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T.F.R. (Trattamento Di Fine Rapporto)

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67 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: No TFR se il lavoro continua
La Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare il TFR se, al momento del fallimento del datore di lavoro originario, il rapporto di lavoro prosegue con una nuova società. Un accordo sindacale che lascia il TFR in capo al cedente non è opponibile all'INPS.
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Fondo garanzia INPS: TFR e concordato preventivo
Una lavoratrice ha richiesto al Fondo di Garanzia INPS il pagamento del suo TFR dopo che la sua azienda è entrata in concordato preventivo. La lavoratrice aveva accettato una riduzione dell'importo e la degradazione del credito a chirografario. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene l'accettazione non elimini il diritto alla prestazione, il Fondo garanzia INPS è tenuto a pagare solo l'importo del TFR come definito e quantificato nel decreto di omologa del concordato, anche se decurtato, e non l'intero ammontare originario.
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Calcolo TFR: la Cassazione sulle voci retributive
La Corte di Cassazione interviene sul corretto calcolo del TFR di una ex dipendente ospedaliera. La Corte ha annullato la decisione d'appello per errori di calcolo sul TFR ante-1982 e sull'applicazione delle norme transitorie relative all'indennità di contingenza. È stato inoltre stabilito che l'indennità di mensa può avere natura retributiva e rientrare nel TFR se il contratto collettivo prevede un'indennità sostitutiva in denaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Calcolo TFR: quali voci includere? La Cassazione chiarisce
Due ex dipendenti di un ente ospedaliero hanno contestato il calcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di alcune indennità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7590/2024, ha rigettato il ricorso, fornendo importanti chiarimenti sulla base di computo del trattamento di fine rapporto. L'analisi si è concentrata sulla natura dell'indennità integrativa speciale e sui limiti procedurali per le nuove contestazioni in appello, offrendo una guida precisa per il corretto calcolo TFR.
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Legittimazione TFR fallimento: spetta al lavoratore?
Il TFR di una lavoratrice non è stato versato dal datore di lavoro, poi fallito, al fondo pensione designato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, di regola, la lavoratrice mantiene il diritto di reclamare tali somme nella procedura fallimentare (legittimazione TFR fallimento), a meno che non sia provata una specifica cessione del credito al fondo. La causa è stata rinviata al tribunale per accertare la natura dell'accordo.
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Legittimazione attiva lavoratore: TFR e fondi pensione
In caso di fallimento del datore di lavoro, la Corte di Cassazione stabilisce che la regola generale riconosce la legittimazione attiva lavoratore per richiedere l'insinuazione al passivo delle quote di TFR non versate al fondo di previdenza complementare. Il trasferimento del TFR si configura di norma come una delegazione di pagamento, che si scioglie con il fallimento, restituendo la titolarità del credito al lavoratore. Sarà onere del curatore fallimentare dimostrare che le parti abbiano invece pattuito una vera e propria cessione del credito a favore del fondo pensione.
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Responsabilità solidale appalti: quando si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale del committente per i crediti retributivi dei dipendenti dell'appaltatore non è limitata alla durata di un contratto formale. Se esiste una continuità nel rapporto di servizio, anche se formalizzato solo in un secondo momento, la responsabilità si estende all'intero periodo, tutelando i lavoratori. Il caso riguardava una fondazione committente che riteneva di non essere responsabile per i debiti maturati prima della stipula formale di un contratto d'appalto, precedentemente in capo ad un'altra entità (un'università). La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che la sostanza del rapporto prevale sulla forma, in linea con un'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa.
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TFR dipendenti pubblici: la Cassazione fa chiarezza
Ex dipendenti di un ente pubblico chiedono l'inclusione di alcune voci retributive nel calcolo del TFR. La Cassazione chiarisce la differenza di regime del TFR dipendenti pubblici tra personale dirigente (soggetto a buonuscita) e non dirigente (soggetto a TFR), cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente accomunato le posizioni e rinviando per una nuova valutazione.
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Crediti lavoro: prova e CUD nel fallimento
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un lavoratore contro il fallimento della sua ex azienda, stabilendo principi chiari sulla prova dei crediti lavoro. La Corte ha chiarito che un CUD (Certificazione Unica) che indica il TFR come 'erogato', se non di provenienza pubblica e non firmato dal dipendente, non costituisce prova del pagamento. L'onere di dimostrare l'effettiva corresponsione delle somme resta a carico del datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha sanzionato il vizio di omessa pronuncia del tribunale che non aveva specificato la natura di 'ultime tre retribuzioni' per una parte del credito, qualifica fondamentale per l'accesso del lavoratore al Fondo di Garanzia dell'INPS.
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Fondo Garanzia INPS: no al TFR se fallisce il cedente
Una lavoratrice, dopo una cessione d'azienda, ha richiesto l'intervento del Fondo Garanzia INPS per il TFR maturato con la società cedente, poi fallita. Un accordo sindacale aveva escluso la responsabilità della nuova azienda. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che il Fondo interviene solo se è insolvente il datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto. Poiché il lavoro proseguiva con la nuova azienda solvente, le condizioni per l'intervento del Fondo non erano soddisfatte, e l'accordo sindacale non è vincolante per l'INPS.
