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Stralcio Ex Lege

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Cancellazione automatica di un debito prevista direttamente dalla legge, che avviene senza necessità di una richiesta da parte del debitore o di un provvedimento specifico dell'ente creditore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contestazione Cartella ICI: Lo Stralcio Debiti Tributari Salva la Contribuente
La Contribuente ha impugnato una cartella esattoriale per ICI del 2004, contestando vari vizi, inclusa l'inesistenza del debito e la nullità della notifica. Le Commissioni Tributarie avevano respinto i suoi ricorsi. Durante il giudizio in Cassazione, è intervenuta una nuova legge (D.L. 119/2018, convertito in L. 136/2018) che ha previsto lo stralcio debiti tributari automatico per importi inferiori a 1.000 euro, affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. Poiché la cartella rientrava in questi parametri, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, annullando la sentenza impugnata e compensando le spese.
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Annullamento Cartelle: Debito di 454€ cancellato dalla legge
Un'azienda impugna una cartella di pagamento da 454,76 euro per contributi consortili. Durante il processo, interviene una nuova legge che dispone lo 'stralcio', ovvero l'annullamento automatico, dei debiti inferiori a 1.000 euro affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. La Corte di Cassazione, applicando la nuova norma, dichiara l'annullamento della cartella di pagamento. Di conseguenza, il debito non esiste più e la causa viene chiusa per 'cessata materia del contendere', poiché è venuto meno l'oggetto della disputa. In pratica, l'azienda non deve più pagare la somma richiesta.
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Debiti cancellati per legge: Fisco perde interesse al ricorso
Una contribuente impugna un preavviso di fermo amministrativo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento originarie. Durante il giudizio in Cassazione, l'Agente della Riscossione comunica che i debiti sottostanti sono stati cancellati automaticamente da nuove leggi sullo stralcio dei carichi minori. Di conseguenza, l'ente stesso dichiara di non avere più interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione, prendendo atto della situazione, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, chiudendo di fatto il contenzioso a favore della contribuente, il cui debito è stato annullato.
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Insinuazione passivo: credito parziale e interessi
Un agente della riscossione ha impugnato una decisione che negava l'ammissione al passivo di un credito residuo da cartella parzialmente annullata e il privilegio sugli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il credito residuo è valido e che la domanda di insinuazione passivo per gli interessi era sufficientemente determinata grazie ai documenti allegati. La Corte ha chiarito che l'annullamento parziale non inficia l'intera cartella e che l'estratto di ruolo è sufficiente per l'ammissione.
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Preavviso di fermo: motivazione e cartelle esattoriali
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo. Durante il processo, una legge ha cancellato parte dei debiti, estinguendo parzialmente la controversia. Per i debiti rimanenti, la Corte di Cassazione ha stabilito che il preavviso di fermo è legittimo se indica i numeri delle cartelle esattoriali presupposte, anche senza riesporre la natura del credito, ribaltando così la decisione del giudice di merito.
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Stralcio debiti fiscali: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento per un debito erariale inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta una normativa che ha previsto lo stralcio debiti fiscali di modesto importo. Poiché il debito in questione rientrava nei parametri della nuova legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Stralcio debiti tributari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2690/2024, ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso relativo a contributi di bonifica. La decisione si fonda sull'applicazione dello stralcio debiti tributari, una norma sopravvenuta che ha annullato automaticamente i singoli carichi affidati all'agente di riscossione tra il 2000 e il 2010 per importi inferiori a 1.000 euro. Di conseguenza, venendo meno l'oggetto della disputa, il giudizio è stato dichiarato cessato.
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Stralcio debiti: la Cassazione e la fine del giudizio
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per TARSU di importo inferiore a 1.000 euro. Durante il processo in Cassazione, è intervenuta una legge che ha previsto lo stralcio debiti di importo simile per il periodo di riferimento. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa fiscale era stata annullata per legge.
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Notifica persona giuridica: quando è valida?
Una società ha contestato la validità della notifica di cartelle esattoriali perché consegnate a un "addetto alla sede". La Corte di Cassazione, applicando le regole sulla notifica a persona giuridica, ha stabilito che la consegna è valida. La presenza di un individuo presso la sede legale crea una presunzione di autorizzazione a ricevere atti, e non è necessaria un'ulteriore raccomandata informativa. L'onere di dimostrare il contrario spetta alla società. Il giudizio è stato parzialmente concluso per la cancellazione di alcuni debiti per effetto di condoni fiscali.
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Stralcio debiti tributari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un'intimazione di pagamento. La decisione si fonda sullo stralcio debiti tributari previsto per legge, che ha annullato automaticamente i singoli carichi inferiori a 1.000 euro, facendo venir meno l'interesse ad agire.
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Stralcio debiti tributari: ricorso inammissibile
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, è intervenuta una normativa che ha previsto lo stralcio debiti tributari per importi inferiori a 1.000 euro. La Corte ha verificato che il debito rientrava in tale casistica e, essendo stato annullato automaticamente per legge, ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, poiché il titolo contestato non esisteva più.
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