La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsa testimonianza di quattro persone che avevano mentito durante un processo per omicidio. Gli imputati sostenevano di aver agito per paura di ritorsioni da parte degli autori del delitto. La Corte ha respinto i ricorsi, dichiarandoli inammissibili, e ha chiarito che il timore per la propria incolumità fisica non rientra nell'esimente specifica prevista per la falsa testimonianza, la quale protegge solo da un nocumento alla libertà o all'onore. Per invocare lo stato di necessità, è indispensabile provare un pericolo grave, attuale e non altrimenti evitabile, condizione non soddisfatta da un generico timore.
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