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Calcolo TFR reintegrazione: Guida alla sentenza
Un lavoratore, licenziato e successivamente reintegrato, ha richiesto il pagamento del TFR maturato nel periodo intermedio. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto, stabilendo che il rapporto di lavoro si considera proseguito senza interruzioni. Di conseguenza, le retribuzioni corrisposte a seguito della reintegrazione rientrano a pieno titolo nella base di calcolo del TFR. La Corte ha inoltre affermato la responsabilità solidale della società acquirente in caso di cessione d'azienda per i debiti maturati.
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Fondo Garanzia TFR: Pagamento senza escussione cedente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33951/2024, ha stabilito che in caso di trasferimento d'azienda seguito dal fallimento del datore di lavoro cessionario, il lavoratore ha diritto all'intervento del Fondo Garanzia TFR per l'intero credito, compresa la quota maturata presso il cedente. La Corte ha rigettato la tesi dell'INPS, secondo cui l'obbligazione del Fondo sarebbe sussidiaria, affermando che il lavoratore non è tenuto ad agire preventivamente contro il cedente per ottenere il pagamento.
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Fondo di Garanzia INPS: No se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo di Garanzia INPS a favore di alcuni lavoratori i cui crediti retributivi e TFR erano rimasti a carico della precedente azienda, poi fallita, a seguito di un affitto di ramo d'azienda. La decisione si fonda sul principio che il rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con la nuova società. Poiché la cessazione del rapporto di lavoro è un presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo, la richiesta dei lavoratori è stata respinta. Gli accordi tra le aziende non sono stati ritenuti opponibili all'INPS.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore sanitario ha contestato il calcolo del suo TFR, sostenendo la mancata inclusione di diverse voci retributive, tra cui l'indennità di mensa. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che la natura retributiva dell'indennità di mensa, e quindi la sua inclusione nel TFR, dipende dalla contrattazione collettiva applicabile nel tempo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per un nuovo calcolo che tenga conto di questo principio, sottolineando l'importanza di verificare gli accordi sindacali vigenti prima delle riforme legislative.
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Giudicato esterno tributario e TFM: cosa ha deciso la Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate relativo alla deducibilità del Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore per l'anno d'imposta 2007. La società ha invocato un precedente giudizio favorevole e definitivo (giudicato esterno) per l'anno 2004 sulla medesima questione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che il giudicato esterno tributario su un punto di diritto fondamentale, come le regole di deducibilità del TFM, si estende anche ai periodi d'imposta successivi, precludendo all'Amministrazione Finanziaria di rimettere in discussione la stessa questione. La sentenza impugnata è stata cassata.
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Privilegio contributi TFR: no alla prelazione per l’ente
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti di un ente di previdenza per omessi versamenti di contributi al fondo TFR da parte di un'azienda fallita non godono del privilegio previsto per le retribuzioni dei lavoratori. La Corte ha chiarito che il privilegio spetta solo ai crediti retributivi e alle somme pagate direttamente al lavoratore, non ai contributi dovuti all'ente gestore, che restano crediti chirografari. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva delle norme sui privilegi, che non possono essere applicate per analogia.
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Indennità di mensa nel TFR: quando va calcolata?
Una dipendente ospedaliera ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per un ricalcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di varie indennità. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ospedale. Pur confermando la legittimità di una richiesta di ricalcolo onnicomprensiva, ha stabilito un principio chiave sull'indennità di mensa: la sua inclusione nel TFR non è automatica. È necessario verificare se la contrattazione collettiva preveda un'indennità sostitutiva per chi non usa il servizio, poiché solo in tal caso essa assume natura retributiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per questa specifica verifica.
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Contratto a progetto: nullo senza un fine specifico
La Corte d'Appello conferma la conversione di una serie di contratti a progetto in un unico rapporto di lavoro subordinato. La decisione si fonda sulla genericità e sulla mancanza di un progetto specifico e autonomo, ritenendo che il lavoratore svolgesse in realtà mansioni ordinarie per l'ente. La sentenza chiarisce che la lunga durata e la continuità del rapporto sono indici di subordinazione, respingendo le eccezioni di decadenza e prescrizione sollevate dal datore di lavoro.
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Obbligo previdenziale nel trasferimento di lavoratori
La Cassazione ha stabilito che, in caso di soppressione di un ente e passaggio ex lege dei dipendenti a un nuovo ente pubblico non economico, l'obbligo previdenziale corretto è quello verso l'INPS e non più verso l'ente previdenziale agricolo. Viene negato il diritto alla liquidazione del "conto individuale" e alla restituzione del TFR, poiché il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni.
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Anticipazione TFR: Limiti e Obblighi Contributivi
Un'azienda erogava l'anticipazione TFR mensilmente ai dipendenti. L'INPS ha contestato la pratica, ritenendola retribuzione soggetta a contributi. La Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo che un'anticipazione TFR mensile e senza causale snatura l'istituto e deve essere considerata retribuzione imponibile.
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