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Tardivamente

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un avverbio che indica il compimento di un atto processuale oltre la scadenza del termine perentorio stabilito dalla legge, con conseguente perdita del diritto di compierlo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rapina e Ricorso Inammissibile per Tardività: La Sentenza della Cassazione
Un Lavoratore, condannato per rapina, ha presentato un ricorso in Cassazione. La sua difesa contestava la possibile duplicazione di accuse e l'omessa motivazione sulla continuazione dei reati. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Il termine per impugnare la sentenza di appello era scaduto il 4 ottobre 2021, ma il ricorso è stato depositato solo il 27 novembre 2021. Per questo motivo, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per Cassazione: i rischi della tardività
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un Ricorso per Cassazione presentato oltre i termini stabiliti dalla legge. Nonostante il calcolo della sospensione feriale, l'impugnazione è risultata tardiva rispetto alla scadenza dei quarantacinque giorni previsti dal codice di procedura penale. La Suprema Corte ha confermato che il mancato rispetto dei termini perentori preclude l'esame del merito e comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un imputato condannato per ricettazione a causa di un ricorso tardivo. Nonostante la difesa avesse sollevato eccezioni su vizi di notifica e travisamento dei fatti relativi alla pertinenza di un'area privata, il deposito dell'atto è avvenuto oltre il termine di quindici giorni previsto dalla legge. Poiché la motivazione della sentenza era stata letta contestualmente in udienza, il termine per impugnare decorreva da quel momento, rendendo irrilevante ogni altra contestazione di merito.
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Inammissibilità: ricorso tardivo e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato poiché depositato oltre i termini di legge. La sentenza d'appello, con motivazione contestuale, era stata letta in udienza il 26 maggio 2023, fissando il termine di 15 giorni per l'impugnazione al 10 giugno 2023. Il deposito avvenuto il 21 giugno ha determinato il rigetto del ricorso e la condanna pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di appello. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione di una norma di favore e l'omessa assunzione di prove. Tuttavia, la Corte ha rilevato che la norma invocata non era ancora vigente al momento della sentenza impugnata e che le doglianze istruttorie erano state sollevate solo in sede di discussione, rendendo l'inammissibilità del ricorso inevitabile.
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Appello tardivo: i termini nel rito cartolare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato fuori tempo massimo. La sentenza chiarisce che l'aumento di 15 giorni per l'impugnazione, previsto per l'imputato assente, non si applica ai giudizi d'appello celebrati con rito cartolare non partecipato. Questo principio rende l'appello tardivo e ne preclude l'esame nel merito.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo. Il ricorso era stato presentato oltre i termini di legge contro un'ordinanza del GIP che convalidava un DASPO. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Termini di impugnazione: no proroga per rito abbreviato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato oltre la scadenza. Il caso chiarisce che la proroga dei termini di impugnazione, prevista per l'imputato assente, non si applica a chi è stato giudicato con rito abbreviato. Questa scelta processuale, infatti, è incompatibile con lo stato di assenza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un reato di atti persecutori a causa della sua presentazione tardiva. La Corte chiarisce che il termine aggiuntivo di quindici giorni per l'impugnazione non si applica se l'imputato era presente al processo di primo grado. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, evidenziando l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine di legge. La sentenza d'appello era stata emessa il 18/07/2024 e la motivazione depositata il 12/09/2024, fissando la scadenza per l'appello al 31/10/2024. Il ricorso, depositato solo il 23/11/2024, è risultato tardivo, rendendo la sentenza definitiva e comportando la condanna del ricorrente alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine perentorio di cinque giorni. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza della Corte d'Appello che ordinava la consegna di un cittadino straniero all'Austria in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per reati di traffico di stupefacenti. La tardività ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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