Due persone, trovate in possesso di 30 kg di sigarette, si sono difese sostenendo che fossero un regalo per un amico, senza scopo di lucro. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando la condanna per contrabbando di sigarette. Secondo i giudici, un quantitativo così elevato rende impossibile credere all'uso personale e dimostra implicitamente la finalità di profitto. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi generici e infondati, con conseguente condanna degli imputati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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