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Trascrizione

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256 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Adozione internazionale: guida al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il riconoscimento di una sentenza di adozione pronunciata all'estero a favore di cittadini italiani residenti stabilmente fuori dall'Italia non configura un'ipotesi di adozione internazionale. Nel caso di specie, due genitori residenti negli USA avevano adottato una minore statunitense. La Suprema Corte ha chiarito che, mancando lo sradicamento della minore dal proprio Paese d'origine, si applica il riconoscimento automatico previsto dalla legge sul diritto internazionale privato. La decisione supera il diniego basato sulla mancanza del vincolo matrimoniale, ritenendo che tale requisito non costituisca un limite invalicabile di ordine pubblico internazionale.
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Azione revocatoria: gli effetti del concordato
La Corte di Cassazione affronta il complesso rapporto tra l'azione revocatoria ordinaria e l'apertura di un concordato preventivo. Nel caso in esame, un creditore aveva impugnato la vendita di immobili effettuata dalla debitrice a favore di una società collegata. Tuttavia, la debitrice è stata successivamente ammessa al concordato, includendo nel piano i proventi della vendita di quegli stessi beni. La questione centrale riguarda se l'azione revocatoria possa proseguire o se l'omologazione del concordato, finalizzata alla tutela collettiva dei creditori, ne neutralizzi gli effetti individuali per evitare disparità di trattamento.
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Fondo patrimoniale: decorrenza prescrizione revoca
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale per l'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale decorre dalla data di annotazione a margine dell'atto di matrimonio. Tale formalità è l'unica che garantisce l'opponibilità ai terzi, mentre la trascrizione nei registri immobiliari ha solo funzione di pubblicità-notizia. Nel caso esaminato, il ricorso di un istituto di credito è stato ritenuto tempestivo poiché notificato entro cinque anni dall'annotazione matrimoniale, nonostante fosse trascorso più tempo dalla trascrizione immobiliare.
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Contratto preliminare: validità oltre i tre anni
La Corte di Cassazione ha confermato il trasferimento coattivo di un terreno oggetto di un **contratto preliminare** stipulato nel 2007. Il venditore sosteneva che il decorso di oltre tre anni dalla firma avesse fatto venir meno l'interesse alla vendita, invocando la risoluzione per inadempimento del compratore. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il termine per il rogito non era essenziale e che il venditore stesso aveva mostrato un perdurante interesse chiedendo rinvii per motivi familiari. La Corte ha inoltre chiarito che il termine triennale previsto dall'art. 2645-bis c.c. riguarda esclusivamente l'efficacia della trascrizione e non la validità del vincolo contrattuale tra le parti.
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Presunzione di condominialità: i limiti dei titoli
La Corte di Cassazione ha confermato che la presunzione di condominialità per le aree di copertura di locali comuni può essere superata dall'esame dei titoli d'acquisto. Nel caso di specie, i documenti contrattuali e le planimetrie escludevano il trasferimento dell'area esterna, nonostante un verbale interno della cooperativa suggerisse il contrario. La Corte ha chiarito che un verbale amministrativo non costituisce titolo di proprietà e che il giudicato esterno non opera se i soggetti dei due giudizi sono differenti.
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Condizione risolutiva: quando è opponibile ai terzi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una servitù di passaggio soggetta a una condizione risolutiva legata allo spostamento di una porta entro un termine perentorio. I giudici di merito avevano inizialmente ritenuto estinta la servitù, considerando l'evento risolutivo opponibile anche ai successivi acquirenti del fondo. Tuttavia, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, stabilendo che l'avveramento della condizione risolutiva deve essere rigorosamente provato dalla parte interessata e, per essere opponibile ai terzi acquirenti, deve risultare dai registri immobiliari tramite apposita annotazione.
