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Successione

48 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto successione è il fenomeno del subentrare in un rapporto giuridico di un soggetto giuridico, detto successore o avente causa, a un altro soggetto giuridico, detto autore o dante causa. La successione è distinta dal trasferimento. Il trasferimento ha luogo per situazioni giuridiche soggettive attive; la successione, che ha una portata più ampia, ha luogo nel lato attivo e in quello passivo (si pensi a un'eredità oberata di debiti nel caso della successione a causa di morte).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Società Estinta: Notifica Avviso di Accertamento ai Soci è Valida
L'Amministrazione finanziaria ha notificato avvisi di accertamento per IVA e IRPEF a due ex soci di una società cancellata dal registro delle imprese nel 2011, per debiti relativi agli anni 2008-2010. I giudici di merito avevano annullato gli avvisi, ritenendo che la società estinta non potesse più essere destinataria di pretese fiscali e che non si verificasse alcuna successione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria. Ha stabilito che la notifica avviso di accertamento a società estinta è valida se indirizzata ai soci, poiché questi subentrano nei debiti sociali. La causa torna alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo giudizio.
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Società cancellata: la legittimazione socio persiste anche senza riparto
L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione la rinuncia a un credito da parte di un socio verso una società. Dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, il socio unico ha riassunto il giudizio. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato inammissibile la riassunzione, ritenendo che il socio dovesse provare di aver ricevuto beni dalla liquidazione. La Cassazione, invece, ha stabilito che la Legittimazione socio società cancellata sussiste anche se il socio non ha beneficiato di riparti. Il limite di responsabilità non incide sulla capacità di agire in giudizio. La Corte ha accolto il ricorso del socio, cassando la sentenza e rinviando la causa.
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Conto cointestato e successione: paga le sorelle e poi le cita
La controversia riguarda un conto corrente cointestato e successione tra fratelli. Un figlio, cointestatario con la defunta madre di buoni e di un libretto, dopo aver diviso l'intero importo con le sorelle, le cita in giudizio per riavere una parte delle somme. Sostiene che il 50% del denaro era suo 'jure proprio' e non doveva rientrare nell'eredità. La Corte di Cassazione, prima di decidere, prende atto di un accordo tra le parti. Il processo viene dichiarato estinto. Il principio sottostante, emerso nei gradi precedenti, è che il cointestatario che agisce per la restituzione di somme già versate ha l'onere di provare che quei fondi erano di sua esclusiva proprietà, superando la semplice presunzione di contitolarità.
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Estinzione società: i soci pagano i debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione società derivante dalla cancellazione dal registro delle imprese non comporta la scomparsa dei debiti fiscali. Si verifica infatti un fenomeno di tipo successorio in forza del quale i soci subentrano nelle obbligazioni tributarie dell'ente. Nel caso esaminato, l'Agenzia delle Entrate aveva notificato avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF ai soci di una S.a.s. già cancellata. La Suprema Corte ha confermato la validità di tali atti, precisando che i soci sono i legittimi destinatari delle pretese creditorie del fisco, rispondendone nei limiti della liquidazione o illimitatamente a seconda del loro ruolo societario.
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Diritto camerale e conferimento ramo d’azienda
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di conferimento di un ramo d'azienda, il **Diritto camerale** è dovuto sia dalla società conferente che da quella conferitaria per l'annualità in cui avviene l'operazione. A differenza della fusione per incorporazione, che comporta una successione universale, il conferimento è una successione a titolo particolare tra due soggetti distinti. Poiché il tributo è strettamente legato all'iscrizione nel Registro delle Imprese, la permanenza dell'iscrizione di entrambi i soggetti giustifica il pagamento del tributo da parte di entrambi per le medesime unità locali nell'anno del trasferimento.
