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Termine Per Impugnare

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100 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termine per impugnare: ricorso tardivo inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per violazioni legate a manifestazioni sportive. Il fulcro della decisione risiede nel mancato rispetto del termine per impugnare. La sentenza di appello era stata emessa con motivazione contestuale, imponendo un termine di quindici giorni per il deposito del ricorso. Poiché l'atto è stato depositato oltre tale limite, la Corte ha confermato la decadenza dal diritto di impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità Ricorso Tardivo: Condanna Confermata via Videocall
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività presentato da un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'uomo, detenuto ai domiciliari, aveva nascosto eroina e cocaina in casa. Il suo ricorso è stato depositato oltre il termine di legge. I giudici hanno specificato che l'estensione dei termini prevista per gli imputati assenti non si applica a chi, pur detenuto, partecipa all'udienza in videoconferenza, poiché tale modalità è equiparata alla presenza fisica. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quali conseguenze in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a causa di un ricorso tardivo. L'ordinanza evidenzia come il mancato rispetto dei termini per impugnare una sentenza di secondo grado comporti, oltre alla conferma della condanna, il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso in esame riguardava un imputato che aveva presentato il proprio ricorso due giorni dopo la scadenza del termine di quindici giorni.
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Termine impugnazione: le nuove regole non retroattive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine impugnazione previsto dalla legge. La Corte ha chiarito che l'estensione di 15 giorni introdotta dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) non si applica retroattivamente, ma solo alle sentenze emesse dopo la sua entrata in vigore. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione perché tardivo. Il caso chiarisce che il termine per impugnare una decisione decorre dalla data della sua pubblicazione in cancelleria, e non dalla successiva comunicazione alle parti. La mancata conoscenza dovuta all'attesa della comunicazione è considerata un errore di diritto non scusabile, che non giustifica la rimessione in termini.
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Termini impugnazione Giudice di Pace: le regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, condannato per percosse, che aveva appellato la sentenza del Giudice di Pace oltre il termine previsto. La Corte ha ribadito che i termini impugnazione Giudice di Pace seguono una disciplina speciale: anche se la motivazione è depositata in ritardo, il termine per appellare è di 30 giorni dalla notifica del deposito, e non di 45 giorni come erroneamente sostenuto dal ricorrente. Questa decisione sottolinea il carattere derogatorio e specifico delle norme procedurali che regolano il processo davanti al Giudice di Pace.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
Un'imputata, condannata in appello per lesioni personali, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre la scadenza. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto del termine per impugnare, calcolato a partire dalla scadenza del periodo concesso al giudice d'appello per depositare le motivazioni, e condanna la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Termine per impugnare: errore di calcolo annullato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato un appello inammissibile per tardività. L'errore risiedeva nel calcolo del termine per impugnare: la Corte territoriale aveva sbagliato il giorno di partenza del termine e non aveva applicato la proroga di legge per la scadenza caduta in un giorno festivo. La Cassazione ha riaffermato la corretta applicazione delle norme procedurali, garantendo il diritto di difesa dell'imputato.
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Termine per impugnare: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine per impugnare. L'ordinanza chiarisce il calcolo dei termini, che decorrono dalla scadenza del periodo previsto per il deposito della motivazione della sentenza precedente, sommando al termine ordinario un'ulteriore estensione di 15 giorni in caso di imputato giudicato in assenza. La tardività ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una socia contro la liquidazione giudiziale di una S.r.l. Il motivo è il mancato rispetto del termine per impugnare la sentenza d'appello. L'ordinanza chiarisce che il ricorso è stato presentato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, senza che si applichi la sospensione feriale dei termini.
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Imputato assente: notifiche valide al difensore
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel caso di un imputato assente, le notifiche relative al processo, inclusa quella di proroga del termine per il deposito della sentenza, sono validamente effettuate al difensore. Quest'ultimo rappresenta l'imputato per tutta la durata del procedimento. L'omessa notifica diretta all'imputato non costituisce una nullità né dà diritto a una proroga dei termini per impugnare. La Corte ha chiarito che il regime dell'assenza, che ha sostituito la contumacia, si fonda sulla prova della conoscenza del processo da parte dell'imputato, il quale viene quindi pienamente rappresentato dal suo legale di fiducia.
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Termine per impugnare: il ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine per impugnare di 15 giorni. La sentenza era stata motivata contestualmente, facendo decorrere il termine dalla data della pronuncia. La Corte ha sottolineato come il deposito tardivo, anche di un solo giorno, comporti l'inammissibilità e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione penale: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per peculato perché tardivo. La sentenza chiarisce le modalità di calcolo del termine impugnazione penale, specificando che se la scadenza per il deposito delle motivazioni cade di domenica, il termine è prorogato al lunedì successivo e, se rispettato, non fa scattare un nuovo termine per l'appellante. Viene così confermata la condanna e l'importanza del rispetto rigoroso delle scadenze procedurali.
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Termine per impugnare: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché l'appello originario era stato presentato oltre il termine per impugnare. L'imputato sosteneva che il giudice avesse concesso verbalmente un termine di 90 giorni, ma la Suprema Corte ha stabilito che i documenti scritti, come il dispositivo della sentenza e il verbale d'udienza, che indicavano un termine di 65 giorni, prevalgono su qualsiasi affermazione contraria. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Termine per impugnare: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché l'appello originario era stato presentato fuori tempo massimo. La sentenza chiarisce come calcolare il termine per impugnare quando il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado avviene in ritardo e la notifica cade nel periodo di sospensione feriale. Nonostante un errore di calcolo della Corte d'Appello, la tardività dell'impugnazione è stata confermata, stabilendo la scadenza al 15 ottobre e non al 31 ottobre, data di effettivo deposito del ricorso.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine per impugnare. L'analisi del caso chiarisce il calcolo dei termini, inclusa la sospensione feriale, e le pesanti conseguenze economiche per il ricorrente, condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine per impugnare. L'ordinanza analizza il calcolo dei termini, partendo dalla data di scadenza per il deposito delle motivazioni della sentenza di appello. La tardività ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, riaffermando la perentorietà dei termini processuali.
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Termine per impugnare: quando non si applica la proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre i termini di legge. L'ordinanza chiarisce che l'aumento di quindici giorni del termine per impugnare, previsto per l'imputato assente, non si applica quando il processo d'appello si è svolto con rito camerale a seguito di un giudizio abbreviato, poiché in tale contesto l'appellante non è considerato 'assente'. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: Cassazione dichiara l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per reati edilizi. La decisione si fonda unicamente sulla tardività della presentazione dell'atto, definendolo un ricorso tardivo. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, senza che il merito della loro doglianza (l'intervenuta prescrizione) potesse essere esaminato.
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Ricorso tardivo: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia penale a causa della sua presentazione tardiva. L'ordinanza chiarisce il calcolo dei termini per l'impugnazione, inclusa la proroga di 15 giorni in caso di assenza dell'imputato, e sottolinea come un ricorso tardivo non venga esaminato nel merito, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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