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Trascrizione domanda giudiziale e fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda di esecuzione in forma specifica di un contratto di permuta proposta contro un fallimento. Il cuore della questione riguarda la trascrizione domanda giudiziale: l'effetto prenotativo della prima azione legale era venuto meno a causa dell'estinzione del giudizio non riassunto contro la curatela. Senza una trascrizione valida antecedente alla dichiarazione di fallimento, il promissario acquirente non può pretendere il trasferimento degli immobili, né può agire in sede ordinaria per il risarcimento, dovendo invece ricorrere alla procedura di insinuazione al passivo.
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Azione revocatoria: prova della mala fede del terzo
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti dell'azione revocatoria in caso di vendite consecutive dello stesso immobile. Un fallimento ha impugnato la vendita di un compendio immobiliare effettuata dalla società poi fallita a una prima acquirente, e la successiva rivendita a una società subacquirente. La Suprema Corte ha stabilito che, per dichiarare l'inefficacia dell'acquisto del subacquirente a titolo oneroso, è necessario provare la sua consapevolezza della lesività del primo atto di vendita rispetto ai creditori del fallito. Il giudice di merito aveva erroneamente focalizzato l'indagine sulla consapevolezza relativa al secondo atto, trascurando il legame indiziario con la prima cessione.
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Risoluzione del contratto: la sede nel fallimento
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito il coordinamento tra il giudizio ordinario di risoluzione del contratto e la procedura fallimentare. Se una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento è proposta e trascritta prima del fallimento, ma è finalizzata a ottenere restituzioni o risarcimenti dalla massa, essa diventa improcedibile in sede ordinaria. La competenza spetta esclusivamente al giudice fallimentare attraverso il rito dell'accertamento del passivo. La decisione fallimentare non ha natura incidentale ma piena, e deve essere annotata a margine della trascrizione originaria per garantirne la continuità e l'opponibilità.
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Risoluzione contrattuale e fallimento: nuove regole
Le Sezioni Unite chiariscono il coordinamento tra il giudizio ordinario di risoluzione contrattuale e la verifica del passivo. Se la domanda di risoluzione è finalizzata a ottenere risarcimenti o restituzioni dalla massa, essa deve essere trattata esclusivamente dal giudice fallimentare. Il giudizio ordinario diventa improcedibile per garantire l'unità del concorso. La decisione del giudice delegato sulla risoluzione contrattuale non è meramente incidentale, ma costituisce il presupposto necessario per l'ammissione del credito, con efficacia limitata alla procedura concorsuale.
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Risoluzione contrattuale e fallimento: Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale riguardante la risoluzione contrattuale promossa prima del fallimento. Se l'azione mira a ottenere restituzioni o risarcimenti dalla massa fallimentare, il giudizio ordinario diventa improcedibile. La domanda deve essere riproposta davanti al giudice fallimentare tramite il rito dell'accertamento del passivo. La decisione del giudice delegato, pur avendo efficacia endoconcorsuale, mantiene natura costitutiva o dichiarativa e deve essere annotata nei registri immobiliari per garantire la continuità delle trascrizioni.
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Risoluzione contrattuale e fallimento: le Sezioni Unite
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale riguardante il tema della risoluzione contrattuale e fallimento. La Corte ha stabilito che, se un'azione di risoluzione per inadempimento relativa a beni immobili è stata trascritta prima del fallimento, il giudizio ordinario diviene improcedibile se finalizzato a ottenere restituzioni o risarcimenti dalla massa. Tali domande devono essere riproposte dinanzi al giudice fallimentare secondo il rito dell'accertamento del passivo. La decisione del giudice delegato non ha natura incidentale, ma produce gli effetti tipici della risoluzione, permettendo la continuità delle trascrizioni nei registri immobiliari.
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Azione revocatoria e scioglimento societario
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ex socio che aveva esperito un'azione revocatoria contro lo scioglimento anticipato di una società. Il ricorrente lamentava che la sorella, liquidatrice, avesse sciolto la società per evitare il trasferimento di immobili promessi in sede di recesso. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta accolta la domanda principale di inefficacia dell'atto, le domande subordinate di risoluzione e risarcimento restano assorbite, mancando l'interesse del creditore a procedere ulteriormente se il suo diritto è già tutelato.
