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6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di 'Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope', la principale normativa italiana che regola i reati legati alle droghe.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione per spaccio: bilancino e dosi bastano per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione per spaccio a carico di due persone. Gli imputati sostenevano che la droga fosse per uso personale, ma i giudici hanno ritenuto decisivi gli elementi raccolti. Il ritrovamento di sostanza già divisa in dosi, un bilancino di precisione, ritagli di cellophane e un tritaerba ha costituito un quadro indiziario grave e univoco. Secondo la Corte, questi elementi, valutati insieme, dimostrano in modo logico l'intenzione di vendere la droga a terzi, escludendo la tesi dell'uso personale. L'insieme delle circostanze è stato quindi sufficiente per rendere definitiva la condanna per detenzione per spaccio, dichiarando inammissibile il ricorso.
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Patteggiamento: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato un patteggiamento per detenzione di stupefacenti, ha tentato di contestare la sussistenza del reato. La Corte ha ribadito che l'accordo del patteggiamento limita fortemente i motivi di impugnazione, escludendo censure sul merito della colpevolezza, poiché l'accordo stesso presuppone un'accettazione dei fatti e solleva l'accusa dall'onere della prova.
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Bis in idem e spaccio: quando sono reati distinti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22629/2024, ha negato l'applicazione del principio del 'bis in idem' a un caso di spaccio di stupefacenti. Un soggetto, condannato con due sentenze per fatti avvenuti nello stesso giorno, sosteneva di essere stato processato due volte per la stessa cosa. La Corte ha stabilito che la cessione di dosi a più acquirenti e la successiva detenzione di un diverso quantitativo di droga per la vendita costituiscono due condotte distinte e separate, anche se avvenute a poche ore di distanza. Di conseguenza, non si viola il divieto di doppio processo. È stata invece confermata l'applicazione della continuazione tra i reati.
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Spaccio di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per spaccio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità a causa del numero elevato di dosi (oltre 318) e della capacità organizzativa. È stata inoltre negata l'attenuante per la collaborazione, ritenuta generica e non decisiva per le indagini.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato giudicato generico e aspecifico, in quanto riproponeva censure già esaminate senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può rivalutare le prove e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Coltivazione stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che una piantagione di 42 piante di marijuana, alte fino a 4 metri e supportata da attrezzature professionali, non può essere considerata per uso personale. È stata inoltre confermata l'aggravante della recidiva, data la pericolosità sociale del soggetto desunta dai suoi precedenti specifici e dalla sua condotta.
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