La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per una rapina pluriaggravata ai danni di una banca. La difesa contestava l'identificazione dell'imputato, basata su indizi come i fotogrammi della videosorveglianza, l'uso di una piccola utilitaria e alcune intercettazioni. La Suprema Corte ha confermato la condanna, ritenendo gli indizi precisi e concordanti. In particolare, le intercettazioni in cui l'imputato ammetteva di essersi disfatto dei vestiti usati nel colpo e le foto pubblicate su un social network hanno fornito una prova schiacciante. I giudici hanno inoltre negato le attenuanti generiche, evidenziando la freddezza del giovane nel tenere in ostaggio i presenti per mezz'ora e la sua spiccata propensione a delinquere.
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