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Termine Impugnazione Fallimento

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termine impugnazione fallimento: la PEC di cancelleria è decisiva
Una cooperativa di garanzia impugna in Cassazione la sentenza che conferma la dichiarazione del proprio fallimento, richiesta da una società creditrice. La cooperativa sostiene la tempestività del ricorso basandosi sulla notifica ricevuta dalla controparte. La creditrice dimostra invece che la cancelleria del tribunale ha comunicato via PEC il testo integrale della sentenza due giorni prima. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per tardività. Nelle procedure concorsuali, il termine impugnazione fallimento di trenta giorni decorre direttamente dal momento della comunicazione di cancelleria tramite posta elettronica certificata. La mancata osservanza di tale termine determina il rigetto definitivo dell'impugnazione e la condanna della cooperativa al pagamento delle spese di lite oltre al raddoppio del contributo unificato.
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Termine impugnazione fallimento: PEC e ricorso tardivo
Una società a responsabilità limitata contesta la dichiarazione di fallimento, sostenendo la propria inattività e il mancato superamento dei requisiti dimensionali di legge. La Corte di Appello respinge il reclamo evidenziando l'assenza di bilanci depositati, la proprietà di beni immobili e la presenza di debiti fiscali certi. La società propone ricorso per cassazione molti mesi dopo aver ricevuto il provvedimento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La comunicazione del testo integrale della decisione tramite posta elettronica certificata da parte della cancelleria fa decorrere il termine impugnazione fallimento di trenta giorni. L'impresa perde definitivamente la possibilità di ribaltare il fallimento e subisce la condanna alle spese legali.
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Termine impugnazione fallimento: la PEC batte il ricorso tardivo
Una società perde l'aggiudicazione di alcuni immobili in un'asta fallimentare e la cauzione viene incamerata dal fallimento. La società propone reclamo, che viene rigettato dal Tribunale. Successivamente, la società presenta ricorso in Cassazione, ma oltre il termine di sessanta giorni dalla comunicazione via PEC del provvedimento da parte della cancelleria. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il termine impugnazione fallimento decorre dalla comunicazione di cancelleria del testo integrale del decreto, e non dalla notifica ad opera della parte. La natura speciale e urgente delle procedure concorsuali giustifica questa deroga alle regole ordinarie del codice di procedura civile. Di conseguenza, la società perde definitivamente la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Termine impugnazione fallimento: la PEC fa la data
L'ex amministratore di una società fallita ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre il termine di 30 giorni. La decisione sottolinea che il termine impugnazione fallimento decorre dalla data di comunicazione della sentenza tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) da parte della cancelleria, in virtù delle speciali norme che privilegiano la celerità nei procedimenti fallimentari.
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Termine impugnazione fallimento: 30 giorni decisivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di fallimento perché presentato oltre il termine perentorio di 30 giorni. La Corte ha chiarito che il termine impugnazione fallimento decorre dalla comunicazione integrale della sentenza via PEC da parte della cancelleria, sottolineando la specialità e celerità della procedura fallimentare, che non ammette deroghe come la sospensione feriale dei termini.
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Termine impugnazione fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione stabilisce che per un fallimento iniziato prima della riforma del 2009, il termine di impugnazione del decreto di chiusura è di un anno e non di sei mesi. La decisione si basa sul principio che la fase di reclamo è parte integrante del procedimento principale. La Corte ha inoltre accolto il ricorso per la liquidazione delle spese legali, ritenute inferiori ai minimi inderogabili.
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Termine impugnazione fallimento: lungo o breve?
Un Comune ha impugnato l'esclusione dal passivo fallimentare di una società costruttrice. L'opposizione è stata presentata entro il termine "breve" di 30 giorni dalla notifica, ma dopo la scadenza del termine "lungo" semestrale dalla pubblicazione del decreto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine impugnazione fallimento è regolato dalla scadenza che si verifica per prima. Di conseguenza, l'opposizione è stata dichiarata tardiva e inammissibile, poiché il termine "lungo" era già spirato.
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