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Tasso Soglia

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116 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ripetizione dell’indebito bancario: ko per vizi formali
Il Correntista e un garante hanno citato in giudizio l'Istituto di Credito chiedendo la ripetizione dell'indebito bancario per anatocismo e usura su due conti correnti. La Corte d'Appello ha accolto parzialmente la domanda per un conto, ritenendo che una lettera di diffida avesse interrotto la prescrizione solo per l'anatocismo, e ha escluso l'usura per l'altro conto. I ricorrenti si sono rivolti alla Corte di Cassazione lamentando l'errata quantificazione del saldo e il mancato rilievo dell'usura. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I motivi sono stati giudicati generici e non autosufficienti, poiche i ricorrenti non hanno contestato specificamente le motivazioni della sentenza d'appello ne dimostrato dove avessero sollevato le questioni nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, i clienti della banca hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Usura bancaria: la Cassazione tutela il cliente sulla mora
Un cliente ha contestato l'applicazione di tassi usurari in un contratto di finanziamento stipulato con un istituto di credito. Il Tribunale aveva escluso l'usura ritenendo che gli interessi corrispettivi e quelli moratori non potessero essere cumulati e che, singolarmente considerati, rispettassero i limiti di legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del cliente, ribadendo che la disciplina sull'usura bancaria si applica anche agli interessi moratori. La Corte ha chiarito che il tasso soglia per la mora va calcolato incrementando il T.e.g.m. della maggiorazione media degli interessi moratori, moltiplicato per il coefficiente di legge. La sentenza è stata cassata con rinvio al Tribunale di Palermo per un nuovo esame dei fatti.
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Interessi moratori usurari: mutuo salvo se pagato regolarmente
Due mutuatari chiedono la gratuità del proprio mutuo, ormai estinto, sostenendo che il tasso degli interessi moratori pattuito nel contratto superasse il tasso soglia antiusura. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dei mutuatari. I giudici chiariscono che gli interessi corrispettivi e quelli moratori sono autonomi e hanno funzioni diverse. Se il mutuo è sempre stato pagato regolarmente (in bonis) e nessun interesse di mora è stato mai applicato o versato, il cliente non ha un reale interesse ad agire per far dichiarare la nullità della clausola. Di conseguenza, l'eventuale presenza di interessi moratori usurari non rende gratuito il mutuo se questi non sono mai stati applicati, lasciando validi gli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti.
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Interessi moratori usurari: il tasso teorico cede al tasso applicato
I Mutuatari hanno proposto opposizione al precetto notificato dall'Istituto di Credito, lamentando la presenza di interessi moratori usurari nel loro contratto di mutuo. Secondo i debitori, il tasso di mora, sommato alle spese accessorie, superava il tasso soglia di legge. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, rilevando che l'importo effettivamente richiesto a titolo di mora era minimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, una volta verificatosi l'inadempimento, rileva solo il tasso di mora concretamente applicato e richiesto al debitore, e non quello teorico pattuito nel contratto. Di conseguenza, cade l'interesse ad agire per l'accertamento dell'usura astratta se il tasso usurario non è stato effettivamente preteso dalla banca.
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Interessi moratori usurari: il contratto non diventa gratuito
Una società di leasing ha chiesto la restituzione di un immobile a causa del mancato pagamento dei canoni da parte dell'utilizzatrice. Quest'ultima ha eccepito la presenza di interessi moratori usurari nel contratto, chiedendo che l'intero rapporto fosse dichiarato gratuito. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di entrambe le parti. I giudici hanno chiarito che la presenza di interessi moratori usurari comporta la nullità della sola clausola di mora, senza rendere gratuito l'intero contratto. Pertanto, gli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti rimangono dovuti. Inoltre, la Corte ha ribadito che anche gli interessi di mora sono soggetti alla disciplina antiusura, respingendo la tesi della banca secondo cui tali tassi sarebbero esclusi dal controllo sul tasso soglia.
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Commissione di massimo scoperto: correntista vince contro la banca
Una società correntista ha citato in giudizio una banca per ottenere la restituzione delle somme pagate a titolo di interessi usurari e anatocistici. I giudici di merito hanno respinto la domanda, escludendo la commissione di massimo scoperto dal calcolo dell'usura poiché il rapporto si era concluso nel 2007, prima delle nuove istruzioni della Banca d'Italia del 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici di legittimità hanno chiarito che, anche per i rapporti anteriori al 2010, la commissione di massimo scoperto deve essere considerata per verificare il superamento del tasso soglia dell'usura, effettuando una specifica comparazione separata. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Interessi moratori usurari: il mutuo non diventa gratuito
Una società ha contestato alla propria banca l'applicazione di interessi moratori usurari all'interno di un contratto di mutuo fondiario. La società chiedeva che il finanziamento venisse dichiarato gratuito, con la conseguente restituzione di tutti gli interessi versati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che l'eventuale superamento del tasso soglia da parte degli interessi di mora non rende gratuito l'intero contratto. La sanzione colpisce esclusivamente la clausola sugli interessi moratori, mentre restano validi e dovuti gli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti. Di conseguenza, in caso di ritardo, si applicheranno gli interessi nella misura del tasso corrispettivo lecito, senza azzerare l'intero costo del finanziamento.
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Interessi moratori usurari: il mutuo non diventa gratuito
Un cliente ha contestato alla banca l'applicazione di interessi moratori usurari in un contratto di mutuo fondiario ormai estinto, chiedendo la restituzione di oltre trentamila euro. Il cliente sosteneva che il superamento del tasso soglia da parte degli interessi di mora rendesse gratuito l'intero contratto, azzerando anche gli interessi corrispettivi leciti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la presenza di interessi moratori usurari non rende gratuito il mutuo. La nullità colpisce solo la clausola sugli interessi di mora, i quali vengono sostituiti dagli interessi corrispettivi originariamente pattuiti se questi ultimi sono leciti. Di conseguenza, la banca vince la causa e il cliente deve pagare le spese legali.
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Interessi moratori usurari: il mutuo non diventa gratuito
Il titolare di un'impresa individuale ha chiesto la dichiarazione di gratuità di due contratti di mutuo, sostenendo che la pattuizione di interessi moratori usurari dovesse azzerare ogni interesse dovuto, compresi quelli corrispettivi, nonostante i pagamenti fossero sempre avvenuti regolarmente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di interessi moratori usurari non rende gratuito l'intero contratto. La sanzione della non debenza colpisce esclusivamente gli interessi di mora, che vengono ricondotti alla misura degli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti, i quali restano pienamente dovuti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Calcolo del tasso soglia: scontro tra banche e pensionati
Un pensionato ha ottenuto la condanna di un istituto di credito alla restituzione degli interessi pagati per un finanziamento con cessione del quinto. Il Tribunale ha ritenuto che il contratto superasse il limite legale a causa dell'inclusione delle spese di assicurazione obbligatoria nel calcolo complessivo del costo del credito. L'istituto di credito ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che le polizze assicurative imposte per legge non debbano essere computate per il calcolo del tasso soglia, in conformità con le istruzioni della Banca d'Italia dell'epoca. La Suprema Corte, rilevando la complessità e l'importanza della questione giuridica, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Usura nei contratti di mutuo: calcolo corretto e ricorso respinto
Una società debitrice ha proposto opposizione a una procedura di espropriazione immobiliare, contestando la presunta natura usuraria degli interessi di mora applicati dalle banche creditrici sui contratti di mutuo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che, per verificare l'eventuale usura nei contratti di mutuo con riferimento agli interessi di mora, il tasso soglia antiusura non si ottiene sommando i tassi corrispettivi e moratori. Al contrario, il calcolo deve seguire i criteri stabiliti dalle Sezioni Unite, partendo dal T.E.G.M. incrementato della maggiorazione media degli interessi moratori, moltiplicato per il coefficiente di legge e con l'aggiunta dei punti percentuali di tolleranza. Non essendovi stato alcun superamento di tale limite, le pretese delle banche sono state ritenute pienamente legittime.
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Interessi moratori e usura: la Cassazione riapre il caso
I Debitori si oppongono al precetto notificato dalla Banca, contestando la validità del mutuo come titolo esecutivo e l'usurarietà degli interessi. La Corte d'Appello respinge l'opposizione. La Cassazione chiarisce che il mutuo è valido anche se le somme sono temporaneamente vincolate in un deposito cauzionale. Tuttavia, accoglie il ricorso in merito alla verifica del superamento del tasso soglia. La Suprema Corte stabilisce che la disciplina antiusura si applica anche agli interessi moratori, la cui determinazione (pattuita con una maggiorazione del 3% sul tasso ordinario) deve essere concretamente confrontata con il limite di legge. La sentenza viene cassata con rinvio per accertare la presenza di interessi moratori e usura nel contratto.
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Interessi moratori e usura: la Cassazione blocca la banca
Una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa si è opposta alla richiesta di una banca di essere ammessa al passivo per un credito derivante da contratti di mutuo. La cooperativa sosteneva che i tassi degli interessi moratori pattuiti superassero il tasso soglia stabilito dalla legge antiusura. Il Tribunale aveva respinto questa tesi, ritenendo inapplicabile il limite agli interessi di mora. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa, ribadendo che la disciplina in materia di interessi moratori e usura si applica anche agli interessi di mora e che il giudice di rinvio è obbligato a rispettare questo principio. Il decreto del Tribunale è stato quindi annullato con rinvio per un nuovo esame.
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Concorso nel reato di usura: condannata la moglie complice
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per concorso nel reato di usura e per estorsione, commessi insieme al marito defunto. La coppia prestava denaro in contanti pretendendo in cambio assegni postdatati con tassi di interesse usurari tra il 48% e il 79%. La difesa sosteneva la totale estraneità della moglie, ma i giudici hanno accertato la sua attiva partecipazione: era titolare di dodici conti correnti usati per incassare i titoli, partecipava agli incontri con le vittime e minacciava il protesto degli assegni per costringerle a pagare. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità penale e civile della donna, in quanto la sua condotta non era di mera conoscenza passiva, ma di consapevole e attiva collaborazione nel disegno criminoso del coniuge.
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Calcolo del tasso usuraio: mutuo salvo se i tassi non si sommano
Due mutuatari hanno contestato il precetto di pagamento della banca, sostenendo il superamento del tasso soglia tramite il cumulo di interessi corrispettivi e moratori, e chiedendo di includere la penale di estinzione anticipata nel calcolo del tasso usuraio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che non si possono sommare matematicamente le due tipologie di interessi, poiché svolgono funzioni diverse. Inoltre, la penale per l'estinzione anticipata del mutuo non rientra nel calcolo del tasso usuraio perché rappresenta una facoltà di recesso e non un costo fisso del credito. Infine, l'eventuale nullità degli interessi di mora non rende nulli gli interessi corrispettivi.
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Usura bancaria: i garanti perdono la causa contro la banca
I garanti di una società si sono opposti al decreto ingiuntivo ottenuto da una banca, lamentando l'applicazione di tassi superiori al limite di legge e contestando la validità delle garanzie prestate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei garanti, confermando la legittimità del recupero crediti. I giudici hanno chiarito che, per verificare l'eventuale usura bancaria, la disciplina antiusura si applica anche agli interessi moratori (quelli di ritardo). Tuttavia, effettuando il calcolo matematico secondo i criteri stabiliti dalle Sezioni Unite, il tasso concretamente applicato dalla banca è risultato inferiore al tasso soglia di legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato l'opposizione, confermando che la banca ha agito correttamente e condannando i garanti al pagamento delle spese processuali.
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Usura nei contratti di mutuo: no al cumulo della penale di estinzione
Un debitore si oppone all'esecuzione immobiliare avviata dalle banche creditrici, contestando la validità degli interessi applicati al suo finanziamento. Il ricorrente sostiene che la commissione di estinzione anticipata debba essere conteggiata per verificare il superamento del tasso soglia. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che, nella verifica dell'usura nei contratti di mutuo, la penale per l'estinzione anticipata non si può sommare agli interessi moratori. Questa commissione rappresenta infatti un corrispettivo per il recesso anticipato e non è collegata all'erogazione del credito o alla durata del finanziamento. Di conseguenza, il debitore perde la causa e deve rimborsare le spese legali ai creditori.
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Vizio di ultrapetizione: la banca chiede meno ma il giudice dà di più
Un correntista e la sua garante hanno impugnato la decisione della Corte d'Appello che li condannava a pagare alla banca saldi passivi e interessi ultralegali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi di ricorso relativi alla valutazione delle prove e all'estensione della fideiussione. Ha invece accolto il terzo motivo, rilevando un evidente vizio di ultrapetizione. La banca aveva infatti limitato la propria richiesta di interessi entro i limiti dei tassi soglia antiusura, ma i giudici di secondo grado avevano condannato i ricorrenti al pagamento degli interessi ultralegali senza applicare tale limite. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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No al cumulo interessi corrispettivi e moratori nel leasing
Una società utilizzatrice di un immobile in leasing ha impugnato la risoluzione del contratto per inadempimento, eccependo il superamento del tasso soglia anti-usura. Secondo la società, l'usura andava verificata attraverso il cumulo interessi corrispettivi e moratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le due tipologie di interessi hanno natura e funzioni diverse (remunerativa l'una, risarcitoria l'altra) e sono tra loro alternative. Pertanto, non è ammessa la loro somma matematica per verificare l'usura. Il tasso soglia va invece verificato separatamente per ciascuna categoria di interessi, escludendo qualsiasi calcolo cumulativo. Di conseguenza, la società è stata condannata al rilascio dell'immobile e al pagamento delle spese legali.
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Fideiussione bancaria: i garanti pagano nonostante i ritardi
Due garanti, che avevano firmato una fideiussione bancaria a favore di una società, si sono opposti alla richiesta di pagamento della banca. I garanti contestavano l'applicazione di interessi usurari e l'utilizzo tardivo degli estratti conto da parte del consulente tecnico d'ufficio (CTU). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti. La Corte ha stabilito che il consulente tecnico può acquisire i documenti contabili necessari anche dopo la scadenza dei termini ordinari, purché sia rispettato il diritto di difesa delle parti. Di conseguenza, i garanti sono stati condannati a pagare il debito residuo e le spese legali.
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