LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Trasfertista

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Lavoratore che per contratto è tenuto a svolgere la propria attività in sedi di lavoro sempre variabili e diverse, senza quindi avere una sede fissa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità di Trasferta: Quando il Fisco non fa sconti ai Trasfertisti
Un'Azienda ha contestato la tassazione delle "indennità di trasferta" pagate ai suoi dipendenti, sostenendo che dovessero rientrare nel regime fiscale più favorevole dell'Art. 51, comma 5, del TUIR. L'Agenzia delle Entrate, invece, ha applicato il regime per i "trasfertisti" (Art. 51, comma 6 TUIR), meno vantaggioso. La Corte di Cassazione ha confermato che per qualificare un lavoratore come "trasfertista" e applicare la relativa tassazione, devono coesistere tre condizioni: assenza di sede di lavoro nel contratto, continua mobilità e indennità fissa. Poiché il giudice di merito ha correttamente accertato questi fatti, il ricorso dell'Azienda è stato rigettato, confermando l'applicazione del regime fiscale meno favorevole per le indennità di trasferta dei trasfertisti.
Continua »
Fisco contro lavoratore: l’indennità di trasferta è salva
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva l'esenzione parziale per l'indennità di trasferta a un lavoratore dipendente. Il fisco riteneva che tali somme dovessero essere interamente tassate come normale retribuzione o rientrare nel regime dei trasfertisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che, in mancanza dei requisiti simultanei previsti per i trasfertisti (assenza di sede contrattuale, mobilità continua e indennità fissa), si applica il regime di favore dell'indennità di trasferta occasionale. Poiché il lavoratore ha dimostrato l'effettivo svolgimento dei viaggi di lavoro, le somme percepite non possono essere interamente tassate come reddito ordinario. Vince il lavoratore.
Continua »
Tempo di viaggio come orario di lavoro: l’Azienda deve pagare
L'Azienda ha impugnato la sentenza che dichiarava illegittimo l'accordo aziendale istitutivo di una franchigia non retribuita sui tempi di viaggio dei dipendenti. I tecnici, privi di sede fissa, utilizzavano l'auto aziendale dotata di terminale per ricevere le istruzioni e geolocalizzarsi prima del primo intervento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il tempo di viaggio per raggiungere i clienti costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro. I lavoratori, durante lo spostamento, sono infatti soggetti al potere direttivo del datore di lavoro e non possono disporre liberamente del proprio tempo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato il diritto dei dipendenti a ricevere le differenze retributive per le ore di viaggio precedentemente escluse dal computo. Il principio sancito tutela il tempo di viaggio come orario di lavoro per i lavoratori itineranti.
Continua »
Indennità di trasferta: l’Azienda deve provare l’esenzione
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il pagamento di contributi omessi sulle somme erogate come indennità di trasferta a operai e autisti. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'Azienda, ritenendo che l'Ente non avesse provato l'irregolarità dei pagamenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova. L'Ente Previdenziale deve solo dimostrare l'avvenuto pagamento delle somme ai dipendenti. Spetta invece interamente al datore di lavoro provare la sussistenza di tutti i requisiti e i limiti di legge per beneficiare dell'esenzione contributiva sulle trasferte. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Sgravi contributivi all’estero: scontro tra Inps e aziende
L'Inps ha richiesto il recupero dei contributi previdenziali a un'azienda che aveva applicato gli sgravi contributivi triennali a due dipendenti operanti in Arabia Saudita. La Corte d'Appello ha dato ragione all'azienda, qualificando i lavoratori come trasfertisti e non come distaccati. L'Inps ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'errata qualificazione dei dipendenti e l'incompatibilità dell'esonero con il lavoro all'estero. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti su questa specifica questione di massima importanza, ha deciso di non emettere una sentenza definitiva immediata. Con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
Continua »
Rimborso chilometrico: la Cassazione fa chiarezza
In un caso riguardante le differenze retributive e il rimborso chilometrico per una lavoratrice, la Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale della dipendente che quello incidentale dell'azienda. L'ordinanza chiarisce che, sulla base del contratto individuale, il rimborso chilometrico è dovuto solo per gli spostamenti intermedi tra le varie sedi dei clienti e non per il tragitto casa-lavoro. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici d'appello di dimezzare l'importo del rimborso, quantificandolo in via equitativa.
Continua »
Indennità trasfertisti: quando è imponibile? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime fiscale e contributivo per l'indennità trasfertisti (imponibilità al 50%) è alternativo e non cumulabile con quello previsto per le trasferte occasionali. Pertanto, le spese di viaggio sostenute direttamente dall'azienda per i trasfertisti non possono essere escluse dalla base imponibile contributiva, ma vi rientrano interamente. La scelta del regime forfettario per i trasfertisti preclude la possibilità di beneficiare di altre esenzioni.
Continua »