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Legittimazione ex socio e contratti societari
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex socio non possiede la legittimazione ex socio per impugnare contratti di compravendita immobiliare stipulati dalla società prima della sua cancellazione dal registro delle imprese, se tali rapporti erano già esauriti. La decisione chiarisce che l'estinzione della società comporta il trasferimento ai soci solo dei diritti certi e dei beni non compresi nel bilancio finale, ma non delle mere pretese o dei crediti incerti che la società ha implicitamente abbandonato non inserendoli nella liquidazione finale.
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Plusvalenza: vendita edifici e tassazione terreni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la vendita di un terreno con fabbricati esistenti non genera una plusvalenza tassabile come area edificabile, anche se l'acquirente intende demolirli successivamente. Il fisco non può riqualificare l'operazione basandosi su intenzioni future o potenzialità edificatorie residue se, al momento del rogito, l'edificio è ancora presente. La decisione annulla l'accertamento IRPEF emesso contro una contribuente, confermando che la natura fiscale dell'atto dipende dallo stato di fatto al momento del trasferimento della proprietà.
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Legittimazione passiva società estinta: guida pratica
La Corte d'Appello ha confermato il difetto di legittimazione passiva società estinta per un'agenzia immobiliare cancellata dal registro delle imprese anni prima dell'inizio del giudizio. La domanda risarcitoria per responsabilità professionale doveva essere rivolta ai soci quali successori dell'ente, portando al rigetto dell'appello proposto dalla promissaria acquirente.
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Società estinta: la responsabilità dei soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società estinta non possiede la capacità giuridica per impugnare un avviso di accertamento. La legittimazione ad agire spetta esclusivamente ai soci, i quali succedono nei debiti fiscali dell'ente cancellato. Nel caso di società di persone, i soci rispondono illimitatamente dei debiti tributari, inclusi IVA e IRAP. La nullità della notifica effettuata alla società già cancellata non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere eccepita dai soci stessi in sede di impugnazione degli atti impositivi.
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Estinzione società: i debiti fiscali passano ai soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione società non comporta la cancellazione dei debiti fiscali, i quali si trasferiscono ai soci in virtù di un fenomeno successorio. Nel caso esaminato, una società socia di una realtà estinta ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP notificato dopo la cancellazione dal registro delle imprese. I giudici hanno confermato che la notifica ai soci è valida anche se la società è estinta, poiché i soci subentrano nelle obbligazioni sociali indipendentemente dall'effettiva riscossione di somme durante la liquidazione.
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Estinzione della società: i diritti dei soci
La Corte di Cassazione ha confermato che l'estinzione della società non comporta la perdita dei diritti di credito non ancora riscossi. In caso di cancellazione dal registro delle imprese, si attiva un meccanismo di successione per cui i soci subentrano nei rapporti giuridici della società. La sentenza chiarisce che la cancellazione d'ufficio non può essere interpretata come una rinuncia automatica ai crediti, permettendo così ai soci di riassumere legittimamente i giudizi pendenti per ottenere il pagamento di somme dovute da terzi, come nel caso di saldi attivi di conti correnti bancari.
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Legittimazione attiva socio società cancellata
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per la legittimazione attiva di un ex socio che intenda recuperare crediti di una società di persone già cancellata dal Registro delle Imprese. Il caso riguardava gli eredi di un socio unico di una S.n.c. estinta che agivano per un credito societario. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice qualifica di ex socio non è sufficiente per agire in giudizio: è necessario dimostrare di essere l'effettivo successore o assegnatario del credito in base al bilancio finale di liquidazione.
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Successione tra enti pubblici e termini di appello
La controversia riguarda un contratto di gestione immobiliare tra un ente pubblico e una società privata. Al termine del rapporto, sono sorte contestazioni su compensi e danni per inadempimenti gestionali. La Corte di Cassazione affronta la questione della successione tra enti pubblici e la sua influenza sui termini di appello. La Corte stabilisce che la soppressione di un ente con trasferimento di funzioni a un successore non interrompe il processo ai sensi dell'art. 328 c.p.c. Di conseguenza, l'appello tardivo determina l'inammissibilità del ricorso e la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata.
