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Termine Per Impugnare

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100 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termine impugnazione: calcolo e proroga per festività
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità, chiarendo il corretto calcolo del termine impugnazione quando sia il termine per il deposito della sentenza che quello finale per appellare cadono in un giorno festivo. La Corte ha stabilito che la proroga di un termine al primo giorno non festivo successivo sposta anche la decorrenza del termine conseguente, garantendo alla parte di fruire dell'intero periodo previsto dalla legge per l'impugnazione.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per reati legati agli stupefacenti, in quanto presentato tardivamente. La decisione chiarisce il calcolo del termine per impugnare: questo decorre dalla scadenza del periodo che il giudice si riserva per il deposito delle motivazioni. In questo caso, il termine di 45 giorni è iniziato a decorrere 90 giorni dopo la pubblicazione della sentenza, rendendo il ricorso, depositato quasi un mese dopo la scadenza, irricevibile.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in appello per il mancato rispetto del termine per impugnare. L'ordinanza è stata notificata il 23.10.2023 e il ricorso depositato il 7.11.2023, oltre il termine di 15 giorni previsto dalla legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Termine per impugnare: il sabato non è festivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, chiarendo che il sabato non è considerato giorno festivo ai fini del calcolo dei termini processuali. Un errore nel calcolare la scadenza del deposito delle motivazioni ha reso tardivo e quindi inammissibile l'appello. La decisione sottolinea l'importanza della precisione nel calcolare il termine per impugnare.
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Termine per impugnare: il ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7603/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in quanto presentato oltre il termine per impugnare previsto dalla legge. Il deposito, avvenuto un solo giorno dopo la scadenza dei 45 giorni, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la perentorietà dei termini processuali.
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Termine per impugnare: appello tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una parte civile in un processo per diffamazione, poiché presentato oltre il termine per impugnare. La Corte ha ricostruito il calcolo dei 45 giorni a disposizione per l'appello, evidenziando che la scadenza, pur tenendo conto di un giorno festivo, era stata superata di quasi due settimane, rendendo l'impugnazione irricevibile a prescindere dal merito.
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Termine per impugnare: ricorso tardivo è inammissibile
Un ricorso per cassazione contro una condanna per reati ambientali è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che il mancato rispetto del termine per impugnare, anche di un solo giorno, comporta la declaratoria di inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto perentorio dei termini processuali.
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Nullità notifica contumacia: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3286/2024, ha stabilito che la sola nullità della notifica non è sufficiente per rimettere in termini la parte contumace che impugna tardivamente una sentenza. Se emerge la prova che la parte aveva comunque avuto conoscenza effettiva del processo, come nel caso di ritiro personale di un precedente avviso, l'impugnazione resta inammissibile. La Corte distingue tra nullità e inesistenza della notifica, chiarendo il diverso onere della prova a carico del contumace.
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Termine per impugnare: il ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato oltre il termine per impugnare di quindici giorni previsto dalla legge. La tardività dell'atto ha comportato non solo il mancato esame nel merito della questione, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termini impugnazione Giudice di Pace: i 15 giorni
Un imputato, condannato dal Giudice di Pace per lesioni, ha proposto appello ritenendo di avere 30 giorni di tempo. L'appello è stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16099/2024, ha confermato la decisione, chiarendo un punto fondamentale sui termini impugnazione Giudice di Pace: se la motivazione è depositata contestualmente alla sentenza (motivazione contestuale), il termine per appellare è di 15 giorni e non 30, in applicazione delle regole generali del codice di procedura penale.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine per impugnare di 45 giorni previsto dalla legge. L'analisi si concentra sul calcolo del termine per impugnare e sulle conseguenze economiche di un deposito tardivo, come la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Termini per impugnare: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini per impugnare. L'ordinanza chiarisce il calcolo del termine di 60 giorni, comprensivo della proroga di 15 giorni per assenza dell'imputato, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, confermando la rigidità delle scadenze processuali.
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Termine per impugnare e rinuncia a comparire
La Cassazione chiarisce che il termine per impugnare una sentenza decorre dalla pronuncia, anche se l'imputato non è presente, qualora abbia rinunciato a comparire. In questo caso, non è necessaria alcuna notifica e un ricorso presentato tardivamente è inammissibile. La Corte distingue inoltre tra le regole del giudizio ordinario e quelle del rito abbreviato.
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Termine impugnazione: il sabato non è festivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo, chiarendo che il termine impugnazione che scade di sabato non è prorogato al lunedì successivo. La pronuncia sottolinea come il sabato non sia considerato un giorno festivo ai fini del calcolo dei termini processuali penali, rendendo definitivo il provvedimento non impugnato tempestivamente.
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Termine per impugnare: quando il deposito è valido
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che il termine per impugnare una sentenza decorre dal deposito delle motivazioni. Se il termine per il deposito scade in un giorno festivo, come una domenica, viene prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Di conseguenza, il deposito effettuato il lunedì è da considerarsi tempestivo e non dà diritto all'avviso di deposito, rendendo l'appello presentato mesi dopo irrimediabilmente tardivo.
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Termine per impugnare: l’avviso errato non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato tardivamente. La decisione sottolinea che il termine per impugnare decorre dal deposito tempestivo della motivazione della sentenza, e un eventuale avviso di deposito erroneamente inviato dalla cancelleria non ha l'effetto di modificare o prorogare tale scadenza, che è fissata per legge.
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Termine per impugnare: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per truffa aggravata. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine per impugnare di quindici giorni. Il ricorso, depositato quasi due mesi dopo la sentenza, è stato respinto per un vizio procedurale insuperabile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per truffa aggravata. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine per impugnare, in quanto il ricorso è stato presentato oltre la scadenza di 45 giorni. La sentenza chiarisce inoltre che la proroga di 15 giorni per l'imputato assente non si applica nei casi di trattazione cartolare del giudizio d'appello, poiché tale modalità non configura un 'giudizio in assenza' ai fini della proroga stessa.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso del Procuratore generale a causa della sua tardiva presentazione. Nonostante il ricorso fosse stato depositato entro i termini presso la cancelleria della Corte d'Appello, la sua trasmissione via PEC alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento è avvenuta il giorno successivo alla scadenza del termine per impugnare, rendendolo così irricevibile. La sentenza sottolinea la regola generale secondo cui l'impugnazione va presentata presso la cancelleria del giudice a quo.
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Termine per impugnare: quando decorre per più parti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3142/2025, ha chiarito un punto fondamentale sul termine per impugnare nelle cause con più parti. In caso di cause scindibili, come quelle relative a debiti ereditari, il termine breve per l'impugnazione non è unitario ma decorre individualmente per ciascuna parte dalla data della rispettiva notifica della sentenza. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato estinto un processo per tardiva riassunzione, basando il calcolo del termine sulla prima notifica anziché sull'ultima effettuata alle parti contumaci.
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