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Tentato

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Configurazione del reato quando l'azione non si compie nonostante il compimento di atti idonei e univoci.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto aggravato: rimozione antitaccheggio e violenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto aggravato a carico di un soggetto che aveva rimosso i dispositivi di sicurezza da alcuni prodotti esposti in vendita. La difesa sosteneva l'insussistenza dell'aggravante della violenza sulle cose, ma i giudici hanno ribadito che la manomissione di un sistema di protezione, come l'antitaccheggio, configura pienamente tale fattispecie. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Desistenza volontaria: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per tentato furto aggravato. Il ricorrente invocava la desistenza volontaria, ma tale eccezione è stata sollevata per la prima volta in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che non è possibile introdurre nuovi motivi di merito nel giudizio di Cassazione, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente.
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Attenuanti generiche: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto, confermando che il bilanciamento tra le attenuanti generiche e la recidiva è una valutazione di merito insindacabile se correttamente motivata.
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Trattamento sanzionatorio: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputate condannate per tentato furto aggravato in concorso. Il ricorso si basava esclusivamente sulla contestazione del trattamento sanzionatorio, lamentando un presunto vizio di motivazione nella determinazione della pena. Gli Ermellini hanno chiarito che la Corte d'Appello ha correttamente esplicitato i criteri seguiti per il calcolo della sanzione, rendendo la doglianza indeducibile. La sentenza ribadisce che l'onere motivazionale del giudice riguardo agli aumenti di pena è proporzionale all'entità degli stessi. Di conseguenza, le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Querela e furto: le novità della Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. A seguito dell'entrata in vigore della Riforma Cartabia, tale fattispecie è divenuta procedibile solo previa Querela della persona offesa. Poiché nel caso in esame la vittima non ha presentato alcuna istanza punitiva, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'improcedibilità dell'azione penale per difetto di una condizione essenziale.
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Furto consumato: superare le casse è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato a carico di un individuo che aveva superato la barriera delle casse di un supermercato con merce non pagata. Nonostante la difesa sostenesse la tesi del tentativo, poiché l'imputato aveva abbandonato i beni subito dopo essere stato scoperto dall'allarme antitaccheggio, i giudici hanno ribadito che il superamento fisico del punto di pagamento integra la piena consumazione del reato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Tentato furto aggravato: la Cassazione sulla pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto aggravato, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il ricorrente contestava l'eccessività della pena e la presunta mancanza di querela. La Corte ha chiarito che la determinazione della sanzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e che la querela era regolarmente presente agli atti.
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Tentato furto aggravato e violenza sulle cose
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto aggravato a carico di un soggetto sorpreso con arnesi da scasso. La difesa sosteneva l'insussistenza dell'aggravante della violenza sulle cose poiché nessun danno effettivo era stato arrecato ai beni. Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso, stabilendo che nel tentato furto aggravato la violenza sulle cose è configurabile se è certo che, qualora il reato fosse stato consumato, la cosa sarebbe stata danneggiata o trasformata per permettere l'impossessamento.
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Desistenza volontaria e tentato furto: la guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto pluriaggravato, confermando l'esclusione della desistenza volontaria. La Suprema Corte ha stabilito che l'interruzione dell'azione criminale dovuta all'arrivo della polizia e la successiva fuga non costituiscono una scelta autonoma e spontanea. Inoltre, è stata ribadita l'insindacabilità in sede di legittimità delle scelte del giudice di merito riguardanti il diniego delle attenuanti generiche e la quantificazione della pena, purché supportate da una motivazione logica e coerente.
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Furto consumato: quando il reato è perfezionato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. Si stabilisce che il reato di furto consumato si perfeziona nel momento in cui l'autore acquisisce la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, anche se per un breve periodo e all'interno dello stesso complesso immobiliare, come nel caso di una cucina asportata e poi abbandonata nel cortile.
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