L'Indagato, sottoposto agli arresti domiciliari per presunta detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti acquistate online, ha presentato ricorso per cassazione cautelare avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame. La difesa ha spedito l'atto tramite raccomandata prima della scadenza del termine di dieci giorni dalla notifica. Tuttavia, il plico è giunto presso la cancelleria del tribunale competente soltanto dopo il decorso di tale termine. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione inammissibile per tardività. I giudici hanno chiarito che, nelle impugnazioni contro misure cautelari, conta unicamente la data di effettivo arrivo dell'atto in cancelleria e non la data di spedizione postale. Di conseguenza, l'Indagato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »