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Tempus Regit Actum

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640 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inammissibilità Appello Penale: Guida alla Riforma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità dell'appello penale di due imputati per non aver depositato la dichiarazione di domicilio o il mandato speciale come richiesto dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che un richiamo generico a un atto precedente non è sufficiente e che la successiva abrogazione della norma non ha effetto retroattivo sugli atti già compiuti.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione e il tempus regit actum
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18984/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancanza di uno specifico mandato ad impugnare. La Corte ha chiarito che, in base al principio tempus regit actum, le modifiche normative più favorevoli, intervenute dopo la presentazione dell'appello, non hanno efficacia retroattiva. La richiesta del mandato è stata inoltre ritenuta costituzionalmente legittima.
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Successione leggi penali: onere della prova per il reo
La Cassazione chiarisce che, in caso di successione leggi penali, spetta al reo dimostrare concretamente la maggiore favorevolezza della norma abrogata, inclusa l'assenza di preclusioni soggettive. Un ricorso che non assolve tale onere della prova viene dichiarato inammissibile.
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Sanzione più favorevole retroattiva per lavoro nero
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'sanzione più favorevole' introdotta da una legge successiva si applica retroattivamente anche alle sanzioni amministrative per lavoro irregolare, qualora queste abbiano una natura sostanzialmente penale e afflittiva. Nel caso di specie, una sanzione di oltre 100.000 euro è stata ridotta a circa 7.000 euro in applicazione della nuova normativa, respingendo il ricorso dell'Ispettorato del Lavoro che invocava il principio 'tempus regit actum'.
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Tempus regit actum: la Cassazione sulla procedura
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia processuale, vige il principio tempus regit actum. Un appello proposto quando era richiesta una specifica formalità a pena di inammissibilità (l'elezione di domicilio) rimane inammissibile anche se tale norma viene successivamente abrogata. La legge applicabile è quella in vigore al momento del deposito dell'atto, non quella successiva più favorevole.
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Permesso premio: la Cassazione chiarisce la legge
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava un permesso premio a un detenuto in ergastolo per reati ostativi. La Corte ha stabilito che, in caso di una nuova legge più restrittiva, il giudice deve prima valutare se il condannato avesse già raggiunto un grado di rieducazione sufficiente secondo la normativa precedente e più favorevole. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione basata su questo principio e su una corretta analisi dei fatti.
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Procura speciale: la Cassazione e l’estinzione del rito
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha dichiarato l'estinzione di un ricorso in materia urbanistica. Il ricorrente, pur avendo richiesto la decisione sul merito dopo una proposta di definizione anticipata, non ha depositato la procura speciale richiesta dalla legge all'epoca vigente. La Corte ha stabilito che la successiva modifica normativa, che ha eliminato tale obbligo, non può essere applicata retroattivamente a un termine già scaduto, confermando il principio del 'tempus regit actum' e l'estinzione del giudizio.
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Appello del PM: il principio del ‘tempus regit actum’
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, condannato in appello per reati fiscali dopo un'assoluzione in primo grado. La decisione chiarisce che l'ammissibilità dell'appello del PM è regolata dalla legge in vigore al momento dell'emissione della sentenza impugnata, non da leggi successive, in applicazione del principio 'tempus regit actum'. La Corte ha inoltre ribadito che il giudice d'appello può integrare o redigere ex novo la motivazione carente in primo grado.
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Deposito appello tributario: la Cassazione decide
Un contribuente si oppone a una cartella di pagamento, vincendo in primo grado. L'Agenzia Fiscale appella, ma sorge una questione sulla tempestività del deposito appello tributario a seguito di una modifica normativa. La Commissione Tributaria Regionale applica erroneamente la nuova legge, più favorevole all'Agenzia. La Cassazione corregge la motivazione in base al principio 'tempus regit actum' (si applica la legge vigente al momento dell'atto), ma rigetta il ricorso del contribuente, poiché l'adempimento era comunque avvenuto correttamente secondo la vecchia normativa.
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Prestanome inconsapevole: quando si è responsabili?
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'amministratrice, inizialmente assolta perché ritenuta un prestanome inconsapevole. La sentenza stabilisce che elementi oggettivi, come la gestione dei conti correnti e la coincidenza della sede sociale con la residenza, sono sufficienti a dimostrare la consapevolezza e quindi la responsabilità penale per reati fiscali, ribaltando la decisione di primo grado.
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Amministratore senza delega: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione CONSOB a carico di un ex consigliere di un istituto di credito per omissioni in prospetti informativi, nonostante si fosse insediato dopo la loro redazione. L'ordinanza stabilisce che la responsabilità dell'amministratore senza delega sussiste in virtù del dovere di vigilanza e di agire informato, qualificando l'illecito come permanente. Viene inoltre ribadito che alle sanzioni amministrative si applica il principio del 'tempus regit actum' e non quello della legge più favorevole (favor rei).
