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Travisamento — Anno 2022

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24 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Aggravante del travisamento: la Cassazione conferma la condanna
L'Imputato è stato condannato per due rapine pluriaggravate commesse con l'aggravante del travisamento. La Corte d'Appello ha confermato la condanna basandosi sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ricostruzione dei fatti e l'applicazione della specifica aggravante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito. La Cassazione non può riesaminare i fatti se la motivazione della sentenza impugnata è logica e coerente. Di conseguenza, l'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Pistola finta e volto coperto: è comunque tentata rapina
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di tentata rapina ai danni di un uomo che aveva fatto irruzione in una gelateria. L'imputato indossava un berretto e uno scaldacollo per coprire parzialmente il volto e teneva la mano sul calcio di una pistola, rivelatasi poi un giocattolo, infilata nella tasca dei pantaloni. I giudici hanno respinto la tesi della difesa, che chiedeva di qualificare il fatto come tentato furto. La Suprema Corte ha stabilito che anche la sola visibilità del calcio dell'arma giocattolo genera un sufficiente effetto intimidatorio sulle vittime. Inoltre, per la sussistenza dell'aggravante del travisamento, basta una lieve alterazione dei tratti somatici idonea a ostacolare il riconoscimento. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Rapina pluriaggravata: incastrato dai social network
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per una rapina pluriaggravata ai danni di una banca. La difesa contestava l'identificazione dell'imputato, basata su indizi come i fotogrammi della videosorveglianza, l'uso di una piccola utilitaria e alcune intercettazioni. La Suprema Corte ha confermato la condanna, ritenendo gli indizi precisi e concordanti. In particolare, le intercettazioni in cui l'imputato ammetteva di essersi disfatto dei vestiti usati nel colpo e le foto pubblicate su un social network hanno fornito una prova schiacciante. I giudici hanno inoltre negato le attenuanti generiche, evidenziando la freddezza del giovane nel tenere in ostaggio i presenti per mezz'ora e la sua spiccata propensione a delinquere.
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Rapina aggravata: la fasciatura al braccio incastra il colpevole
L'Imputato è stato condannato per una rapina aggravata commessa ai danni di una farmacia. La difesa ha contestato l'identificazione, basata su testimonianze e su una consulenza antropometrica con compatibilità del 30%. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto decisivi il riconoscimento visivo ravvicinato da parte delle vittime e la presenza di una vistosa fasciatura al braccio destro, riscontrata sia sul rapinatore sia sull'imputato al momento del fermo. Gli alibi forniti da testimoni legati alla famiglia dell'imputato sono stati giudicati inattendibili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna e precisando che l'aggravante dell'uso di armi sussiste anche se viene utilizzata un'arma giocattolo priva del tappo rosso o non riconoscibile come tale dalla vittima.
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