La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26936/2024, ha chiarito un punto cruciale del procedimento disciplinare nel pubblico impiego. Il caso riguardava due dirigenti medici sanzionati da un'azienda sanitaria. I giudici di merito avevano annullato la sanzione ritenendola tardiva. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine per la contestazione da parte dell'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) decorre dal momento in cui quest'ultimo riceve gli atti, e non dalla data della prima notizia del fatto al responsabile della struttura. Questa sentenza rafforza la distinzione di competenze e tempistiche tra il dirigente e l'UPD.
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