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Società estinta: guida alla responsabilità dei soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando l'annullamento di un avviso di accertamento IVA emesso contro una società estinta e i suoi soci. Il punto centrale riguarda la responsabilità dei soci per i debiti di una società cancellata dal registro delle imprese. Secondo i giudici, l'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di provare che i soci abbiano effettivamente ricevuto somme o beni durante la liquidazione. In assenza di tale prova nell'atto impositivo, i soci non possono essere ritenuti responsabili dei debiti tributari della società estinta.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito tramite cartolarizzazione, il nuovo creditore può intervenire nel giudizio di azione revocatoria già avviato dal cedente. L'azione revocatoria è considerata uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale strettamente connesso al credito stesso, configurando quindi una successione a titolo particolare nel diritto controverso. La decisione conferma la legittimità dell'intervento del cessionario anche in grado di appello, respingendo le contestazioni del debitore sulla natura autonoma del diritto all'inefficacia dell'atto dispositivo.
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Esenzione imposta successione: limiti al controllo
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per l'esenzione imposta successione nel caso di trasferimento di quote societarie ai discendenti. La controversia nasce dal diniego dell'agevolazione su un trasferimento del 50% delle quote di una S.r.l., poiché tale quota non garantiva il controllo di diritto richiesto dalla legge. Il contribuente sosteneva che l'unanimità prevista dallo statuto equivalesse al controllo, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La decisione stabilisce che l'esenzione spetta solo se l'erede acquisisce o integra il controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c., ovvero la maggioranza dei voti in assemblea ordinaria, escludendo interpretazioni estensive o analogiche delle norme tributarie agevolative.
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Successione tra enti e interruzione del processo
La Corte di Cassazione ha esaminato la complessa questione della successione tra enti pubblici e il suo impatto sulla continuità dei processi. Il caso riguarda il passaggio di funzioni tra un ente previdenziale soppresso e l'istituto subentrante. Il dubbio centrale è se tale successione determini un evento interruttivo del processo o se, in virtù della continuità delle funzioni pubbliche, il giudizio debba proseguire senza interruzioni. Data la presenza di orientamenti contrastanti nella giurisprudenza di legittimità, la Corte ha ritenuto necessario rinviare la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva che garantisca certezza del diritto.
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Lavoro subordinato e successione negli enti
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato per un rapporto inizialmente qualificato come contratto a progetto presso un ente di bonifica. La decisione evidenzia che la mancanza di specificità del progetto comporta la conversione automatica del rapporto in contratto a tempo indeterminato. Inoltre, è stato applicato il principio di successione ex art. 2112 c.c., stabilendo che il nuovo ente subentrante è responsabile dei debiti retributivi e della riammissione in servizio della lavoratrice, nonostante la soppressione del precedente datore di lavoro.
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Legittimazione processuale e trasformazione societaria
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sollevato d'ufficio la questione della legittimazione processuale di una società subentrata a un'altra durante il giudizio. Poiché il titolo del subentro non era chiaro, la Corte ha assegnato alle parti un termine per chiarire se si trattasse di trasformazione, fusione o cessione, al fine di garantire l'integrità del contraddittorio e la validità della decisione finale.
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Successione processuale: soppressione enti pubblici
Un dipendente pubblico ha agito in giudizio per ottenere differenze retributive derivanti dallo svolgimento di mansioni superiori presso un ufficio commissariale per l'emergenza rifiuti. La Corte di Cassazione ha analizzato la complessa dinamica della successione processuale derivante dalla soppressione dell'organo commissariale. Sebbene la legittimazione passiva sia stata correttamente attribuita alla Regione quale ente ordinariamente competente, la Suprema Corte ha rilevato un vizio procedurale: il processo non è stato interrotto nonostante la cessazione formale dell'ente originario, violando le norme sulla corretta prosecuzione del giudizio.
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