Un debitore e la sua garante fideiussoria hanno citato un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme versate su due conti correnti gravati da clausole nulle. La banca ha reagito chiedendo il pagamento del saldo negativo, ottenendo in appello la condanna in solido dei clienti. I debitori hanno successivamente impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno rilevato la violazione del termine lungo di impugnazione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il calcolo temporale, anche includendo la pausa feriale e le sospensioni straordinarie per il periodo pandemico, ha evidenziato il ritardo nella notifica via PEC. La banca ha ottenuto la vittoria definitiva, mentre i debitori hanno subito la condanna alle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
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