Diritto camerale: obblighi nel conferimento d’azienda
Il Diritto camerale rappresenta un onere tributario annuale che ogni impresa iscritta al Registro delle Imprese deve corrispondere alla Camera di Commercio competente. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito i profili di responsabilità in caso di operazioni straordinarie, con particolare riferimento al conferimento di rami d’azienda.
Il caso del conferimento di ramo d’azienda
La controversia nasce dal ricorso di un istituto bancario contro una cartella di pagamento relativa al diritto annuale. La banca sosteneva che, avendo conferito un ramo d’azienda a un’altra società, non fosse tenuta al pagamento del tributo per le unità locali già oggetto di contribuzione da parte della società conferitaria per la medesima annualità.
Differenza tra fusione e conferimento
La Suprema Corte ha evidenziato una distinzione fondamentale tra la fusione per incorporazione e il conferimento d’azienda. Mentre la fusione determina una successione universale e l’estinzione del soggetto incorporato, il conferimento si configura come una successione a titolo particolare tra due soggetti che rimangono entrambi operativi e iscritti nei registri camerali.
Diritto camerale e iscrizione al Registro Imprese
Il presupposto impositivo del tributo è l’iscrizione o l’annotazione nel Registro delle Imprese o nel REA. La normativa vigente stabilisce che il diritto sia dovuto per il solo fatto di essere iscritti al 1° gennaio di ogni anno o per la nuova iscrizione effettuata in corso d’anno.
La doppia imposizione nell’anno del trasferimento
Secondo i giudici di legittimità, nell’annualità in cui si perfeziona il conferimento, entrambi i soggetti coinvolti sono tenuti al versamento. Questo perché la Camera di Commercio fornisce un servizio di natura pubblicitaria a entrambi i soggetti, garantendo la certezza dei rapporti giuridici legati a quel ramo d’azienda fino alla formale cancellazione delle unità locali da parte del cedente.
Le motivazioni
La Corte ha rigettato il ricorso basandosi sulla natura non frazionabile del tributo e sul legame indissolubile tra obbligo di versamento e iscrizione anagrafica dell’impresa. Poiché il conferimento non produce la cancellazione d’ufficio del cedente, quest’ultimo resta obbligato fino alla presentazione formale dell’istanza di cancellazione delle unità locali. La continuità aziendale, invocabile nelle fusioni, non trova applicazione in un’operazione tra soggetti giuridici distinti che mantengono la propria autonomia nel periodo di riferimento.
Le conclusioni
In conclusione, il principio di diritto sancito stabilisce che l’obbligo di versare il diritto annuale grava su entrambi i soggetti nell’anno dell’operazione. La legittimazione passiva si concentra esclusivamente in capo alla società conferitaria solo a partire dall’anno solare successivo a quello della comunicazione di subentro e contestuale cancellazione delle unità locali da parte della conferente.
Il conferimento di ramo d’azienda esenta dal pagamento del diritto camerale?
No, nell’anno del conferimento sia la società che cede il ramo sia quella che lo riceve sono tenute al pagamento del tributo per le unità locali coinvolte.
Qual è la differenza tra fusione e conferimento ai fini del diritto camerale?
Nella fusione si ha una successione universale che evita la doppia contribuzione, mentre il conferimento è una successione a titolo particolare tra due soggetti distinti.
Quando cessa l’obbligo di pagamento per la società conferente?
L’obbligo viene meno solo a partire dall’anno successivo a quello in cui viene comunicata la cancellazione dell’unità locale al Registro delle Imprese.