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Termine Equa Riparazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termine Equa Riparazione: Un Anno per il Fallimento, non Sei Mesi
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto sul termine equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. Una cittadina aveva chiesto un indennizzo per un fallimento durato troppo a lungo. Il Ministero della Giustizia contestava la richiesta, ritenendola tardiva e sostenendo l'applicazione di un termine di sei mesi. La Cassazione ha invece confermato che, per le procedure fallimentari non soggette a specifiche modifiche legislative, si applica il termine di un anno per la definitività del decreto di chiusura. Di conseguenza, la richiesta della cittadina è stata considerata tempestiva, respingendo il ricorso del Ministero.
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Termine equa riparazione: la Cassazione ribalta il calcolo per i fallimenti
La Corte di Cassazione ha chiarito il Termine equa riparazione per la durata irragionevole di una procedura fallimentare. Gli Eredi del Creditore Fallito e le Aziende Creditrici avevano chiesto un risarcimento per un fallimento durato dal 1995 al 2018. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, ritenendo la domanda tardiva, applicando un termine di sei mesi dalla chiusura del fallimento. La Cassazione ha invece stabilito che il termine per l'equa riparazione deve considerare la data di apertura del fallimento, non quella della sua chiusura, poiché le procedure di chiusura sono parte integrante del fallimento stesso. Di conseguenza, il ricorso degli Eredi e delle Aziende è stato considerato tempestivo. La Corte ha cassato la decisione precedente e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Termine equa riparazione: da quando decorre?
La Corte di Cassazione chiarisce il calcolo del termine per l'equa riparazione. Con l'ordinanza n. 23870/2024, ha stabilito che il termine semestrale per presentare la domanda decorre dal giorno esatto in cui la decisione presupposta diventa definitiva, e non dal giorno successivo. Un ricorso presentato anche un solo giorno dopo la scadenza è considerato tardivo e, di conseguenza, rigettato.
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Termine equa riparazione: calcolo e tardività
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5532/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per equa riparazione depositato oltre il termine di legge. L'ordinanza chiarisce le modalità di calcolo del termine semestrale, includendo la sospensione feriale, e sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso delle scadenze processuali, condannando i ricorrenti per responsabilità processuale aggravata. Il caso verteva sul calcolo preciso del termine equa riparazione, confermando che la domanda era stata presentata con un giorno di ritardo.
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Termine equa riparazione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sul termine equa riparazione (Legge Pinto). Con l'ordinanza n. 423/2024, ha stabilito che, se un processo si conclude con una conciliazione giudiziale, il termine di sei mesi per richiedere l'indennizzo per irragionevole durata decorre dalla data dell'ordinanza di estinzione, e non dalla scadenza dei termini per l'impugnazione. La Corte ha ritenuto che manchi l'interesse a impugnare un provvedimento che si limita a recepire l'accordo raggiunto tra le parti, rendendolo di fatto definitivo da subito.
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