Un uomo, mentre si trovava in detenzione domiciliare con un permesso di uscita di un'ora, ha tentato una rapina a mano armata in una tabaccheria, camuffandosi e cambiandosi d'abito nei bagni pubblici per sviare le indagini. La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, dichiarando inammissibile il ricorso della difesa. I giudici hanno stabilito che i gravi indizi di colpevolezza, ricostruiti tramite le telecamere comunali e le testimonianze, giustificano la misura restrittiva. Inoltre, la Corte ha chiarito che lo stato di detenzione per altra causa non esclude il pericolo di reiterazione del reato, poiché i titoli detentivi possono variare nel tempo, rendendo indispensabile un autonomo presidio cautelare per prevenire nuovi illeciti.
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