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Contratto preliminare e detenzione immobile: la guida
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un assuntore di concordato fallimentare che richiedeva il rilascio di un immobile detenuto da promissari acquirenti. La Corte ha stabilito che il contratto preliminare, seguito dalla consegna del bene e dalla trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica prima del fallimento, costituisce un titolo valido per la detenzione. Anche se la sentenza ex art. 2932 c.c. ha natura costitutiva, la relazione di fatto con l'immobile non è abusiva, rendendo la richiesta di restituzione infondata.
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Azione revocatoria: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha confermato che nell'ambito di un'azione revocatoria ordinaria, il termine di prescrizione quinquennale decorre dalla data di trascrizione dell'atto e non dalla sua stipula. Il caso riguardava la vendita di immobili da parte di una società poi fallita. La Suprema Corte ha chiarito che la pubblicità dell'atto è il presupposto necessario affinché il creditore possa conoscere il pregiudizio e agire legalmente, garantendo così un equilibrio tra certezza del diritto e tutela del credito.
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Responsabilità professionale notaio e danno evizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità professionale notaio relativo a una compravendita immobiliare gravata da ipoteca non rilevata. Nonostante la Corte d'Appello avesse negato il risarcimento per mancanza di un danno attuale, non essendo ancora avvenuta la vendita forzata, gli Ermellini hanno ribaltato la decisione. La ricezione di un atto di precetto da parte della banca creditrice costituisce un rischio di evizione concreto e attuale, integrando il diritto al risarcimento dei danni subiti dall'acquirente a causa della negligenza del professionista nella trascrizione del preliminare.
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Accordo di mediazione e trascrizione: obblighi e danni
La Corte d'Appello di Torino ha stabilito che un accordo di mediazione e trascrizione non genera un obbligo automatico per le parti di riprodurre il consenso davanti a un notaio, a meno che non sia espressamente pattuito. Di conseguenza, il rifiuto di formalizzare l'atto non costituisce inadempimento né dà diritto al risarcimento del danno da perdita di chance, poiché l'ordinamento offre strumenti alternativi per ottenere la pubblicità immobiliare.
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Soccombenza virtuale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore contro la sua condanna al pagamento delle spese legali basata sul principio di soccombenza virtuale. La controversia originava da un'opposizione di terzo a un'esecuzione immobiliare, poi estinta. La Corte ha confermato che, ai fini della decisione sulle spese, il giudice di merito aveva correttamente valutato la fondatezza dell'opposizione, basandosi sulla corrispondenza sostanziale e non meramente formale dei dati identificativi dell'immobile nelle note di trascrizione.
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Opponibilità al Fallimento: Contratto non Trascritto
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un punto cruciale in materia di opponibilità al fallimento. Il caso riguarda un complesso accordo immobiliare, formalizzato come una vendita ma in realtà una permuta. La Corte ha stabilito che la domanda di risoluzione del contratto di permuta e di restituzione dell'immobile è improcedibile se l'atto, documentato solo da scritture private, non è stato trascritto nei registri immobiliari prima della dichiarazione di fallimento. La trascrizione si conferma un requisito fondamentale per rendere un diritto reale immobiliare opponibile alla massa dei creditori.
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Adozione coppia omogenitoriale: via libera dalla Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune italiano contro la decisione della Corte d'Appello di trascrivere una sentenza spagnola. Tale sentenza riconosceva l'adozione piena di due minori, cittadini italiani, da parte della partner della loro madre biologica, con cui era unita in matrimonio all'estero. I minori erano nati da procreazione medicalmente assistita. La Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Corte d'Appello e che il riconoscimento di tale adozione da coppia omogenitoriale non è contrario all'ordine pubblico, poiché prevale il 'best interest of the child', ovvero il superiore interesse del minore a mantenere la stabilità dei legami familiari già consolidati.
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