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Truffa Contrattuale

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306 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Truffa contrattuale: vendita auto con patto nascosto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale. L'imputato aveva venduto un'autovettura per 37.000 euro, omettendo di comunicare all'acquirente l'esistenza di un patto di riservato dominio a favore del concessionario da cui l'aveva acquistata. La Corte ha stabilito che il silenzio malizioso su una circostanza così cruciale costituisce l'artifizio o raggiro necessario a configurare il reato, poiché impedisce alla vittima di prendere una decisione libera e consapevole.
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Truffa contrattuale: quando e dove si consuma il reato
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di truffa contrattuale, stabilendo che il reato non si consuma con il pagamento, ma con il verificarsi del danno effettivo. Nel caso di specie, due soggetti sono stati condannati per aver venduto una partita di merce, incassato il pagamento su un conto estero e poi aver fatto sparire i beni dal magazzino prima della consegna. I ricorsi, basati sull'incompetenza territoriale del tribunale italiano, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che, essendo la merce esistente, il reato si è perfezionato nel luogo in cui è avvenuta la sottrazione dei beni (in Italia), e non dove è stato ricevuto il pagamento. Questa sentenza è cruciale per definire il momento consumativo e la giurisdizione nella truffa contrattuale.
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Truffa contrattuale online: la condanna è certa
Un soggetto è stato condannato per truffa contrattuale dopo aver venduto un pacchetto vacanza online senza mai consegnare i biglietti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso dell'imputato che quello della parte civile, confermando la condanna e ribadendo principi consolidati in materia di truffe su internet e di limiti all'impugnazione.
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Prescrizione truffa: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato il principio secondo cui, in caso di truffa contrattuale, il termine di prescrizione decorre non dalla stipula del contratto, ma dal momento in cui si verifica il danno effettivo, che nel caso di specie coincideva con il protesto o il mancato pagamento dei titoli. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Inammissibilità ricorso: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per truffa online. L'ordinanza sottolinea che la riproposizione di motivi generici, già respinti in appello, rende l'impugnazione inammissibile. La Corte ha confermato la correttezza della decisione impugnata, che aveva negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto, delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena a causa della gravità della condotta e dei precedenti penali del ricorrente.
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Truffa contrattuale: la condotta ingannevole rileva?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa contrattuale a carico di un amministratore che aveva indotto due società in difficoltà a stipulare contratti di agevolazione creditizia, promettendo finanziamenti mai erogati. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta, iniziata nella fase precontrattuale e finalizzata a carpire la fiducia, è penalmente rilevante. L'ingiusto profitto, in questi casi, consiste nella stessa stipulazione del contratto a condizioni svantaggiose per la vittima, a prescindere dal conseguimento di un vantaggio economico immediato.
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