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Tentato Incendio

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato che si configura quando si compiono atti idonei a provocare un incendio di vaste proporzioni, ma l'evento non si verifica per cause indipendenti dalla volontà del colpevole.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentato incendio al bar: condanna confermata per il colpevole
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per un uomo accusato del reato di tentato incendio ai danni di un esercizio commerciale. L'autore del reato ha agito in concorso con terzi per distruggere il locale e ottenere un cospicuo risarcimento economico stimato in centomila euro. L'imputato ha presentato ricorso lamentando la mancata valutazione di presunti elementi a discarico e contestando la consistenza del movente economico rispetto ai danni effettivi. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione per totale genericità dei motivi difensivi. L'uomo deve ora scontare la pena detentiva e versare le sanzioni pecuniarie previste dalla legge.
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Tentato incendio: condanna definitiva per il rogo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e dieci mesi di reclusione per gli autori di un tentato incendio a danno di un esercizio commerciale posto sotto civili abitazioni. Uno degli imputati ha presentato personalmente il ricorso, violando l'obbligo di firma da parte di un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle magistrature superiori. Il secondo imputato ha chiesto una rivalutazione delle prove e ha contestato l'aggravante dell'edificio abitato. I giudici hanno dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi: il primo per difetto di rappresentanza tecnica e il secondo perché mirava a un riesame di fatto, non consentito in sede di legittimità. I ricorrenti pagheranno le spese e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Tentato incendio per una pizza in ritardo: condanna confermata
Un uomo, indispettito dal ritardo nella consegna di una pizza, ha gettato della benzina verso il forno acceso di un locale, colpendo però una dipendente e alcuni clienti. In un secondo episodio, ha incendiato l'auto di un altro ristoratore per lo stesso motivo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di tentato incendio e danneggiamento. I giudici hanno chiarito che l'azione di lanciare carburante verso un forno acceso costituisce tentato incendio, poiché l'atto era potenzialmente idoneo a scatenare un rogo di vaste proporzioni, indipendentemente dal fatto che le fiamme non si siano poi effettivamente propagate all'esterno. Il ricorso dell'imputato è stato rigettato.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione: difesa fuori tema
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato incendio nei confronti di un cittadino, dichiarando l'inammissibilità del ricorso per cassazione. L'imputato aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello che riduceva la sua pena a otto mesi e dieci giorni di reclusione. Tuttavia, i motivi presentati dalla difesa non avevano alcun legame con la decisione impugnata. Il primo motivo faceva riferimento a un altro soggetto e a misure di sorveglianza estranee al processo. Il secondo motivo indicava una data errata del reato per invocare la prescrizione delle contravvenzioni. Di conseguenza, i giudici hanno respinto il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tentato Incendio al Ristorante: Appello Inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per tentato incendio. L'uomo aveva partecipato all'appiccamento di un fuoco in un ristorante, accompagnando un complice che usò benzina. I giudici di merito lo avevano condannato a tre anni di reclusione. Il ricorso contestava la motivazione sull'elemento soggettivo del reato e l'uso delle intercettazioni, oltre al trattamento sanzionatorio. La Cassazione ha confermato le sentenze precedenti, ritenendo che il ricorso chiedesse una rivalutazione di fatti già accertati e non errori di diritto.
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Concorso in tentato incendio: il ruolo del ‘palo’
Un uomo ha accompagnato un complice a incendiare l'ingresso di un bar. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per concorso in tentato incendio, stabilendo che attendere in auto per la fuga costituisce un contributo sufficiente al reato, anche senza conoscere in dettaglio il piano criminale.
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Tentato incendio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per tentato incendio in una chiesa. La condotta, consistente nell'appiccare un fuoco in presenza di bombole di gas, è stata ritenuta idonea a provocare un vasto incendio, integrando così tutti gli elementi del reato. La Corte ha anche respinto la richiesta di liquidazione spese della parte civile perché tardiva.
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Tentato incendio: dolo eventuale o dolo diretto?
Un individuo dà fuoco a un'auto e le fiamme si propagano ai veicoli vicini. La Corte di Appello ha riqualificato il reato da incendio a tentato incendio. La Cassazione ha confermato la decisione, specificando che per il tentato incendio è necessario il dolo diretto, desumibile dalle azioni concrete dell'agente, anche se il giudice di merito aveva erroneamente menzionato il dolo eventuale.
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Tentato incendio: idoneità e univocità degli atti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tentato incendio a un uomo fermato con benzina e accendini vicino alla casa dell'ex compagna. Gli atti sono stati ritenuti idonei e univoci, data la vicinanza al luogo del delitto, il possesso del materiale e le precedenti minacce verbali, rendendo irrilevante la versione alternativa dell'imputato.
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Tentato incendio: quando l’azione è reato grave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato incendio. Viene confermato che la distinzione con il danneggiamento seguito da incendio risiede nella volontà dell'agente di provocare un fuoco di vaste proporzioni, non solo un danno limitato.
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