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Responsabilità sindaco prospetto: omessa vigilanza
La Corte di Cassazione conferma la sanzione a un membro del Collegio Sindacale per omissioni in un prospetto informativo, nonostante la sua nomina fosse successiva alla redazione del documento. La sentenza chiarisce la natura permanente dell'illecito e il dovere di vigilanza continuo del sindaco, che avrebbe dovuto attivarsi per la pubblicazione di un supplemento correttivo. La decisione sottolinea come la responsabilità del sindaco per il prospetto si estenda a tutto il periodo dell'offerta, imponendo un intervento attivo per sanare le irregolarità riscontrate.
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Confisca di prevenzione: i limiti del terzo
Un imprenditore, ritenuto socialmente pericoloso per aver vissuto con proventi di reati come la bancarotta fraudolenta, subisce una confisca di prevenzione. I beni erano intestati a una società da lui controllata. La Cassazione respinge il suo ricorso, affermando che la confisca non è una pena e può basarsi su vari accertamenti giudiziari. Limita inoltre l'appello della società alla sola prova della sua legittima titolarità, senza poter contestare la pericolosità dell'imprenditore.
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Elezione di domicilio: appello valido anche se anteriore
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di inammissibilità di un appello. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto invalida l'elezione di domicilio perché contenuta in un atto precedente alla sentenza. La Cassazione, richiamando un principio delle Sezioni Unite, ha stabilito che per la validità dell'appello è sufficiente il richiamo espresso e specifico a una precedente dichiarazione di domicilio, purché consenta un'identificazione chiara del luogo per le notifiche. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio.
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Riduzione pena rito abbreviato: no al cumulo dei reati
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di pena di un sesto, prevista dalla Riforma Cartabia per la mancata impugnazione di una sentenza emessa con rito abbreviato, non si estende ai reati-satellite giudicati in un procedimento separato e divenuti irrevocabili prima dell'entrata in vigore della nuova norma. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', sottolineando che il beneficio è un premio processuale legato a una scelta specifica (la non-impugnazione) e non può essere applicato retroattivamente a situazioni processuali già definite, anche se i reati vengono poi unificati per la continuazione.
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Prescrizione estradizione: la Cassazione nega la consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che concedeva l'estradizione di un cittadino straniero, richiesta per reati di rapina aggravata. Il motivo è la maturata prescrizione estradizione secondo la legge italiana. La Corte ha stabilito che, in base al trattato bilaterale, la consegna va rifiutata se il reato è prescritto in uno dei due Stati al momento della richiesta, calcolando il termine secondo la legge vigente all'epoca del fatto.
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Riduzione pena rito abbreviato: no al beneficio extra
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di un sesto della pena, introdotta dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la sentenza di condanna in rito abbreviato, non si applica alle sentenze divenute irrevocabili prima dell'entrata in vigore della nuova legge. Anche in caso di 'continuazione' tra reati, la riduzione della pena per il rito abbreviato opera solo per i reati giudicati sotto la vigenza della nuova norma, in base al principio 'tempus regit actum'.
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Riduzione pena mancata impugnazione: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di pena per mancata impugnazione, prevista dall'art. 442, comma 2-bis, c.p.p., si applica esclusivamente alla porzione di pena inflitta con la sentenza non appellata e non alla pena complessiva rideterminata per la continuazione con reati oggetto di sentenze già passate in giudicato. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', sottolineando che il beneficio premiale è legato a una scelta processuale (la non impugnazione) che non era disponibile per le sentenze divenute irrevocabili prima dell'entrata in vigore della norma.
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Rescissione del giudicato: quale legge si applica?
Un uomo, condannato in assenza nel 2014, ha chiesto la rescissione del giudicato dopo essere venuto a conoscenza della sentenza solo nel 2024. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, a causa di una specifica norma transitoria (art. 15-bis l. 67/2014), la legge applicabile è quella in vigore al momento della sentenza di primo grado. Pertanto, il rimedio della rescissione del giudicato non era disponibile, e l'interessato avrebbe dovuto utilizzare il vecchio istituto della restituzione nel termine.
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Sanzioni amministrative lavoro: la guida della Corte
Una società di vigilanza ha impugnato delle sanzioni amministrative per violazioni in materia di orari di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo importanti principi sulla validità della notifica a una società fusa per incorporazione, sui limiti di applicazione della legge più favorevole (lex mitior) e confermando l'utilizzo del cumulo materiale per il calcolo delle sanzioni amministrative lavoro in caso di violazioni multiple.
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