.
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Somministrazione pubblico impiego: diritti economici
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori in somministrazione presso la Pubblica Amministrazione, anche in caso di contratto illegittimo non convertibile, hanno diritto alla stessa progressione economica dei dipendenti a tempo indeterminato. Questa decisione si fonda sul principio di non discriminazione, garantendo la parità di trattamento economico per tutta la durata del rapporto di lavoro. La sentenza chiarisce che l'impossibilità di trasformare il contratto non elimina il diritto a un equo compenso, comprensivo degli scatti di anzianità.
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Liquidazione spese processuali: i limiti del giudice
In una causa per la proprietà di un immobile, la Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio sulla liquidazione spese processuali. La Corte ha stabilito che il giudice non può condannare la parte soccombente al pagamento di spese legali in misura superiore a quanto richiesto dalla parte vincitrice. Se lo fa, la sentenza è viziata da 'ultrapetizione' e può essere annullata. Nel caso specifico, pur rigettando le altre doglianze sulla proprietà, la Corte ha accolto il motivo relativo alle spese, cassando la sentenza e rideterminando gli importi dovuti.
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Operazioni inesistenti: la prova spetta al Fisco?
La Cassazione rigetta il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la fittizietà di un'operazione tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. A quel punto, spetta al contribuente fornire una prova rigorosa dell'effettività della prestazione, non bastando la sola documentazione formale come fatture e registrazioni contabili.
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Responsabilità avvocato: dovere di dissuasione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale alla restituzione totale dei compensi per responsabilità avvocato. L'ordinanza stabilisce che il professionista ha un dovere non solo di informare, ma anche di dissuadere attivamente il cliente dall'intraprendere azioni legali palesemente infondate o con scarse probabilità di successo. La violazione di questo dovere costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione di tutte le somme percepite.
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Contributi previdenziali lavoratore: quando sono dovuti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10084/2025, ha chiarito che in caso di fallimento, il lavoratore ha diritto di insinuarsi al passivo per la retribuzione lorda, comprensiva della quota dei contributi previdenziali lavoratore che il datore di lavoro ha trattenuto ma non versato. La Corte ha stabilito che la mancata corresponsione dei contributi all'ente previdenziale rende il datore di lavoro debitore dell'intera somma verso il dipendente. Il ricorso della società fallita è stato quindi rigettato.
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Interessi in appello: quando è possibile la domanda?
Una società fallita ha citato in giudizio un ente pubblico per il ritardato pagamento di lavori. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale del processo civile: la domanda per gli interessi in appello, maturati dopo la sentenza di primo grado, è ammissibile. Tali interessi sono considerati 'accessori' della domanda principale e possono essere richiesti per la prima volta nel giudizio di secondo grado, in deroga al divieto di domande nuove.
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Onere della prova: a chi tocca dimostrare il lavoro?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore la cui posizione previdenziale era stata annullata dall'Ente. La Corte ha stabilito che, in questi casi, l'onere della prova per dimostrare la sussistenza del rapporto di lavoro subordinato ricade interamente sul lavoratore e non sull'Ente Previdenziale. Le prove testimoniali generiche sono state ritenute inammissibili.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. I giudici di secondo grado avevano confermato la decisione di primo grado che riconosceva forfettariamente dei costi a una società soggetta ad accertamento basato su indagini bancarie, senza però fornire una spiegazione logico-giuridica a sostegno di tale scelta. La Suprema Corte ha ritenuto che una motivazione graficamente esistente ma priva di un reale percorso argomentativo equivale a una non-motivazione, violando il requisito costituzionale e rendendo nulla la sentenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Donazione titoli al portatore: atto pubblico necessario?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15338/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di successioni e liberalità. Il caso riguardava un erede che aveva incassato dei certificati di deposito al portatore, sostenendo di averli ricevuti in dono dai defunti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la donazione di titoli al portatore, se non di modico valore, è nulla se non viene effettuata tramite atto pubblico. Di conseguenza, le somme incassate devono essere restituite alla massa ereditaria per essere divise tra tutti gli eredi.
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Occupazione Demaniale: illegittima con atto finto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per l'illegittima occupazione demaniale marittima. La Corte ha confermato che la società concessionaria non aveva i requisiti per la proroga legale della concessione, in quanto basata su un'istanza non pubblicata che sostituiva una precedente. L'atto 'ricognitivo' redatto dall'imputato è stato ritenuto un falso funzionale a consentire l'occupazione abusiva.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
Un condannato all'ergastolo ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una decisione della Cassazione, sostenendo che i giudici avessero frainteso i suoi motivi. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale rimedio serve a correggere sviste materiali (errori percettivi) e non a rimettere in discussione valutazioni giuridiche (errori di giudizio), che era quanto il ricorrente tentava di fare.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera, operante in Italia senza concessione, ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua piena responsabilità fiscale per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che, per le annualità dal 2011 in poi, l'imposta è dovuta in solido sia dal bookmaker estero che dall'intermediario locale (CTD), in conformità con il diritto dell'Unione Europea e le precedenti sentenze della Corte Costituzionale. Il controricorso dell'Agenzia Fiscale è stato invece dichiarato inammissibile.
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Responsabilità professionale notaio: il nesso causale
Una compagnia di assicurazione ricorre in Cassazione contro la condanna del proprio assicurato, un notaio, al risarcimento del danno. La questione centrale riguarda la responsabilità professionale del notaio per una somma versata dall'acquirente a titolo di caparra prima della stipula dell'atto, mettendo in discussione il nesso di causalità tra la condotta del professionista e il pregiudizio. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, ha rilevato un difetto di notifica a una delle parti e ha ordinato l'integrazione del contraddittorio, rinviando la causa.
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Abuso del diritto: quando un contratto è elusivo
La Cassazione ha chiarito che un contratto di locazione tra una società figlia e la sua controllante, che trasferisce quasi tutti i ricavi alla controllante esentasse, costituisce abuso del diritto. Tale operazione, priva di valide ragioni economiche per la controllata, è stata ritenuta elusiva ai fini fiscali.
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