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Strumento Atto Ad Offendere

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Qualsiasi oggetto che, pur non essendo nato per offendere (come un'arma propria, es. una pistola), può essere utilizzato per ledere una persona. Il suo porto ingiustificato fuori dalla propria abitazione è reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lesioni personali: ricorso inammissibile conferma la condanna
Un Imputato è stato condannato per lesioni personali aggravate dall'uso di un'arma e per una contravvenzione. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di dover essere assolto e lamentando una violazione dell'articolo 63 comma 2 del codice di procedura penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le argomentazioni difensive troppo generiche e il motivo sulla violazione dell'articolo 63 c.p.p. non specifico e mai sollevato prima in appello. Di conseguenza, la condanna per lesioni personali e la decisione precedente sono state confermate, e l'Imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende. Il caso evidenzia l'importanza di formulare ricorsi specifici per evitare un ricorso inammissibile.
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Rapina aggravata e roncola: la Cassazione blocca il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due individui condannati nei gradi di merito per i reati di rapina aggravata e porto ingiustificato di una roncola. Gli imputati chiedevano un riesame delle testimonianze e una nuova valutazione delle prove raccolte. I giudici di legittimità hanno ricordato che il giudizio di Cassazione non permette una nuova ricostruzione dei fatti materiali. Il ricorso è risultato genericamente formulato e privo di reali doglianze sulla violazione della legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, obbligando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende.
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Porto di manganello e particolare tenuità del fatto
Un cittadino è stato condannato dal Tribunale per il porto fuori dalla propria abitazione di un manganello in legno occultato nello zaino. Il giudice di primo grado ha applicato l'ipotesi di lieve entità, infliggendo un'ammenda di 1.500 euro. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione denunciando l'omessa valutazione della memoria difensiva con cui aveva chiesto il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che l'ipotesi di lieve entità non esclude la non punibilità e che il giudice deve sempre motivare sulle istanze difensive rilevanti. La Suprema Corte ha annullato la condanna, disponendo il rinvio per un nuovo giudizio.
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Lesioni personali aggravate: scontro reciproco e difesa negata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per il reato di lesioni personali aggravate ai danni di un'altra persona. L'imputato sosteneva di aver agito per legittima difesa, quantomeno supposta per errore. I giudici hanno respinto la tesi difensiva poiché entrambe le parti si erano aggredite a vicenda durante la lite. La Suprema Corte ha chiarito che l'impiego di un qualunque oggetto comune per colpire integra la circostanza aggravante dello strumento atto a offendere. Inoltre, i precedenti penali presenti nel casellario giudiziale giustificano pienamente il diniego della sospensione condizionale della pena. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna dell'imputato al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere: condanna
Un automobilista è stato condannato per il reato di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere dopo che le forze dell'ordine hanno rinvenuto una mazza da baseball nel bagagliaio della sua auto durante un controllo stradale. La difesa ha sostenuto che l'oggetto servisse per giocare con il cane, ma la giustificazione è stata presentata solo successivamente e non nell'immediatezza del controllo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il giustificato motivo deve essere espresso subito ai verbalizzanti per consentire una verifica immediata. Inoltre, il riconoscimento della lieve entità del fatto non comporta automaticamente l'esclusione della punibilità per particolare tenuità, poiché i due istituti hanno presupposti diversi. L'automobilista perde la causa e deve pagare le spese e la sanzione pecuniaria.
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Strumento atto ad offendere: ferita e condanna confermata
Due imputati sono stati condannati per i reati di danneggiamento e lesioni personali aggravate dall'uso di uno strumento atto ad offendere. Gli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza dell'aggravante e la responsabilità per il danneggiamento. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito. Nel caso specifico, la ferita alla testa della vittima era pienamente compatibile con l'utilizzo di un oggetto contundente, e un testimone oculare aveva identificato i responsabili del danneggiamento. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Coltello multiuso: quando è un’arma impropria?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il porto di un coltello multiuso. La Corte ha confermato che, a causa delle sue caratteristiche di punta e taglio, l'oggetto non poteva essere considerato un semplice strumento per usi pacifici. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali del ricorrente e della natura offensiva del coltello.
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Strumento atto ad offendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni aggravate. La Corte ha ribadito che l'aggravante dell'uso di uno strumento atto ad offendere sussiste anche quando viene utilizzato un qualsiasi oggetto di uso comune, se impiegato concretamente per aggredire. Viene chiarito che, in tali circostanze, cessa ogni 'giustificato motivo' al possesso dell'oggetto, rendendo irrilevante la sua natura intrinsecamente non offensiva.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il porto di coltello, stabilendo un principio fondamentale: la giustificazione per il possesso di un'arma deve essere fornita immediatamente al momento del controllo delle forze dell'ordine. Secondo i giudici, è irrilevante a chi appartenga il coltello o il veicolo in cui viene trovato. Le spiegazioni fornite a posteriori, durante il processo, non hanno alcun valore per escludere la sussistenza del reato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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