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Stato Di Necessità

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729 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: guida senza patente confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per guida senza patente. L'appello, basato su presunto stato di necessità e tenuità del fatto, è stato respinto perché mera reiterazione di motivi già rigettati dalla Corte d'Appello, la cui sentenza è stata ritenuta ben motivata e priva di vizi logici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: irrilevante la durata dell’assenza
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che qualsiasi allontanamento, anche di breve durata, integra il reato e che la difesa dello stato di necessità per un presunto malore deve essere provata, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi, ritenuti manifestamente infondati e ripetitivi, includevano la richiesta di applicazione dello stato di necessità, della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e di altri benefici. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito, che avevano negato le richieste sulla base della condotta complessiva e dei precedenti dell'imputata, condannandola al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione stato di necessità: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La difesa basata sull'evasione per stato di necessità è stata respinta poiché i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione della Corte d'Appello è stata considerata logica e coerente.
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Violazione di sigilli: prescrizione del reato
Una donna, condannata per violazione di sigilli per aver utilizzato la sua auto sotto sequestro, ricorre in Cassazione. La Corte Suprema, pur riconoscendo la fondatezza di un motivo di ricorso relativo alla particolare tenuità del fatto, annulla la sentenza senza rinvio perché il reato si è estinto per prescrizione. La decisione chiarisce l'irrilevanza di precedenti penali eterogenei e l'applicazione della prescrizione in pendenza di un ricorso non inammissibile.
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Stato di necessità: non giustifica l’occupazione abusiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46064/2023, ha stabilito che lo stato di necessità non può giustificare l'occupazione abusiva di un immobile pubblico. Il caso riguardava una donna, madre di due gemelli neonati e in condizioni di indigenza, che aveva occupato un alloggio popolare. La Corte ha chiarito che lo stato di necessità si applica solo a un pericolo attuale e transitorio, non a un bisogno abitativo di natura permanente, il quale deve essere soddisfatto tramite le procedure legali previste.
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Stato di necessità: non giustifica il furto di luce
Un individuo, condannato per furto aggravato di energia elettrica tramite allaccio abusivo, ha presentato ricorso in Cassazione invocando lo stato di necessità a causa della sua condizione di indigenza. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la povertà, di per sé, non integra la scriminante dello stato di necessità, poiché esistono strumenti di assistenza sociale per far fronte a tali bisogni. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Stato di necessità: non basta l’indigenza per il furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per tentato furto. La difesa sosteneva lo stato di necessità dovuto a indigenza, ma i giudici hanno confermato che la semplice difficoltà economica, in assenza di un grave e urgente pericolo per la persona, non è sufficiente a giustificare il reato. Il valore della merce, pari a 113 euro, non è stato considerato irrisorio.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. Gli imputati contestavano il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e dello stato di necessità. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, in quanto le argomentazioni proposte erano in palese contrasto con la giurisprudenza consolidata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Stato di necessità: l’esigenza abitativa non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che invocava lo stato di necessità per giustificare un reato commesso al fine di trovare un alloggio. La Corte ha ribadito che l'esigenza abitativa non integra il 'pericolo attuale di un danno grave alla persona' richiesto dalla legge. Respinti anche i motivi sulla particolare tenuità del fatto e sull'impugnazione della provvisionale.
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Occupazione abusiva immobile: no stato di necessità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità non può essere invocato per giustificare il reato quando questo deriva da una difficoltà economica permanente, per la quale esistono soluzioni legali come gli alloggi popolari. È stata inoltre confermata la correttezza della pena applicata, basata su una normativa più severa entrata in vigore durante la permanenza della condotta illecita.
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Stato di necessità: limiti e revoca della sentenza
Un guidatore, sanzionato per guida con patente sospesa, ha invocato lo stato di necessità per aver soccorso la madre. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sanzione, dichiarando inammissibile la richiesta di revoca di una precedente ordinanza. La Corte ha specificato che lo stato di necessità non sussisteva al momento del fermo, poiché l'emergenza era già terminata. Tale valutazione costituisce un'interpretazione giuridica e non un errore di fatto che possa giustificare la revoca del provvedimento.
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Responsabilità comproprietario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43236/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una coppia condannata per abuso edilizio. La Corte ha confermato il principio secondo cui la responsabilità del comproprietario non committente può essere desunta da indizi gravi, precisi e concordanti che ne dimostrino la compartecipazione, anche solo morale, all'illecito. Tra questi indizi rientrano la convivenza, la presenza sul cantiere e la mancata opposizione ai lavori.
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Furto aggravato di energia: procedibilità e Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una condanna per furto aggravato di energia elettrica e acqua. La ricorrente sosteneva che il reato dovesse essere procedibile a querela a seguito delle recenti riforme e invocava lo stato di necessità. La Corte ha chiarito che il furto di beni destinati a servizio pubblico rimane procedibile d'ufficio e che lo stato di necessità, essendo una questione di fatto, non può essere valutato in sede di legittimità.
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Motivi nuovi in Cassazione: il caso dell’evasione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per evasione, il quale aveva sollevato per la prima volta la causa di giustificazione dello 'stato di necessità'. La Corte ribadisce che i motivi nuovi in Cassazione non sono ammessi, in quanto il suo ruolo è limitato a un giudizio di legittimità e non a una nuova valutazione dei fatti.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso pretestuoso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La giustificazione addotta, ovvero l'essersi allontanato per fumare una sigaretta, è stata ritenuta un motivo pretestuoso e non una causa di forza maggiore o stato di necessità, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Movimentazione bestiame: quando è reato penale?
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un allevatore per aver tentato di diffondere un'epidemia e violato un'ordinanza sindacale. La sentenza chiarisce che la movimentazione bestiame illecita, contro un divieto sanitario, costituisce reato grave, e non può essere giustificata da uno stato di necessità se esistono alternative lecite, come fornire foraggio e acqua agli animali. La gravità del pericolo creato esclude l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione aggravata. La decisione si fonda sulla novità di un motivo di ricorso e sulla mera reiterazione di un altro, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Il caso chiarisce i presupposti per un ricorso inammissibile.
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Occupazione abusiva: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. I ricorrenti avevano invocato lo stato di necessità e la particolare tenuità del fatto, ma la Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile una nuova valutazione delle prove e che le motivazioni della Corte d'Appello erano logiche e giuridicamente corrette.
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Furto di energia elettrica: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto di energia elettrica e invasione di immobile. Confermato il diniego dello stato di necessità e dell'attenuante del danno lieve, data la natura continuata del reato.
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