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Stato Di Necessità

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729 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Stato di necessità: quando giustifica l’occupazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di immobile. La Corte ribadisce che lo stato di necessità non può essere invocato per risolvere un'esigenza abitativa cronica, ma solo per un pericolo attuale e transitorio. Viene inoltre confermata la legittimità di una pena differenziata tra i due imputati, basata sulla diversa capacità a delinquere desumibile dai precedenti penali.
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Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. I motivi, basati sul presunto stato di abbandono dell'edificio e sullo stato di necessità, sono stati respinti. Il primo è stato ritenuto una mera ripetizione di argomenti già esaminati, mentre la scriminante dello stato di necessità non è stata provata con elementi specifici riferibili ai ricorrenti. La Corte ha quindi confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Stato di necessità immigrazione: non scusa la violenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e omicidio preterintenzionale a carico di tre individui, ritenuti responsabili della gestione di una traversata in cui un migrante ha perso la vita. La Corte ha rigettato i ricorsi, escludendo l'applicabilità della scriminante dello stato di necessità immigrazione, poiché gli imputati avevano esercitato violenza e avevano il pieno controllo dell'imbarcazione, dimostrando un'adesione al piano criminale. Sono state respinte anche le eccezioni procedurali relative all'assenza del difensore e alla mancata traduzione della sentenza.
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Furto di energia: no stato di necessità per povertà
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per furto di energia elettrica. Gli imputati avevano invocato lo stato di necessità per difficoltà economiche, ma la Corte ha ribadito che tale condizione non giustifica il reato. L'ordinanza conferma che il furto di energia è un reato continuato e il danno non può essere considerato di lieve entità, negando così l'applicazione di attenuanti.
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Stato di necessità: quando è giustificabile?
Un uomo, condannato per aver violato la sorveglianza speciale, ha invocato lo stato di necessità putativo, sostenendo di aver agito per impedire al fratello di acquistare droga. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la scriminante dello stato di necessità richiede prove concrete e non generiche supposizioni, confermando così la condanna.
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Taratura autovelox: prova obbligatoria per la multa
Un automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità rilevata con telelaser, eccependo lo stato di necessità e la mancata taratura autovelox. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione del Tribunale. Ha stabilito che la prova della calibrazione periodica dell'apparecchio è un elemento costitutivo dell'infrazione e deve essere fornita dall'Amministrazione. Le sole dichiarazioni degli agenti accertatori sul corretto funzionamento non sono sufficienti a sostituire tale prova scientifica.
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Stato di necessità e immigrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione analizza il caso di un uomo, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver guidato un gommone, che invocava lo stato di necessità. La Corte ha annullato la decisione di un tribunale inferiore che aveva accolto questa difesa, sottolineando che lo stato di necessità richiede una prova rigorosa di un pericolo attuale e inevitabile. Secondo la Suprema Corte, le minacce generiche subite prima della partenza non sono sufficienti se il pericolo non persiste durante l'intera traversata. La sentenza chiarisce che chi si affida volontariamente a organizzazioni criminali per un viaggio pericoloso difficilmente può poi invocare questa esimente.
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Soccorso in mare reato: la giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12619/2019, ha stabilito la sussistenza della giurisdizione italiana per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina anche quando il trasporto avviene in acque internazionali. Nel caso di specie, l'imputato, skipper di un gommone, è stato condannato poiché il successivo soccorso in mare non interrompe il nesso causale, ma è considerato un evento previsto e voluto dall'organizzazione criminale per completare l'ingresso illegale nel territorio dello Stato. Questo configura un'ipotesi di soccorso in mare reato, dove i soccorritori diventano, inconsapevolmente, strumenti dell'azione delittuosa.
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Mancata dichiarazione di denaro: la sentenza
Una cittadina ucraina è stata sanzionata per aver tentato di esportare 100.000 euro senza la prescritta dichiarazione doganale. In appello, ha invocato lo stato di necessità a causa della guerra, l'ignoranza della legge e la barriera linguistica. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la sanzione. I giudici hanno stabilito che lo stato di necessità non era applicabile in Italia e che l'ignoranza della legge era inescusabile, data l'ingente somma e la presenza di avvisi multilingue alla frontiera. La corte ha ritenuto corretta la procedura e congrua la sanzione per la mancata dichiarazione di denaro.
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