La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di truffa online continuata, legata alla finta locazione di una casa vacanze. L'imputato contestava la validità della querela e l'esistenza di artifizi e raggiri, oltre a richiedere l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. I giudici hanno confermato la regolarità della querela, presentata congiuntamente dalle due vittime, e hanno ribadito che la truffa online si configura pienamente attraverso l'uso del mezzo web per trarre in inganno i contraenti. È stata esclusa la particolare tenuità del fatto sia per l'entità del danno economico sia per i precedenti penali specifici del reo, che dimostrano una chiara propensione a delinquere. Di conseguenza, la condanna a otto mesi di reclusione è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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